Miró! Sogno e colore a Torino

miro torino 1Arthemisia continua il rapporto con Torino e i Musei Reali, dopo le mostre dedicate a Tamara de Lempicka, a Matisse e a Toulouse-Lautrec, con dal 4 ottobre al 14 gennaio, la mostra dedicata a uno dei più grandi pittori del Novecento, Joan Miró (Barcellona, 1893 – Palma di Maiorca, 1983).

Nelle sale espositive di Palazzo Chiablese ci sono 130 opere, quasi tutti olii di grande formato, che provengono dalle Fundació Pilar i Joan Miró a Maiorca. come Femme au clair de lune(1966), Oiseaux (1973), Femme dans la rue (1973).

Miró! Sogno e colore è un viaggio nella produzione degli ultimi trent’anni della vita di Joan Miró, in cui l’artista si dedicò a temi come donne, uccelli e paesaggi monocromi.

A Maiorca, dove l’artista visse dal 1956 fino alla morte nel 1983, la Fundació Pilar i Joan Miró ha una collezione donata dall’artista e da sua moglie, che conserva ancora pennelli, tavolozze e attrezzi del mestiere come lui li aveva lasciati.

La mostra Miró! Sogno e colore è divisa in cinque sezioni.

La prima sezione, Radici, racconta di come Miró scelse di vivere a Maiorca, scenario perfetto per la sua creatività, grazie ai magnifici giochi di luce in un felice contrasto con i paesaggi più aridi della Catalogna, oltre a una natura primordiale e nel silenzio.

Il profondo legame tra Miró e la natura portò alla passione per la grandiosità delle manifestazioni artistiche delle culture primitive e per la pittura rupestre.

Nella seconda sezione, Principali influenze artistiche di Miró, viene visto come Miró vedeva nella poesia è un impulso emotivo, quel momento visionario per esprimere una sorta di fascino che dava alla sua pittura significati complessi e catene d’associazioni.

Con la terza sezione, Maiorca, si spiega come nei primi anni cinquanta Joan Miró decise di stabilire la sua residenza permanente a Maiorca, dove l’amico e famoso architetto Josep Lluís Sert progettò il laboratorio Sert.

In La metamorfosi plastica (1956-1981), la quarta sezione, è descritto come tra il 1955 e il 1959 Miró decise di dedicarsi quasi esclusivamente alla ceramica, all’incisione e alla litografia, poi nel 1959 riprese la pittura intensificando il grado di espressività, provando nuovi media e nuove forme artistiche.

L’ultima sezione Vocabolario di forme, narra di come negli ultimi anni Miró decise di raccontare dell’universo e le sue stelle, di nude linee femminili e di figure falliche, di personaggi ibridi in opere costellate da teste, occhi e uccelli.

La mostra è visitabile lunedì dalle 14.30 alle 19.30, martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 9.30 alle 19.30, giovedì dalle 9.30 alle 22.30.

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