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Microchip obbligatorio per cani e gatti: cosa prevede la nuova legge europea

Da Gianluca Rini

Aprile 28, 2026

Microchip obbligatorio per cani e gatti: cosa prevede la nuova legge europea
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L’Unione europea introduce una nuova cornice normativa per la gestione di cani e gatti, con regole destinate a incidere su proprietari, allevatori, venditori, rifugi e importatori. Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il pacchetto sul benessere animale, già concordato con il Consiglio alla fine del 2025. Il via libera è arrivato con una maggioranza ampia: 558 voti favorevoli, 35 contrari e 52 astensioni.

Il punto centrale riguarda l’identificazione degli animali domestici. Tutti i cani e i gatti presenti nell’UE dovranno avere un microchip obbligatorio e risultare registrati in banche dati nazionali collegate tra loro. L’obiettivo è rendere più semplice il controllo degli animali, aumentare la tracciabilità e ridurre il traffico illegale.

Microchip e registri digitali cambiano la gestione degli animali

La nuova disciplina prevede che ogni animale sia identificabile attraverso un sistema digitale riconosciuto. Il microchip diventa quindi lo strumento principale per collegare cane o gatto al proprietario e alla relativa scheda registrata.

Le banche dati nazionali, una volta messe in rete, serviranno a rendere più rapidi i controlli e a limitare le irregolarità nel commercio degli animali domestici. La misura riguarda anche i privati cittadini, con tempi più lunghi rispetto agli operatori professionali.

Tempi diversi per proprietari, allevatori e rifugi

L’applicazione delle nuove norme non sarà immediata per tutti. Allevatori, venditori e rifugi avranno 4 anni per adeguarsi al nuovo quadro europeo. Per i cani di proprietà privata l’obbligo del microchip scatterà entro 10 anni, mentre per i gatti domestici il termine previsto è di 15 anni.

La distinzione dei tempi punta a dare agli Stati membri e ai proprietari il margine necessario per organizzare registri, controlli e procedure.

Stretta su importazioni e pratiche considerate dannose

Il pacchetto europeo interviene anche sugli animali provenienti da Paesi extra UE. Cani e gatti importati per la vendita dovranno essere già dotati di microchip prima dell’ingresso nell’Unione e poi registrati. Per gli animali introdotti senza finalità commerciali sarà richiesta una pre-registrazione almeno cinque giorni prima dell’arrivo, salvo casi già presenti nei registri europei.

La legge vieta inoltre di legare cani o gatti a oggetti, tranne per necessità mediche, e blocca l’uso di collari con punte privi di sistemi di sicurezza. La nuova normativa rafforza così il controllo sul commercio e fissa standard più rigidi per la tutela degli animali domestici.

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Gianluca Rini

Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.

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