domenica, Settembre 26, 2021
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Due ebook gratuiti per comunicare la scienza in modo creativo

Come si divulga il sapere scientifico? Per la rubrica salute e medicina dello Science Web Festival 2021 appena concluso è stato presentato l’ebook “Quando la salute diventa creativa: comunicare la scienza del benessere“, lavoro conclusivo del corso in Giornalismo Scientifico della “torinese” Accademia Telematica Europea e redatto dalla dottoressa Jessica Guenzi.

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Esiste un modo alternativo per comunicare la scienza della salute sui social network?  “Quando la salute diventa creativa: comunicare la scienza del benessere” cerca di dare risposta a questa domanda. Poco comune ma di effetto per comunicare la salute sui social network è associare a delle immagini uniche – immagini del quotidiano lavorativo o delle immagini prodotte al microscopio – a delle tecniche di scrittura narrativa e di marketing. Sui social network le persone desiderano informarsi velocemente e senza turbamenti. Le tecniche di scrittura illustrate nel manuale hanno come obiettivo creare un legame tra il follower e il nostro canale. Ogni tecnica è spiegata attraverso degli esempi declinati al mondo della salute. Un modo insolito per fare divulgazione.

Questo lavoro illustra come comunicare efficacemente argomenti difficili ma fondamentali, come quelli relativi al benessere e alla salute, in maniera semplice e attraente utilizzando tecniche, come lo storytelling ed il retromarketing, tipiche della comunicazione digitale. Il manuale è disponibile gratuitamente su richiesta a info@accademiatelematica.it o all’autrice stessa jessica.guenzi@gmail.com.

Lo Science Web Festival 2021, festival della divulgazione scientifica online, che si è tenuto quest’anno dal 12 al 18 Aprile ha visto la partecipazione di circa 200 divulgatori per oltre 230 eventi, ed è sostenuto dal contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Tra le 29 rubriche, suddivise in base alla tipologia del contenuto, in cui si articola la manifestazione è stato anche presentato, nella rubrica dedicata alla storia della scienza, il lavoro della dottoressa Immacolata Vecchio.

La ricercatrice ha presentato l’e-book dal titolo “Dai vecchi ai nuovi media. Com’è cambiata la comunicazione pubblica della scienza nell’era digitale” presente sul portale Lulu.

Chi comunica la scienza? Qual è il mezzo di comunicazione più efficace? Com’ è cambiato il modo di comunicare la scienza con l’avvento delle nuove tecnologie? Queste e tante altre sono le domande che si è posta l’autrice e di cui parla nell’ebook.

La comunicazione scientifica è frutto di un bisogno, lo scambio di sapere. All’inizio era limitato ai soli studiosi della natura e dei fenomeni naturali, ma nel corso della storia va incontro a tutta una serie di trasformazioni dettati dai profondi cambiamenti intellettuali, politici, industriali, della società in sviluppo. Il progredire delle tecnologie ha rivoluzionato il modo di comunicare rendendolo sempre più rapido ed efficiente. Dalla carta stampata all’etere, con l’ingresso nelle case della radio e della televisione, fino al computer, che rappresenta, all’inizio, un miglioramento destinato a rimanere confinato al solo mercato tipografico, ma non sarà proprio così. Lo sviluppo della rete internet, una sorta di corsia digitale su cui viaggiano i dati, e dei servizi annessi come il World Wide Web che, permette il trasferimento e la visualizzazione dei dati sotto forma di ipertesto, hanno posto fine a quella forma di comunicazione a “senso unico” che aveva caratterizzato l’informazione scientifica.

In qualche decennio siamo passati da un modello comunicativo che prevedeva una schematizzazione dei ruoli e delle competenze ad una forma di trasmissione del sapere più diretta, senza intermediari e senza vincoli di spazio e di tempo. La rivoluzione digitale ha permesso alla comunicazione pubblica della scienza di essere immediata e di facile reperibilità, ma non senza i limiti che derivano dallo scarso controllo di attendibilità e veridicità delle informazioni e che, contribuiscono al dilagare di notizie false che, poco hanno a che fare con l’etica dell’informazione. Questo ed altro viene discusso nel testo con una particolare attenzione verso tutte quelle problematiche che derivano dall’uso scorretto dei social network per fare scienza.

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