mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Indagine sul bullismo e cyberbullismo adolescenziale

L’Università di Torino realizza un’indagine sul bullismo e il cyberbullismo:
coinvolti 1000 studenti e 300 insegnanti

La ricerca è svolta dall’Università di Torino e del Piemonte Orientale. L’indagine è promossa dal consiglio regionale del Piemonte, Corecom, regione Piemonte e USR. Per la prima volta mette a confronto la percezione dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo nel periodo pre-pandemico con quelli del periodo pandemico.

Come si è svolta l’indagine?

Venerdì scorso sono stati presentati nella Sala Mario Allara dell’Università di Torino, i primi risultati della ricerca. Sono state coinvolte nell’indagine 48 scuole piemontesi (tra istituti scolastici secondari di primo e di secondo grado e agenzie formative). Il campione è costituito da circa 1000 tra studenti e studentesse, 300 insegnanti e 100 rappresentanti del personale ATA. Il lavoro nasce dalla volontà, espressa nella legge regionale del 5 del febbraio 2018 (Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo), di comprendere e monitorare la presenza di atti di prevaricazione che si possono manifestare anche online con conseguenze nella vita reale.

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Obiettivi che l’indagine sul bullismo intende proporre

  • Raccogliere informazioni sui fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, secondo la prospettiva di tutti, principalmente dal punto di vista dei ragazzi e delle ragazze.
  • Stimolare la riflessione libera sull’argomento, sollecitando ogni adulto, ragazzo e ragazza a indagare la propria opinione e la propria conoscenza di questi fenomeni.
  • Sollecitare i ragazzi e le ragazze, a comporre delle proprie richieste da proporre agli amministratori, per trattare e contrastare il bullismo e il cyberbullismo. 

I primi risultati della ricerca del bullismo e cyberbullismo

I risultati dell’indagine sul bullismo e il cyberbullismo, riportano le percezioni sul fenomeno dai diversi punti di vista. Vari studenti, studentesse, insegnanti e personale ATA sono stati interpellati a riguardo di ciò. La ricerca, in particolare ha messo a confronto i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, nel periodo pre-pandemico con quelli del periodo pandemico del lockdown. Dall’analisi dei dati raccolti, si conferma che i fenomeni di bullismo e cyberbullismo sono molto complessi da definire. Conoscere e interpretare, necessitano non soltanto dello sguardo degli adulti, ma anche dello sguardo di coloro che possono esserne direttamente coinvolti. Per esempio: gli studenti e le studentesse coinvolti/e nella ricerca, hanno dichiarato che, secondo loro, con la ripresa delle attività in presenza sarebbero diminuite le aggressioni fisiche. Gli adulti, viceversa, non hanno manifestato una percezione analoga.

Di quanto sono cambiati i vari fenomeni nel corso di questo periodo?

Gli episodi di bullismo e cyberbullismo secondo l’indagine attraverso i ragazzi e le ragazze, per quanto riguarda le aggressioni fisiche, diminuiti tra, prima del lockdown (20,4%) e l’attuale anno scolastico (15,6%). Un calo che nessuno degli insegnanti ha percepito e che ne segnalano una sostanziale stabilità. Il dato è rimasto invariato tra il periodo prima del lockdown (23,6%) e l’attuale anno scolastico (23%). Viceversa, a proposito della prevaricazione online, esistono importanti convergenze tra lo sguardo adulto e quello degli adolescenti. Infatti, nonostante l’utilizzo delle tecnologie online nel periodo pandemico, tra i ragazzi/e, la percezione di condotte riconducibili al cyberbullismo pare essersi attenuata, pur rimanendo a livelli non trascurabili.

Dove si svolgono più frequentemente questi fenomeni?

I luoghi dove il bullismo vige più frequentemente, in base alle testimonianze degli studenti, sono: la scuola, i social, le app di messaggistica, gli spazi fuori dalla scuola e la strada. Gli episodi subiti più ricorrenti, raccontati da chi ne è stato vittima, sono: essere preso/a in giro o insultato/a per l’aspetto fisico, il modo di parlare e le opinioni. Prima del lockdown (14,8% più volte al mese), durante il lockdown (8,7% più volte al mese), quest’anno scolastico (8,8% più volte al mese).

Cosa dicono i vari rappresentanti a riguardo?

“Discrasie e convergenze non devono stupire, sottolineano le curatrici della ricerca Anna Rosa FavrettoEmanuela TorreMaria Adelaide GallinaStefania Fucci e Tania Parisi. Sono complessi da cogliere e da decodificare, risentono del contesto in cui si manifestano. Come ultima analisi, richiedono una pluralità di sguardi per essere colti”.

“Abbiamo portato a termine un lavoro significativo sulla tutela dei minori, la volontà di cambiamento e innovazione ora dichiara Alessandro De Cillis, presidente Corecom Piemonte, ha un riferimento scientifico.

Poniamo l’accento sull’avanzamento delle tutele che conseguirà da questo lavoro, perché, spiega Gianluca Nargiso, vicepresidente Corecom Piemonte, rileva il fenomeno guardandolo “con gli occhi degli adolescenti”. È solo sposando questo angolo visuale che si potrà, cogliere la perniciosità e le insidie delle fattispecie di cyberbullismo”.

“Sono particolarmente felice che, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, sia stata portata a termine, precisa Ylenia SerraGarante per l’infanzia e l’adolescenza del Piemonte. Questa ricerca ambiziosa ed innovativa, mira proprio a valorizzare e rafforzare la partecipazione diretta, delle persone di minore età. Soprattutto verso una una tematica attuale e prioritaria per la loro crescita. Ci aiuterà a orientare meglio le nostre politiche di prevenzione e contrasto al fenomeno”.


Andrea Larghi
Tutto è nato per la passione per l'enogastronomia. Dopo gli studi presso la scuola alberghiera mi avvicino al mondo della scrittura, grazie a un corso di giornalismo, presso L'Accademia Telematica Europea. Tra gli interessi anche lo sport, in particolare la pallavolo.
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