mercoledì, Gennaio 26, 2022
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8 vini piemontesi per la tavola delle feste

Dall’aperitivo al dolce, l’excursus enologico parte dalle Colline Novaresi DOC, passa per le Langhe e arriva in Monferrato. Due Metodo Classico, un Moscato affinato in anfora, quattro Rossi e un Rosè: ecco i nostri 8 suggerimenti per i prossimi brindisi natalizi.

Per Natale proporre lo Champagne sulla tavola delle feste è sicuramente un classico che mette d’accordo tutti. Ma se l’idea fosse quella di offrire qualcosa di diverso dal solito, per sorprendere i commensali, perché non provare con i vini del Piemonte?. Abbiamo scelto per voi due metodo classico, un Moscato affinato in anforaquattro Rossi e un Rosato, un viaggio attraverso un territorio meraviglioso, punteggiato da borghi medievali e meticolosamente coltivato da vignaioli che si tramandano l’amore per la terra e il vino, generazione dopo generazione.

Quali sono i vini da portare a tavola?

Si comincia dalle Colline Novaresi, che danno il nome all’omonima DOC. Siamo in un’area geografica situata nel nord/est del Piemonte, delimitata dai fiumi Sesia e Ticino. Tra i vitigni delle colline Novaresi spiccano due uve autoctone a bacca rossa. La Rara e la Vespolina, si sposano perfettamente con l’anima semplice e robusta della cucina novarese, dove regnano il gorgonzola, il riso e la panissa. Non solo ma ci sono altri prodotti importanti. Il ragù di carne d’asino e le tome d’alpeggio affiancate dai salumi rustici, il marzapane, il graton d’oca, la fidighina e il salamino della duja. Accanto a Rara e Vespolina troviamo anche il Nebbiolo colline Moreniche.

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Vediamo un elenco di vini da servire

  • Nebbiolo metodo classico Brut – Ca’Nova di Bognogno

Questo spumante, ha riposato 24 mesi sui lieviti prima della sboccatura. Si presenta con un luminoso color rosato buccia di cipolla e un perlage sottile e persistente. Il profumo delicato di frutta fresca rossa e il sapore vivace e asciutto, rispetta le caratteristiche tipiche del vitigno. Lo rendono perfetto con gli antipasti, i crudi di pesce e le fritture. Nulla vieta, ovviamente, di gustarlo a tutto pasto.

  • Uva Rara Valceresole 2019 – Francesca Castaldi di Briona

Un’alternativa alle bollicine, molto indicata per l’antipasto. Un vino aromatico e fruttato che lascia il palato pulito e fresco ed è ottimo anche con i formaggi freschi e le carni bianche. 

  • Rosato Rosalbe 2020 – Francesca Castaldi

Per gli amanti del vino rosato questo è perfetto, ottenuto dalle uve del Nebbiolo e nato per celebrare la rinata stagione di questi vini.

  • “Il Ricetto” 2020 – Tiziano Mazzoni di Cavaglio d’Agogna

Questo vino è adatto ai primi piatti saporiti. E’ un vino dal fondo speziato, che sorprende per il grande corpo, l’equilibrio tannico e l’appagante mineralità. 

  • Alta Langa DOCG Brut Nature – Cantina Fabio Perrone

Un altro vino con le bollicine frutto di una selezione manuale delle uve. Ha un colore giallo paglierino scarico, dai riflessi dorati. Questo spumante regala profumi di crosta di pane e scorza di lievito e vaniglia. Colpisce per il gusto sapido ed equilibrato e per la straordinaria freschezza che lo rendono ideale come aperitivo. Anche perfetto se abbinato con crostacei e primi e piatti a base di pesce.

  • Barolo Gregorio Gitti DOCG Rosso – Castello di Perno

Per chi ama i vini rossi corposi questo fa al caso suo. Questo vino viene ottenuto dalla diraspatura, macerazione a freddo per 48 ore e fermentazione spontanea. A seguire macerazione di circa 30 giorni a temperatura controllata. L’affinamento di 24 mesi avviene in botti grandi di rovere austriaco e l’imbottigliamento è effettuato nel mese di agosto del terzo anno successivo alla vendemmia. L’arrosto ed il brasato sono generalmente le specialità culinarie che meglio si abbinano al sapore deciso e strutturato di questo grande rosso piemontese.

  • Langhe Nascetta DOC – Castello di Perno

Il Nascetta si presenta giallo paglierino carico con riflessi verdognoli. I suoi profumi ricordano agrumi, pompelmo e pesca bianca e si evolvono in fiori bianchi, miele d’acacia e timo. In bocca è fresco e persistente, grazie anche alla sua sapidità. Ottimo anche per abbinamenti eleganti della tradizione piemontese. Lo si può bere al momento dell’aperitivo o con gli antipasti tipici come il vitello tonnato o l’insalata russa. Si adatta bene anche ai primi di pesce e ai formaggi freschi.

Moscato d’Asti DOCG Canelli Biologico – Azienda Mongioia di Canelli

Questo Moscato nasce da un metodo di fermentazione di origini millenarie. Grazie alla micro-ossigenazione, l’anfora concede la pienezza di sentori secondari e terziari pur mantenendo le caratteristiche tradizionali del vitigno.

Andrea Larghi
Tutto è nato per la passione per l'enogastronomia. Dopo gli studi presso la scuola alberghiera mi avvicino al mondo della scrittura, grazie a un corso di giornalismo, presso L'Accademia Telematica Europea. Tra gli interessi anche lo sport, in particolare la pallavolo.
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