venerdì, Giugno 14, 2024
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LA PESTE SUINA AFRICANA ARRIVA IN PIEMONTE E LIGURIA

In Piemonte  e Liguria, continuano i disagi legati alla peste suina che ha colpito i cinghiali di diverse zone della regione. La giunta regionale ha presentato un piano che mira a bloccare la diffusione della malattia e prevede l’abbattimento di 50 mila cinghiali. L’ordinanza servirà a riportare a livelli normali la presenza di fauna selvatica in Piemonte, con particolare riferimento ai cinghiali. La proliferazione degli animali nella zona infetta, allo stato attuale delle cose, è fuori controllo. Per questo motivo la giunta regionale prevede l’abbattimento di tanti esemplari.

DATI STATISTICI

Stando ai dati divulgati dall’Istituto Zooprofilattico, in totale sono 28 i cinghiali risultati positivi alla peste suina, equamente divisi fra le due regioni. Grazie alle diverse barriere architettoniche poste nelle zone interessate, la malattia è stata parzialmente circoscritta. Al momento la fascia di contagio è all’interno di una piccola porzione della zona rossa. La mappa della zona “infetta” indica i dati definitivi delle positività riscontrate dal 27 dicembre 2021 al 9 febbraio 2022. Nella mappa i punti colorati indicano il luogo di ritrovamento degli animali positivi per peste suina africana. I positivi sono 34 su 17 per ritrovamenti in Piemonte, 17 in Liguria. Non sono stati riscontrati nuovi casi positivi.

COS’E’ LA PESTE SUINA AFRICANA E QUALI SONO I RISCHI?

La peste suina africana non colpisce l’uomo, ma è un’infezione virale, provocata dal virus ASFV, altamente contagiosa per maiali e cinghiali selvatici. Non esiste vaccino né cura, si tratta di un virus letale per gli animali infettati. Le misure di prevenzione sono dunque importanti per evitare la diffusione della malattia. Poiché non esiste vaccino né cura, le zone interessate dalla malattia subiscono perdite finanziarie notevoli, a causa delle restrizioni alle esportazioni di carne. Ciò è particolarmente rilevante per l’UE, che è il maggior esportatore di carne di maiale e derivati del mondo. Più complicato è il contenimento dell’infezione nelle popolazioni di cinghiali allo stato brado. È di estrema importanza arginare l’infezione il prima possibile una volta che il virus ha fatto il suo ingresso nella zona. I principi per contenere la PSA nei cinghiali sono gli stessi che per i maiali domestici. Quando il virus arriva nella zona priva di popolazione si estingue perché non ci sono più cinghiali da infettare che lo possano propagare. Questo approccio può funzionare, ovviamente, solo se gli esseri umani non diffondono involontariamente il virus fuori dalle aree di controllo. Tali misure di contenimento nelle popolazioni di cinghiali infette richiedono un grosso impegno di risorse, ma sono della massima importanza per evitare un’ulteriore diffusione della malattia nei selvatici stessi, con un impatto negativo sul commercio, nonché con il rischio di ricadute sugli allevamenti di suini domestici. L’individuazione precoce, le misure preventive e la segnalazione sono quindi cruciali se si vuole tenere sotto controllo l’epidemia.

Andrea Larghi
Andrea Larghi
Tutto è nato per la passione per l'enogastronomia. Dopo gli studi presso la scuola alberghiera mi avvicino al mondo della scrittura, grazie a un corso di giornalismo, presso L'Accademia Telematica Europea. Tra gli interessi anche lo sport, in particolare il calcio e il mondo della birra.
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