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Affitti universitari a Torino: una stanza singola costa in media 479 euro al mese

Da Gianluca Rini

Agosto 31, 2026

Affitti universitari a Torino: una stanza singola costa in media 479 euro al mese
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Con l’avvicinarsi della ripresa delle attività negli atenei, torna anche la corsa alla sistemazione per studenti e lavoratori fuorisede. A Torino trovare una camera singola richiede oggi un budget medio di 479 euro al mese, utenze escluse. Il capoluogo piemontese si colloca così al settimo posto tra le città universitarie più costose d’Italia, all’interno di un mercato nazionale che mostra segnali contrastanti. Mentre il prezzo medio italiano diminuisce, infatti, sotto la Mole i canoni registrano ancora una lieve crescita.

Il mercato nazionale delle stanze comincia a rallentare

Il quadro complessivo degli affitti universitari appare diverso rispetto alle stagioni caratterizzate da aumenti continui. Su scala nazionale, i canoni richiesti per una stanza singola hanno registrato una flessione media del 6,2% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un cambiamento significativo, accompagnato da un ridimensionamento della domanda e dell’attività generata dagli annunci.

Le richieste complessive sono diminuite del 22%, mentre i contatti medi ricevuti da ogni inserzione hanno segnato un calo del 19,8%. Questi numeri indicano una pressione inferiore sul mercato, soprattutto in alcune grandi città dove il costo delle camere aveva raggiunto livelli particolarmente elevati.

Anche l’offerta disponibile, però, si è ridotta. In un anno il numero delle soluzioni presenti sul mercato è sceso del 15%. La minore domanda, quindi, si accompagna a una quantità più contenuta di stanze tra cui scegliere. Il risultato è un riequilibrio ancora irregolare, che assume caratteristiche differenti a seconda della città presa in esame.

Torino va in controtendenza con una lieve crescita

In questo scenario Torino segue una direzione diversa da quella indicata dalla media nazionale. Il canone mensile richiesto per una camera singola è salito leggermente fino a raggiungere i 479 euro, ai quali vanno aggiunte le spese per le utenze. Una cifra che porta la città al settimo posto nella classifica italiana degli affitti universitari.

Torino si colloca immediatamente dopo Padova e davanti a Brescia. La posizione conferma il peso crescente delle spese abitative per chi sceglie il capoluogo piemontese come sede di studio o di lavoro. Il prezzo della stanza, inoltre, rappresenta soltanto una parte del budget mensile, dal momento che la cifra rilevata esclude i consumi domestici.

Il dato torinese assume particolare rilievo proprio perché arriva in una fase di diminuzione dei valori medi italiani. La minore pressione generale sulle locazioni, almeno per il momento, non si traduce in un calo dei canoni sotto la Mole. Chi cerca una sistemazione all’ultimo momento deve quindi confrontarsi con prezzi ancora sostenuti e con un’offerta nazionale complessivamente più ridotta.

Milano resta la città più cara d’Italia

La parte più alta della classifica continua a essere occupata da Milano, dove il canone medio richiesto per una camera singola raggiunge i 704 euro mensili. Al secondo posto si trova Firenze, con una media di 627 euro, seguita da Roma, dove la spesa arriva a 615 euro.

Torino rimane distante dalle cifre delle prime tre città, ma il settimo posto la inserisce comunque tra i principali centri universitari italiani per costo degli affitti. Il confronto evidenzia quanto la scelta della città possa incidere sul budget necessario per vivere lontano da casa durante il percorso di studi.

All’estremo opposto della graduatoria si trovano Chieti, Catanzaro e Foggia. In queste città il prezzo richiesto per una stanza singola resta al di sotto dei 260 euro mensili. La distanza rispetto ai valori registrati nei maggiori poli universitari mostra un mercato fortemente frammentato, nel quale le differenze territoriali continuano a essere molto ampie.

I prezzi si muovono in modo diverso da città a città

L’andamento nazionale presenta numerose variazioni locali. A Milano, Bologna e Trento i canoni hanno cominciato a diminuire oppure si sono stabilizzati. In questi mercati, la contrazione della domanda sta contribuendo a ridurre la pressione sui prezzi dopo una lunga fase di rialzi.

La situazione cambia in altri centri universitari. Oltre a Torino, anche città come Roma, Pescara, Genova e Trieste continuano a registrare aumenti significativi. Il calo medio nazionale, dunque, nasce dalla combinazione di tendenze molto diverse e non descrive in maniera uniforme quanto sta accadendo nei singoli territori.

Per studenti e lavoratori fuorisede, l’inizio della nuova stagione universitaria coincide così con una ricerca che richiede attenzione sia al canone sia alle spese aggiuntive. A Torino la cifra di 479 euro conferma un mercato ancora costoso e in lieve crescita, nonostante i primi segnali di raffreddamento osservati nel resto d’Italia. La città mantiene quindi una posizione rilevante nella geografia nazionale del caro stanze, mentre il settore entra in una fase di graduale assestamento.

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Gianluca Rini

Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.

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