giovedì, Giugno 20, 2024
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Giovani adulti: costruirsi il futuro tra sfide e difficoltà

Che cosa accomuna i giovani che stanno costruendo il proprio percorso di vita? Quali sono le preoccupazioni, gli ostali, ma anche le opportunità con cui si interfacciano?

La ricerca: giovani che si raccontano

Un campione di giovani ha risposto ad alcune domande volte a raccogliere il loro contributo su scelte, difficoltà e sfide che hanno o stanno affrontando nel loro percorso di studi o lavorativo.

I giovani che hanno risposto alle domande hanno un’età compresa tra i 21 e 37 anni e provengono da contesti geografici diversi: 43% periferia, 28% centro città, 25% campagna e 4% montagna. C’è chi lavora (71%), chi studia (25%) o chi svolge uno stage retribuito (4%).

Tra studio e lavoro

Ti sei mai domandato se ciò che stai studiando ti porterà realmente al lavoro che desideri?Un elemento che emerge in modo evidente dalle risposte date è la discrepanza tra percorso di studi scelto ed effettiva possibilità di trovare occupazione in quel campo. L.: “Spero di riuscire a restare nel mio ambito di studi, ma non ne sono sicura”. M.: “Ho fatto la scuola alberghiera, ma non faceva per me. Mi sono resa conto dopo anni di aver scelto quella scuola un po’ a caso, tornassi indietro mi impegnerei di più nella scelta della scuola, anche se essendo piccoli non riesci bene a mettere in quadro cosa vuoi fare”. V.: “Non penso che lo farà ma sicuramente migliorerà la mia cultura e potrà aprirmi nuove vie alle quali non ho ancora pensato”.

I giovani e il lavoro

Quasi tutti da piccoli alla domanda “che cosa vuoi fare da grande?” avevamo un’idea di cosa rispondere, spesso edulcorata da una buona dose di fantasia. Con i primi scontri con una realtà spesso contradditoria scendono in campo sfide complesse. -Risponderesti ancora allo stesso modo a quella domanda o il tuo vissuto ti ha portato a cambiare strada?- S.: “Rimane sempre più difficile fare programmi sul lungo periodo vista l’incertezza del mondo lavorativo. Nel mio caso mi aspetta una strada lunga fatta di precariato e potrei decidere di abbandonare il percorso se lo riterrò, purtroppo, troppo oneroso”. F.: “Il mio desiderio è sempre stato fare un altro tipo di lavoro, ma ho dovuto cambiare i miei piani per ragioni economiche”. G.: “Diciamo che a causa del Covid la ricerca del lavoro è stata incentrata più sull’accettare quello che veniva piuttosto che inseguire un proprio sogno”.

Lavoro: tra incertezze e sogni da realizzare

L’attuale occupazione dei giovani rispecchia la loro personalità, desideri e prospettive future? Le risposte sono alquanto divisive su due aspetti. Chi è appagato dalla propria situazione lavorativa risponde: “Direi che la mia occupazione rispecchia la mia personalità anche se con mille limiti contingenti”; “Mi piacerebbe migliorare la mia posizione lavorativa, cosa che spero avvenga con il tempo e, soprattutto, dimostrando cosa sono capace di fare”; “Il lavoro che ho attualmente è quello che mi piace, detto ciò sicuramente l’incertezza fa paura, ma la voglia di realizzare ancora quel sogno nel cassetto (lavorativo) c’è”.

Chi, invece, percepisce che manca qualcosa: “Vorrei intraprendere un’altra strada, ma il non avere una entrata certa a fine mese mi spaventa. Senza essa è difficile poter pensare a costruirsi un futuro”; “La mia attuale occupazione non rispecchia a pieno la mia personalità. Certamente si tratta di un buon trampolino di lancio per accrescere le mie competenze, ma so già che non è il lavoro che vorrei fare per tutta la vita”.

Scegliere la strada giusta

Spesso si sente dire che i giovani non hanno voglia di lavorare. Ciò che si dimentica, però, sono le loro preoccupazioni e desideri che si intrecciano in un mondo che punta sempre più al consumo, alla produzione e alla competizione rispetto al benessere della persona. Emerge con forza la sensazione, che però non rimane ad un livello solamente astratto, di essere schiacciati dal giudizio della società. “Mi sono sentita sempre indietro rispetto ai miei amici, loro hanno sempre avuto fortuna con il lavoro. Io inseguivo sempre e solo contratti di 6 mesi e poi rimanevo a casa. E lo sentivo sempre dire di cambiare lavoro perché con il mio stipendio e i miei contratti non sarei andata da nessuna parte”. “Al momento mi sento indietro rispetto ai miei amici sposati e con figli e per non avere sempre un’indipendenza economica”. “Sento che per la società io vado bene così come sono. Mentre per me stessa io mi sto solo accontentando e chiudendo in un cerchio che odio”. “Mi sono sentito sotto pressione da parte della famiglia e della società. Le pressioni per finire in tempo gli studi e la consapevolezza di aver scelto un percorso meno stabile di altri mi danno insicurezze non poche volte”.

Giorgia La Greca
Giorgia La Greca
Laureata in Comunicazione interculturale e studentessa di Scienze internazionali. Porto ovunque con me la mia macchina fotografica per catturare istanti, paesaggi e creare storie con le immagini. Scrivo di cultura, eventi e società.
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