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La Basilica di Maria Ausiliatrice Cuore dei Salesiani

basilica maria don bosco 1Situata nel quartiere torinese di Valdocco, la Basilica di Maria Ausiliatrice è la chiesa simbolo del Salesiani, che Don Bosco vedeva come il cuore della devozione alla Madonna. 

Tutto ebbe inizio nel 1844, quando Don Bosco ebbe uno dei suoi sogni profetici, dove vide una chiesa, che incisa all’interno della grande cupola centrale recava la frase “Qui è la mia casa, di qui uscirà la mia gloria”.

Fu solo nel 1862 che Don Bosco, con Don Giovanni Cagliero, diede inizio ai lavori per la costruzione della basilica.

Il progetto fu dell'ingegner Antonio Spezia, che disegnò una facciata ispirata a quella della chiesa di San Giorgio Maggiore, a Venezia, mentre il capomastro dei lavori era Carlo Buzzetti, uno dei primi ragazzi muratori che Don Bosco aveva incontrato a Torino, e che era diventato uno stimato costruttore. 

Dopo sette anni di duro lavoro, la chiesa venne inaugurata nel 1868. 

Al centro della basilica campeggia il grande quadro centrale, ideato da Don Bosco ed eseguito dal pittore Tommaso Lorenzoni, che il santo di Valdocco vedeva come una rappresentazione della lunga storia della Chiesa cattolica e della Madonna.

Il primo altare sulla destra, consacrato a San Pietro, era quello dove Don Bosco celebrava la Santa Messa tutte le mattine e, dopo la sua santificazione nel 1933, i Salesiani vi collocarono, in una preziosa urna di cristallo, i suoi resti mortali.

Le vesti del corpo del Santo furono donate da papa Benedetto XV, mentre il volto e le mani sono stati modellati in cera dallo scultore Cellini.

Nel transetto a sinistra si nota l'altare a San Giuseppe, l’unico rimasto come l'ha voluto Don Bosco e con un dipinto del Lorenzoni, dove Gesù Bambino porge a San Giuseppe delle rose, che piovono sulla chiesa di Maria Ausiliatrice e sull'oratorio di Valdocco.

A destra c’è l’urna, dove sono custoditi i resti mortali di Santa Maria Mazzarello, cofondatrice e prima superiora delle Figlie di Maria Ausiliatrice, morta a 44 anni il 14 maggio 1881 e proclamata santa nel 1951, mentre in un altare a sinistra, dentro una piccola urna di legno, sono conservati i resti mortali di San Domenico Savio, il quindicenne allievo di Don Bosco, diventato santo nel 1954.

Il santuario fu ampliato negli anni Trenta del Novecento, su progetto degli architetti Mario Ceradini e Giulio Valotti, sacerdote salesiano, con il nuovo altare consacrato a Don Bosco, l'ampliamento del presbiterio, la seconda cupola di 12 metri di diametro, le due cappelle laterali con relative tribune superiori, la galleria con sei altari fra cui quelli consacrati al Crocifisso, a San Giuseppe Cottolengo, a San Giuseppe Cafasso. 

Entrando dall'ingresso principale, una scala sul lato destro porta alla Cripta o Cappella delle Reliquie, dove c’è la tomba del Beato Michele Rua, il ragazzo che fece a metà con Don Bosco e suo primo successore, oltre a molte reliquie di martiri e di santi, come i Santi Luigi Versiglia e Callisto Caravario, missionari salesiani, che furono martirizzati in Cina nel 1930. 

Nella sacrestia della basilica il pittore Paolo Giovanni Crida lavorò a un grande ciclo che rappresenta alcuni momenti cruciali della vicenda di Don Bosco, come l’aiuto del cane Grigio, l’incontro con Bartolomeo Garelli, Don Bosco tra i ragazzi dell'Oratorio, l’arrivo di Mamma Margherita a Valdocco, Giovannino Bosco che insegna il catechismo ai compagni, Don Bosco che confessa i suoi ragazzi. 

Dal porticato, accanto al portone principale d'ingresso, si arriva alla Mostra Mariana, con una ricca documentazione sulla devozione popolare alla Madonna. 

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