mercoledì, Gennaio 26, 2022
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Dialetto torinese: etimologia e storia del vecchio saluto ‘Cerea’

Non solo culture diverse e modi e usi differenti da nazione a nazione; anche tra le Regioni di un Paese si celano tradizioni, costumi e modi dire differenti. Il dialetto torinese è ricco di modi di dire caratteristici che trovano corrispondenze anche in altre città, ma, un termine particolare, o meglio, un saluto particolare è proprio il commiato “Cerea”Attraverso la storia e la tradizione torinese, scopriamone l’origine e l’etimologia.

Dialetto torinese: il termine storico Cerea

Anche se una volta i termini erano limitati ed “ufficiali” del proprio dialetto italiano, ora bisogna fare i conti anche con la subcultura giovanile ed il suo gergo. Nell’età moderna i dialetti ed i modi di dire si fondono  (e perdono) e danno vita ad un nuovo lessico, tipicamente adolescenziale; anche se molti termini rimangono e diventano, quasi di diritto, parte del nostro colloquiare quotidiano.

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Ma, certe parole che arrivano dal passato, dalla tradizione, non possono essere cancellate e permangono, soprattutto per alcuni.

È il caso del saluto torinese: “Cerea neh”. Che conoscerete molto bene. Questo è il tipico saluto regionale del Piemonte. Oggi, un pochino in disuso, ma riconosciuto da chi ha molte primavere alle spalle.

Questa espressione, si riferisce specificatamente a quando ci congediamo da una persona e la salutiamo in maniera amichevole ma sempre rispettosa e referenziale. È più formale del semplice ciao.

In realtà, il dialetto prevede due espressioni linguistiche per il commiato:

  • arvëddse, ovvero ‘arrivederci’, facilmente intuibile ed elargito (nella propria forma) in tutta Italia;
  • Cerea, termine che non ha una vera corrispondenza in italiano, in quanto trasformazione di altre parole col tempo. Tipicamente piemontese.

Ma qual è l’origine del termine Cerea nel dialetto torinese?

Come spesso accade, la risposta non è sempre univoca. In questo caso esistono 2 versioni della storia sull’origine di questa parola:

  1. viene fatto derivare dal termine greco chaire, modo imperativo derivato dal verbo infinito chairo, con il significato di “gioire/rallegrarsi”. Anche se non viene molto riconosciuta ed accreditata come teoria, a livello semantico.
  2. questa versione è la più accreditata invece, e il saluto cerea sembrerebbe derivare dall’espressione reverenziale, nei ceti medio-alti, “Saluto alla Signoria Vostra”. Il termine Signoria è stato alterato, divenendo nel colloquio comune e popolare, serea/sereia, divenuto poi, cerea.

Certo è che i dialetti hanno il loro fascino e rendono un popolo unico e folkloristico.

Federica Felice
Formata come Interior&Garden Designer, ho frequentato un corso di giornalismo che mi ha permesso di prestare servizi come copywriter e ghostwriter. Sono curiosa di natura e, tra i diversi interessi, ho la passione per la fotografia e i libri/film gialli.
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