L'utilità dell'attrattività per Torino

CLASSIFICA IALL’utilità dello IAL è di capire quali sono le città più competitive per l’incoming del Paese a partire dalle potenzialità economiche, umane, demografiche e sociali. Trento è risultata essere la prima della classifica, mentre Torino soltanto undicesima. Dopo Trento, Roma e Perugia al 4° e 5° posto si posizionano Milano e Bologna; all’ultimo posto, invece, con un basso livello di attrattività locale c’è Napoli, preceduta da Palermo, Bari, Cagliari e Potenza.
Non sorprende il primo posto di Trento, città-laboratorio emblema del Nord-Est produttivo che continua a rappresentare un’area privilegiata della geografia socio-economica italiana” ha detto Alessandro Amadori, direttore del Centro Studi Assirm. “Più interessante il secondo posto di Roma: città piena di problematiche, ma intrinsecamente attrattiva, unica vera città galassia del paese. Se il primo posto di Trento conferma che ‘piccolo è bello’, il secondo di Roma ci fa capire che ‘grande significa ancora attrattivo’. E probabilmente in futuro lo sarà sempre di più”. 
Roma è al primo posto per potenziale economico-umano e demografico, mentre Milano è la città con il reddito più elevato. Per quanto riguarda il capitale demografico, i due comuni peggiori sono Torino e Genova. Napoli e Palermo invece sono i comuni con capitale umano e potenzialità economiche minori. 
Lo IAL è uno strumento che aiuta a comprendere le caratteristiche di un territorio e valutarne la sua competitività, in un momento in cui la competitività è la vera sfida con cui si devono confrontare tutti i territori” ha detto il presidente di Assirm Umberto Ripamonti. “Il progetto di Assirm, in ottica Expo 2015 è di mappare il territorio italiano attraverso il livello di benessere, attrattività e potenzialità di sviluppo delle sue città per individuare i comuni virtuosi che possano fungere da esempio per il resto del paese”.
L’indicatore creato da Assirm non presenta alcuna correlazione tra le dimensioni della città e il suo livello di attrattiva. La classifica intende dimostrare che nessuna città italiana domina le altre, tant’è vero che tra le prime 10 si rileva un’alternanza tra piccolo e grande. Anche gli stereotipi cadono di fronte a questa classifica che dimostra quanto non sia vero che le città del nord siano più attrattive rispetto a quelle del sud: Campobasso, per esempio, si posiziona prima di Torino e Venezia, e L’Aquila è prima di Firenze e Trieste.

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