Venditori abusivi nel centro di Torino: controlli più che raddoppiati nel 2026
Da Isan Hydi
Agosto 25, 2026
A Torino cresce l’attenzione nei confronti del commercio abusivo, soprattutto lungo le vie dello shopping e nelle aree frequentate dai turisti. I dati relativi ai primi sei mesi del 2026 mostrano un netto aumento delle verifiche: entro il 30 giugno sono stati effettuati 165 controlli, mentre per tutto il 2025 ne erano stati registrati 73. L’attività ha portato al ritiro di centinaia di articoli venduti senza autorizzazione o risultati contraffatti.
Controlli in forte aumento nei primi sei mesi del 2026
Il dato più significativo riguarda la frequenza degli interventi. Le 165 verifiche realizzate tra gennaio e giugno 2026 rappresentano più del doppio dei 73 controlli indicati per l’intero anno precedente. L’incremento evidenzia una presenza più costante nelle zone considerate maggiormente esposte al fenomeno.
I servizi si concentrano principalmente nel centro storico, dove il commercio tradizionale si incontra con un passaggio quotidiano particolarmente intenso. Le vie dello shopping attirano residenti e visitatori, mentre le aree vicine ai musei raccolgono un elevato numero di turisti. Sono proprio questi luoghi a offrire maggiori opportunità a chi propone vestiti, accessori o piccoli souvenir senza disporre delle necessarie autorizzazioni.
Non tutti i controlli, però, terminano con il ritiro della merce. Nei primi sei mesi dell’anno sono stati eseguiti 11 sequestri su 165 verifiche, una quota pari a circa il 6,7%. Il numero degli interventi, dunque, non coincide automaticamente con quello dei sequestri.
Da via Garibaldi al Museo Egizio, le zone monitorate
Tra le strade interessate compare via Garibaldi, uno dei punti più frequentati per lo shopping nel centro di Torino. Qui i prodotti vengono spesso collocati sopra teli stesi direttamente a terra. Tra gli articoli proposti si trovano soprattutto abiti, borse e occhiali da sole, con la presenza in alcuni casi anche di merce contraffatta.
L’utilizzo dei teli permette di raccogliere rapidamente tutto ciò che è esposto e di spostarsi quando iniziano i controlli. La mobilità rappresenta infatti una delle caratteristiche principali di questo tipo di vendita, rendendo necessari servizi ripetuti nel corso del tempo.
Il fenomeno è visibile anche in via Accademia delle Scienze, davanti al Museo Egizio. In questa zona l’offerta è indirizzata soprattutto ai turisti e comprende calamite, ventagli, accendini e altri souvenir. Un’altra area monitorata è piazza Carlo Alberto, nelle vicinanze del Museo del Risorgimento.
In piazza Carlo Alberto vengono impiegati anche piccoli banchi improvvisati. Alcuni prodotti sono fissati con spaghi ed elastici a cassette della frutta, così che l’intera struttura possa essere spostata in pochi istanti. Modalità differenti, ma accomunate dalla possibilità di abbandonare velocemente il punto scelto per la vendita.
Oltre 1.200 prodotti sequestrati in un anno e mezzo
L’intensificazione delle verifiche ha portato al ritiro di una quantità consistente di merce. Nel solo primo semestre del 2026 sono stati sequestrati 581 beni. Considerando invece l’ultimo anno e mezzo, il totale supera i 1.200 articoli, distribuiti nell’ambito di 23 sequestri.
I prodotti ritirati appartengono a categorie diverse. Accanto agli oggetti venduti senza autorizzazione compaiono articoli contraffatti, in particolare nel settore dell’abbigliamento, degli accessori e degli occhiali. Nelle zone turistiche, invece, risultano particolarmente diffusi gli oggetti di piccole dimensioni destinati ai visitatori.
La quantità dei beni sequestrati può variare notevolmente da un intervento all’altro. Undici sequestri effettuati nei primi sei mesi del 2026 hanno infatti consentito di ritirare 581 prodotti, confermando come un singolo banco improvvisato possa contenere numerosi articoli.
Vendita abusiva e contraffazione sono fenomeni differenti
La vendita senza autorizzazione e la contraffazione non indicano necessariamente la stessa irregolarità. Nel primo caso il problema riguarda l’assenza dei permessi richiesti per svolgere l’attività commerciale. Nel secondo, invece, vengono proposti prodotti che imitano marchi o articoli originali. Le due situazioni possono presentarsi contemporaneamente, ma non devono essere considerate automaticamente coincidenti.
Il commercio abusivo coinvolge anche il rapporto con le attività regolari del centro. I negozi devono affrontare affitti, utenze, imposte e diversi costi di gestione, mentre chi vende in strada opera attraverso un circuito completamente differente. Per questo il fenomeno viene segnalato da tempo da chi lavora rispettando le regole.
Nelle aree vicine ai musei entra in gioco anche la gestione degli spazi frequentati dai visitatori. Via Garibaldi, l’area del Museo Egizio e piazza Carlo Alberto rimangono così tra i punti maggiormente sorvegliati. I dati del 2026 mostrano che i controlli sono diventati più frequenti e che l’attenzione continuerà a concentrarsi nei luoghi dove flussi turistici e attività commerciali si sovrappongono.
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Isan Hydi
Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.




