Robert Mapplethorpe a Torino

robert mapplethorpe torino 1Robert Mapplethorpe è stato uno dei più importanti e influenti fotografi del XX secolo, famoso per i suoi collage, le sue foto in bianco e nero, le nature morte e i nudi maschili e femminili.

Ora Torino ospita una mostra alla Galleria Franco Noero dal 2 novembre al 28 gennaio 2017, con tutte le composizioni e i generi cari all’artista, ritratto, natura morta, nudi maschili e femminili, parti del corpo e sensualità.

Robert Mapplethorpe nacque il 4 novembre 1946 nel quartiere Queens di New York, terzogenito di una famiglia irlandese e fu educato alla religione cattolica. 

Nel 1963 s’iscrisse al Pratt Institute, a Brooklyn, dove studiò pittura e scultura, ma poco tempo dopo lasciò gli studi, dopo aver iniziato a consumare droghe come marijuana, LSD e lo speed.

Poco tempo dopo l’artista incontrò sulla sua strada l’artista, poetessa e musicista Patti Smith, da poco arrivata a New York, con cui convisse dapprima a Brooklyn e poi al Chelsea Hotel di Manhattan, un luogo di ritrovo per artisti, scrittori e musicisti nei primi anni Settanta, ma alla fine decisero di restare solo amici.

Mapplethorpe all’inizio non pensava di diventare un fotografo, e dal 1970 al 1974, le sue opere erano solo collages con immagini di uomini, tratte da riviste pornografiche, poi si rivolse alla fotografia, inizialmente usando una Polaroid SX-70.

Nel 1973 la Light Gallery di New York organizzò la sua prima exhibition, chiamata Polaroids e due anni dopo, con una Hasselblad medium-format, il fotografo cominciò a ritrarre le persone che lo circondavano, come artisti, musicisti, celebrità, ma anche attori del cinema porno.

Le superfici delle sue stampe erano una gradazione infinita di bianchi e neri, luci e ombre, con immagini allo stesso tempo eleganti e provocatorie.

Nel 1986 a Robert venne diagnosticato l’AIDS, ma l’artista continuò a lavorare con il consueto entusiasmo e nel 1988 furono organizzate quattro mostre con i suoi lavoro al Museo Stedelijk di Amsterdam, il Whitney Museum of American Art di New York, l’Institute of Contemporary Art, la University of Pennsylvania, Philadelphia, e la National Portrait Gallery, di Londra.

Il fotografo morì per le complicazioni causate dall’AIDS, il 9 marzo 1989 a Boston.

Tre mesi dopo la Corcoran Gallery of Art di Washington, D.C. dovette sospendere una mostra su Mapplethorpe dopo aver ricevuto ben 100 proteste da parte di alcuni politici conservatori poiché l’artista aveva ricevuto sovvenzioni dal National Endowment for the Arts.

La mostra, a ingresso libero, è visitabile dal martedì il sabato dalle 12 alle 20.

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