PiemonteIS presentato a Terra Madre: il marchio collettivo per l’agroalimentare piemontese
Da Gianluca Rini
Settembre 28, 2026
Il Piemonte vuole rendere più immediato il legame tra i suoi prodotti alimentari e la terra in cui vengono realizzati. Durante Terra Madre, nell’area dedicata alle eccellenze regionali, è stato presentato PiemonteIS: un marchio collettivo che riunisce sotto un’identità riconoscibile le attività agricole e le lavorazioni alimentari della regione.
Il simbolo potrà arrivare sulle etichette degli alimenti ammessi e accompagnarli anche lontano dall’Italia. La sua presenza dipenderà da regole di accesso e verifiche, pensate per dare un significato concreto al riferimento geografico.
Un nome che parla del territorio anche all’estero
La denominazione gioca su due letture. In piemontese, piemonteis rimanda a ciò che appartiene alla regione; in inglese, le parole Piemonte is aprono una frase che può raccontarla a un pubblico internazionale. Questa scelta unisce il senso di appartenenza locale all’intenzione di far conoscere meglio le produzioni sui mercati esteri.
Per chi incontra un alimento su uno scaffale, il nome del marchio dovrebbe rendere evidente la sua relazione con il Piemonte. L’idea è dare una cornice comune a specialità e filiere differenti, senza cancellare i tratti che le distinguono. Nel presentare l’iniziativa è stato ricordato che alla regione fa capo circa il 25% del totale italiano dei prodotti a denominazione: una varietà che il nuovo simbolo intende associare con maggiore chiarezza alla zona di origine.
Il collegamento riguarda anche l’immagine turistica del territorio. Un prodotto assaggiato o acquistato fuori regione può diventare un primo contatto con i luoghi in cui nasce. Il progetto affida quindi al cibo un ruolo di racconto, oltre a quello commerciale, mantenendo al centro il lavoro delle imprese piemontesi.
Come si affianca alle certificazioni esistenti
PiemonteIS aggiunge un segno di riconoscimento alle tutele che molti alimenti già possiedono. Le denominazioni dei vini, le indicazioni geografiche e le certificazioni legate al biologico continuano a conservare la propria funzione. Anche i programmi riconosciuti per la qualità e le specialità tradizionali mantengono le rispettive caratteristiche: il marchio regionale serve a mettere in evidenza ciò che le accomuna, cioè il rapporto con il Piemonte.
La presenza del simbolo comunica inoltre che l’operatore è passato attraverso le verifiche necessarie a ricevere il diritto d’uso. L’impresa e il prodotto devono rientrare nelle condizioni fissate dal regolamento. Per chi acquista, il riferimento territoriale è così collegato a un percorso di autorizzazione.
Sono previsti quattro percorsi di valutazione, costruiti tenendo conto delle garanzie di cui le produzioni dispongono già. Per vini e alimenti tutelati da denominazioni, alcune caratteristiche sono stabilite dai relativi disciplinari.
Negli altri casi rientrano, tra le altre categorie, i sistemi produttivi biologici, quelli riconosciuti da programmi nazionali o europei per la qualità e le specialità della tradizione. I controlli già svolti dagli organismi competenti verranno considerati, in modo da evitare la ripetizione delle stesse verifiche.
Quali imprese possono richiedere PiemonteIS
La sede in cui si produce deve trovarsi in Piemonte. Qui deve svolgersi l’attività produttiva, la trasformazione oppure una lavorazione sostanziale dell’alimento. La sola provenienza piemontese degli ingredienti non dà accesso al marchio quando il prodotto viene realizzato fuori regione. Allo stesso modo, la semplice vendita di alimenti fatti da altri non è sufficiente a ricevere l’autorizzazione.
Il regolamento stabilisce anche una quantità di ingredienti originari del territorio minima, diversa secondo la categoria merceologica. In questo modo il rapporto con la regione riguarda sia l’attività svolta dall’impresa sia, nella misura prevista per ciascun prodotto, le materie prime impiegate.
Le aziende interessate potranno inviare la domanda tramite piattaforma online predisposta a livello regionale. Questa concessione è gratuita e vale tre anni. Alla scadenza potrà essere rinnovata se continuano a sussistere i criteri previsti. Il diritto di usare il simbolo resta quindi collegato al rispetto delle condizioni nel tempo.
Controlli, registro pubblico e comunicazione
Il laboratorio chimico camerale di Torino avrà il compito di gestire le verifiche sulle richieste e quelle successive all’ammissione. Le imprese abilitate e gli alimenti ammessi all’uso del marchio compariranno nel registro pubblico. Le verifiche riguarderanno anche la presenza del simbolo sulle confezioni e nei canali digitali, dai siti di vendita ai profili social.
Il progetto prevede due impieghi distinti della stessa identità. PiemonteIS è il segno destinato agli alimenti che hanno ottenuto l’autorizzazione. La versione che aggiunge Eccellenza Piemonte al nome accompagnerà invece le attività informative e promozionali dedicate alle produzioni regionali. La differenza permette di riconoscere il marchio sui singoli prodotti e, allo stesso tempo, di presentare l’insieme delle attività agricole e alimentari locali con una veste visiva comune.
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Gianluca Rini
Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.




