giovedì, Maggio 19, 2022
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Nursind Piemonte: “Senza infermieri non c’è salute, situazione molto peggiore del 2019”

Domani, 12 maggio, si celebra la Giornata Internazionale dell’infermiere e Nursind Piemonte ne approfitta per fare un quadro della situazione nella nostra regione: “La professione andava resa appetibile per incentivare i giovani ad intraprenderla, invece non solo non abbiamo fatto questo ma abbiamo agevolato  dimissioni volontarie di chi non è più disponibile a sopportare”.

“Oggi le condizioni di lavoro sono peggiori del 2019 perché sono cambiati ed incrementati i servizi. Volendo fare una metafora è come dopo un terremoto dove ti ritrovi a vivere ancora in una tenda o in un prefabbricato e ti ci stai abituando, in attesa della “ricostruzione”. Il Piemonte ha speso più di 600 milioni per far fronte all’emergenza pandemica, di questi, a quanto pare, lo stato italiano ne ha restituiti solo la metà”, prosegue il sindacato regionale degli infermieri.

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“Lo stato , attraverso il dl 34 ha finanziato inoltre circa 80 milioni di euro per incrementare il personale utile a coprire l’aumento dei posti letto, potenziare l’assistenza domiciliare e assumere circa 750 infermieri di comunità. Questo solo sulla carta perché queste risorse non sono state utilizzate e non sappiamo se potranno essere utilizzate. Intanto però si riorganizza la sanità come se queste risorse ci fossero”, prosegue la nota del Nursind. “Il consiglio regionale approva le case ed ospedali di comunità senza che ci sia il personale per poterlo fare e senza che lo stato abbia previsto ulteriori risorse”.

“Sul tema delle stabilizzazioni il personale che ha i requisiti, 1137 unità, non è neanche sufficiente a coprire il turn over.  Apprendiamo altresì che il restante personale sanitario precario, circa 2000 unità, sarà assunto dalle RSA, dalle quali è scappato per  le precarie condizioni di lavoro. Non sappiamo con quali modalità e a quali condizioni”.

“Non dobbiamo dimenticare inoltre che abbiamo ancora più graduatorie attive dalle quali si ha anche il diritto di essere chiamati – conclude Nursind Piemonte – Il futuro è incerto a quanto pare ma sappiamo che per qualsiasi tipo di riorganizzazione l’infermiere è e sarà figura fondamentale. Senza infermieri non c’è salute”.

Alberto Garbarino
Alberto Garbarino, 29 anni di Genova (GE) , Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli studi di Genova, Redattore presso Wolf Agency di Monalieri (To). Amo lo sport , il cinema e l' attulità.
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