Il gusto della storia: la mostra a Torino che racconta la città attraverso la tavola
Da Isan Hydi
Aprile 27, 2026
A Torino il cibo diventa una chiave di lettura per attraversare secoli di storia cittadina. La mostra “Il gusto della storia”, aperta all’Archivio storico di via Barbaroux 32, propone un percorso tra documenti, mappe, immagini e materiali rari che collegano alimentazione, governo urbano, commercio e vita quotidiana. L’esposizione è visitabile fino al 31 dicembre, con ingresso libero, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.30.
Il cibo diventa una lente sulla città
Il percorso non si limita alla tradizione gastronomica piemontese. Al centro della mostra c’è il rapporto tra Torino e il cibo come fatto sociale, economico e amministrativo. Tra i materiali esposti figurano cartografie, incisioni, verbali del Consiglio comunale, progetti architettonici, manifesti commerciali, fotografie e volumi storici.
Uno dei documenti più significativi riguarda un progetto di magazzino del grano della fine del Seicento, pensato per garantire autonomia alimentare alla città anche durante eventuali assedi. Da questo dettaglio emerge una Torino in cui l’approvvigionamento non era solo una necessità pratica, ma un tema di gestione pubblica.
Dai vigneti torinesi alla nascita di Porta Palazzo
La mostra ricorda anche una Torino molto diversa da quella industriale. Prima delle fabbriche, il paesaggio cittadino e collinare era segnato da vigneti e ville legate alla produzione agricola. Gli antichi verbali del Consiglio comunale regolavano vendemmia e commercio del vino, mentre già nel 1614 Giovanni Battista Croce dedicava un trattato alla qualità dei vini del territorio torinese.
Ampio spazio viene dato pure ai mercati cittadini. Per lungo tempo le bancarelle occuparono piazze centrali come San Carlo, Carlina e Palazzo di Città. Dopo l’epidemia di colera del 1836, l’amministrazione decise di riorganizzare gli spazi. Michele Benso di Cavour, padre di Camillo, firmò l’atto che spostò il mercato in piazza Emanuele Filiberto. Da quella scelta prese forma il futuro di Porta Palazzo.
Menu storici e frutta in cera raccontano un’altra Torino
Il percorso dedica attenzione alla cucina piemontese, alla sua progressiva autonomia dai modelli francesi nella seconda metà del Settecento e ai menu storici legati alla ristorazione della Belle Époque. Un nucleo particolare riguarda la pomologia, con le cromolitografie di Giuseppe Falchetti e i modelli in cera delle varietà di frutta realizzati da Francesco Garnier Valletti, provenienti dal Museo della Frutta.
Il risultato è una mostra che usa il cibo per raccontare trasformazioni urbane, abitudini collettive e scelte amministrative. Per chi si occupa di storia gastronomica, archivi o cultura alimentare, l’esposizione offre la possibilità di osservare da vicino fonti che di solito restano nei depositi.
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Isan Hydi
Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.




