domenica, Febbraio 5, 2023
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Laura Greco, intervista all’allieva chef di Ugo Alciati

TorinoFree ha avuto il piacere di scambiare quattro chiacchere con una delle chef più rilevanti del mondo culinario italiano e del mondo della ristorazione Giù da Guido, il famoso locale della famiglia Alciati, nato presso Eataly Torino.
Il percorso di Laura è stato ricco, pieno di soddisfazioni, premi e riconoscimenti, ma fatto anche di decisioni da prendere, con tutti gli alti e bassi che offre la vita.

Con questa intervista conosceremo meglio l’allieva dello chef stellato Ugo Alciati:

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Buonasera Laura, grazie per essere qui con noi, partiamo con le domande per conoscere un po’ di più il tuo
percorso e come sei arrivata ed essere la chef del locale Giù da Guido, appartenente alla famiglia Alciati.
1) Come prima domanda siamo curiosi di sapere, qualcosa di Laura. Sappiamo che l’amore per la cucina ti ha sempre accompagnata sin da piccolissima.
Mi definisco una semplice cuoca. L’amore per l’arte culinaria mi ha sempre affascinata sin da piccola si, nonostante poi, in età più adolescenziale decisi d’ intraprendere un percorso di studi d’architettura.
Ma il desiderio di dedicarmi al mondo della ristorazione c’è sempre stato, per un po’ l’avevo
accantonato, ma questo sogno è diventato sempre più forte.
Quindi, non è stato possibile ignorarlo!
Tutto è iniziato per gioco, poi è diventata la mia carriera.
2) Hai lavorato presso diversi ambienti culinari?
Si, ho girato un po’. Ho avuto diverse esperienze e conosciuto diverse filosofie di questo ambiente,
finchè non ho trovato quella in linea perfetta con la mia di filosofia. Mi riferisco alla ristorazione
della famiglia Alciati.
La semplicità dei migliori prodotti, delle “cose buone” , la loro ricerca e il cercare di esaltarle al
meglio, senza stravolgere troppo.
Ecco, questo è quello che amo e che ho trovato con loro.
3) Torniamo un passettino indietro, alla tua infanzia, sappiamo che questo amore culinario è stato ricambiato sin da subito!
A soli dieci anni hai vinto un premio importante, grazie a un Bunet, un dolce piemontese.
Esatto, grazie a questo famosissimo dolce tutto piemontese!
E’ stata la prima cosa che mi ha divertita e appassionata.
Quell’episodio mi ha portata a fare i miei primi esperimenti in cucina. Ho avuto sin da subito l’appoggio della mia famiglia, mia mamma si accorse subito di questa mia passione e mi incoraggiò moltissimo.
4) Torino ha avuto, dunque, un ruolo fondamentale, parlando di Bunet!
In Italia si mangia bene ovunque, quindi siamo curiosi di sapere:
c’è stato qualcosa di particolare che ti ha ispirata e fatta arrivare a dedicarti alla cucina
piemontese?
Diciamo che forse Torino era inconsciamente nel mio destino.
Ma in primis, mi sento di dire che è stato il mio amore per il cioccolato e per le nocciole!
Per chi come me ha vissuto fuori dai confini del Piemonte, la città torinese è un luogo che fa molta
gola per trovare la miglior qualità di dolci al cioccolato, e buonissime nocciole.
L’altro motivo e non meno importante e che Torino è una città in evoluzione continua.
Io ho appreso molto all’interno nel mondo culinario delle Langhe, tuttavia, quell’ambiente è
estremamente ristretto. Nel capoluogo piemontese ho portato la mia esperienza delle Langhe, e mi
si sono aperte molte porte ed opportunità bellissime.
Il fascino di Torino e dei suoi clienti, sempre propensi ad assaporare sapori tradizionali e un po’ rivisitati, mi ha fatto amare cosi tanto il posto da decidere di fermarmi e costruire la mia carriera.
5) Curiosità, come mai ha vinto l’amore per la cucina anziché la carriera nel mondo dell’architettura?
E’ accaduto quello che accade a molti giovani, a un certo punto, nonostante la laurea d’architetto,
anzi, un po’ prima del conseguimento, ho avuto un periodo un po’ di crisi, cercavo me stessa.
C’è stato un evento particolare che mi ha fatto prendere la decisione di tornare, dopo tanto tempo,
a dedicarmi al mio vecchio sogno.
Un giorno di quel periodo, mentre ero assorta in questi pensieri profondi sulla mia vita, è passato
per coincidenza un pullman con la pubblicità di una scuola privata di cucina, di Torino , tra l’altro,
ed è stato come un segno.
Non ho più avuto dubbi, era quello che dovevo e volevo fare.
Mi sono iscritta a quella scuola e da li è partito tutto il mio “destino professionale”.
Ho conosciuto persone fantastiche e ho imparato tanto.
Dopo di che, ho conseguito comunque la laurea in architettura.
Mi sento di dire ai giovani, o a tutte le persone che stanno attraversando un periodo di incertezza, di pensare a quello che vogliono davvero. E poi di farlo.
Senza sensi di colpa, remore per la laurea o per il proprio percorso di studi non in linea con i propri desideri.
Vivete ciò che desiderate.
Qualunque sia il punto in cui vi trovate ora.

6) Sappiamo che da Giù da Guido sono in programma una serie di eventi dedicati alla cucina piemontese e tu sarai protagonista delle creazioni.
Poi parlarci un po’ del programma e della tua cucina?

Come si è già inteso, sono amante dei sapori della tradizione, in questo caso dei gusti squisiti delle
proposte culinarie piemontesi, come il tartufo o la trippa, verdure in pastella ecc…
Tutta questa tradizione la ricreo in una rivisitazione divertente, colorata, giocosa e unica, dalle ricette vegane a quelle più elaborate.
Ad ogni stagione, cambiamo le proposte ad esempio ora è tempo di tartufi. Tra qualche settimana ci saranno dei nuovi protagonisti a tavola, con Dicembre alle porte.
Noi questa iniziativa la chiamiamo “Tempo permettendo”!
Per quanto riguarda il palinsesto di eventi, si svolgono il Martedi e il Mercoledi sera.
Questo Martedi 22 Novembre sarà presente la serata Tartufo pop, in cui è previsto un menu di tre portate con dolce su cui è presente una grattata di tartufo.
Come dicevo con l’arrivo di Dicembre sarà in arrivo una nuova tematica da non perdere.
7) Hai un piatto di Giù da Guido che ti piace particolarmente?
Difficile domanda.
Ogni piatto è unico a proprio modo.
Però se proprio debbo dare una risposta, cosi di “pancia”, direi la Grissinopoli.
La Grissinopoli è una bistecca di razza piemontese impanata con i nostri grissini torinesi.
La mangerei tutti i giorni. Torino dentro un piatto, presentata in maniera giocosa.

Ringraziando Laura per il tempo dedicatoci, non vediamo l’ora di assaggiare i suoi squisiti manicaretti da
Giù da Guido.

Cristina Taverniti
Cristina Taverniti
Torinese con la passione per la scrittura e per la fotografia. Credo fermamente che ogni giorno ci sia una storia che valga la pena d'essere raccontata e conosciuta. Ho frequentato l'Albe Steiner e l'università degli studi Alma Mater di Bologna, facoltà Tecniche e culture della Moda, ma non smetto mai d'imparare e conoscere cose nuove!
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