La stagione venatoria si apre con le preaperture, la LAV contesta la decisione
Da Isan Hydi
Agosto 30, 2025
L’associazione animalista critica le concessioni regionali e lancia l’allarme sul nuovo disegno di legge in discussione al Senato
La stagione di caccia 2025 prenderà il via in gran parte delle regioni italiane lunedì 1° settembre, anticipando l’apertura ufficiale fissata per la terza domenica del mese, il 21 settembre. La decisione di concedere le cosiddette “preaperture” è stata adottata da numerose amministrazioni regionali, tra cui Abruzzo, Basilicata, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto. Questa pratica, pur prevista dalla normativa, ha suscitato la ferma opposizione dell’associazione animalista LAV, che la interpreta come una concessione al mondo venatorio.
In un comunicato, l’organizzazione ha espresso una posizione critica verso le scelte dei presidenti di regione, accusandoli di assecondare le richieste dei cacciatori. “L’ingordigia dei cacciatori è assecondata dai politici alla costante ricerca del consenso, anche se questo comporta un vero e proprio massacro di animali selvatici”, ha dichiarato Massimo Vitturi, responsabile del settore Animali Selvatici per la LAV. La critica dell’associazione si estende anche al dibattito politico in corso al Senato, con un riferimento specifico a un disegno di legge che, secondo la LAV, mira a indebolire ulteriormente la tutela della fauna.
L’associazione ha puntato l’attenzione sul Disegno di Legge 1552, un provvedimento che, se approvato, modificherebbe in modo sostanziale la normativa nazionale sulla caccia. Secondo l’analisi della LAV, il testo introdurrebbe diverse novità peggiorative per la tutela degli animali. Tra i punti più critici evidenziati figurano la potenziale cancellazione del divieto di caccia agli uccelli migratori sui valichi montani, la riapertura degli impianti di cattura per gli uccelli da richiamo e la possibilità di estendere la pratica venatoria anche al periodo primaverile. Ulteriori preoccupazioni riguardano la riduzione dell’estensione delle aree protette e la possibilità di consentire la caccia nelle foreste demaniali.
In risposta a questo quadro normativo e politico, la LAV ha annunciato un’azione concreta. Nei prossimi giorni, l’associazione depositerà, insieme ad altre organizzazioni, cinquantamila firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per l’abolizione totale della caccia. Questa proposta sarà quindi discussa in Parlamento, ponendosi in antitesi al disegno di legge attualmente in esame.
L’associazione ha ribadito la propria posizione, definendo la caccia un’attività “crudele, pericolosa, inutile, violenta, diseducativa”. A sostegno della propria tesi, la LAV ha citato i dati Eurispes, che indicherebbero una forte avversione dell’opinione pubblica italiana nei confronti dell’attività venatoria, con una percentuale di contrari che nel tempo avrebbe raggiunto il 76%. L’organizzazione ha concluso auspicando che la volontà della maggioranza dei cittadini possa prevalere sugli interessi specifici del mondo venatorio e dei suoi referenti politici.
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Isan Hydi
Direttore responsabile di Torinofree.it, giornalista e fondatore di Rankister.com e Wolf.agency , esperto in Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.
