mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Eurovision 2022: Torino candidata ad ospitare il festival

Dopo la vittoria della Rock band romana dei Maneskin all’Eurovision 2021, sarà l’Italia ad ospitare la prossima edizione del prestigioso festival musicale. L’ascesa della band in ambito internazionale ha destato grande clamore tra il pubblico e gli addetti ai lavori e, in un periodo storico dove il Bel Paese splende di nuova luce in diverse branche dell’intrattenimento, non si può non essere orgogliosi di quanto stia accadendo. La corsa alle candidature per ospitare l’Eurovision è partita già da qualche mese. Le più grandi città italiane hanno avanzato proposte interessantissime per godere di tutti i benefici che, ospitare un festival del genere, comporterebbe. A candidarsi per Eurovision 2022, anche Torino. Il capoluogo piemontese, del resto, ha dalla sua una serie di importanti motivazioni per le quali essere scelto. Ne vediamo alcune in quest’articolo.

Eurovision 2022, perché Torino?

Come detto, sono diverse le ragioni che potrebbero spingere gli organizzatori di Eurovision 2022 a scegliere Torino come location per il festival. Innanzitutto, il vero punto di forza della candidatura piemontese è il Pala Alpitour; sede designata ad ospitare l’evento. Costruito tra il 2003 e il 2005, il palazzetto ospitò le partite di hockey delle Olimpiadi Invernali del 2006. Sotto l’aspetto strutturale presenta una capacità di 13.437 posti con palco laterale e 15.657 con palco centrale. Il Pala Alpitour ha dalla sua un’estetica moderna, essendo di costruzione recente e, per di più, ha già dato prova di grande stabilità nel corso di eventi di stampo musicale. Da Bob Dylan a Lady Gaga, fino ad arrivare a U2, Rihanna e Metallica, questi sono solo alcuni dei nomi che si sono esibiti all’interno del palazzetto.

ArredareModerno

Non solo la presenza del Pala Alpitour a rendere Torino uno dei luoghi papabili per Eurovision 2022. Il capoluogo torinese ospita, infatti, uno dei quattro centri di produzione RAI, rendendo più semplice il compito della rete nella messa in onda della kermesse. Pare, inoltre, che dal punto di vista organizzativo, la città sia pronta ad ospitare un’edizione del festival musicale europeo già dal 2017, anno in cui Francesco Gabbani fu dato come favorito, salvo essere sconfitto in ultimo dal portoghese Salvador Sobral. Moltissimi, poi, sono i luoghi che potrebbero ospitare le manifestazioni e gli eventi mondani che gravitano attorno ad Eurovision. Primo su tutti, il Red Capret che potrebbe tenersi a Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, confinante col palazzetto, in Piazza Castello o, magari, ai Giardini Reali o alla Mole.

I pregi logistici della città

A differenza delle altre metropoli candidate, ossia Milano e Roma (oltre a Bologna), Torino ha un solo terminal aeroportuale a cui gli spettatori del festival potranno appoggiarsi. In ogni caso, lo scalo torinese ha un traffico di passeggeri decisamente invidiabile. I collegamenti con la città, inoltre, sono diversi e tutti particolarmente validi. Insomma, per gli eurofan spostarsi in giro per la città della Mole non sarà certo un problema. La città soddisfa, inoltre, la capienza auspicata per le strutture alberghiere diramate sul suolo della città. Con una superficie di 130 Km², Torino ha tutte le carte in regola per registrare il boom di presenze che ci si aspetta da manifestazioni come l’Eurovision, gestendo l’affollamento demografico alla perfezione.

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