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Luce sui bronzi, oggetti d'arte islamica

arte mao luce 1Dal 19 gennaio al 12 marzo dai depositi del Mao di Torino riemergono sei manufatti bronzei della collezione islamica del Mao finora mai esposti al pubblico tra i quali spicca una preziosa coppa divinatoria. 

La collezione di bronzi islamici del Mao permette di inquadrare e focalizzare le caratteristiche peculiari e le evoluzioni tecniche e stilistiche che hanno caratterizzato lo stile nel mondo musulmano dal VII al XVII secolo con opere provenienti dall’odierno Iraq, Iran, Anatolia, Centro Asia, Siria ed Egitto.

Uno di questi è una coppa (tasa) in ottone del XVII secolo proveniente dall’Iran. riccamente decorata con simboli sia astrologici, sia astronomici, con all’esterno le costellazioni e all’interno i pianeti, con la presenza del sole e della luna, disposti in cerchio intorno a una protuberanza che potremmo riconoscere come la Terra.

La pratica della divinazione, cioè la ricerca della conoscenza del futuro o dell'ignoto con mezzi soprannaturali è antichissima ed è un’eredità preislamica, mutuata dal mondo mesopotamico e greco con un forte influsso persiano.

Alcuni testi relativi a tale argomento furono tradotti in arabo e così facendo furono veicolati nella dār al-Islām (Casa dell'Islam) e la stessa coppa magica era considerata un oggetto dotato di particolari poteri, legato ai ginn, gli spiriti che popolano la natura e il cui influsso benefico o malefico si esercita continuamente sulla vita umana. 

Le famiglie più illustri conservavano gelosamente questi preziosi manufatti legati alla sfera del soprannaturale, come le coppe mediche usate per diverse patologie le cui formule taumaturgiche incise si pensava venissero trasmesse al malato tramite il contatto dell’acqua o altri liquidi.

Durante la dinastia safavide (XVI- XVII secolo) ci fu il periodo di maggior diffusione dell’arte della divinazione e della produzione di coppe utilizzate per la realizzazione di tale pratica.

Alla straordinaria coppa si affiancheranno altri cinque oggetti in ottone, rame e bronzo: un mestolo egiziano del IX-X secolo, una coppa indiana del XVII secolo, un versatoio e un boccale con coperchio iraniani del XII-XIII secolo e un vassoio siriano o egiziano della fine del XV e gli inizi del XVI secolo.

Sui manufatti sono realizzati ricchi apparati iconografici e immancabili risultano essere le decorazioni calligrafiche, infatti, l’uso delle iscrizioni è predominante negli oggetti appositamente utilizzati a scopo magico sacrale, dalle citazioni di Sure del Corano a formule di benedizione, mentre le stoviglie in bronzo o in ottone che potevano essere utilizzate durante i pasti e banchetti come oggetti di lusso e di sfarzo, erano considerate uno status symbol. 

La mostra è visitabile da martedì a venerdì dalle 10 alle 18, sabato e domenica dalle 11 alle 19, il biglietto d’ingresso intero costa 10 euro e ridotto 8.

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