Mostra su Enrico Berlinguer a Torino: grande affluenza al Museo Ettore Fico
Da Silvia Faenza
Gennaio 19, 2026
Quando una mostra politica genera code all’ingresso, il dato va oltre la contabilità dei biglietti e diventa un segnale culturale. È quanto accaduto al Museo Ettore Fico, dove nel primo fine settimana di apertura più di 1.500 persone hanno visitato I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer, trasformando l’esordio torinese dell’esposizione in un appuntamento che intercetta un interesse vivo, trasversale e tutt’altro che nostalgico.
La risposta del pubblico suggerisce che il tema non riguarda soltanto la memoria storica, ma tocca questioni che restano aperte nel presente: rappresentanza, lavoro, partecipazione democratica, pace. È in questo spazio di intersezione tra passato e attualità che la mostra trova la sua forza.
La mostra su Enrico Berlinguer arriva a Torino
L’esposizione, ideata dall’Associazione Berlinguer e dalla Fondazione Gramsci di Roma, approda a Torino grazie al lavoro della CGIL e dello Spi regionali, con il patrocinio della Torino e della Regione Piemonte. Alla realizzazione collaborano anche il Consiglio regionale del Piemonte, la Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci e il Cespe, in un intreccio di soggetti che restituisce l’idea di un progetto corale.
Curata da Alessandro d’Onofrio, Alexander Hobel e Gregorio Sorgonà, la mostra non si limita a ricostruire il profilo pubblico di Enrico Berlinguer, ma prova a restituire la densità del suo pensiero, il modo in cui parole e luoghi abbiano contribuito a definire una visione politica riconoscibile e, per molti, ancora interrogante.
Materiali originali e temi ancora aperti
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso materiali audiovisivi, sonori, fotografici e documenti d’archivio, che accompagnano il visitatore lungo la biografia politica di Berlinguer senza indulgere in semplificazioni celebrative. L’attenzione al contesto storico si intreccia con una riflessione sui nodi che hanno segnato il suo impegno, a partire dal tema della pace, oggi tornato con forza al centro del dibattito pubblico internazionale.
Pensata in occasione del quarantennale dalla morte, la mostra invita a rileggere quel lascito alla luce di un presente attraversato da conflitti, crisi della rappresentanza e trasformazioni profonde del lavoro, evitando di relegare Berlinguer a una figura cristallizzata nel passato.
Dibattiti e incontri: la politica come discussione pubblica
Accanto al percorso espositivo, il programma prevede incontri e momenti di confronto, pensati per tenere aperta la discussione. Come sottolineato dal segretario generale della CGIL Piemonte, Giorgio Airaudo, il tema della rappresentanza del lavoro conserva una forte attualità e trova nella mostra un’occasione per essere discusso fuori dai rituali della politica quotidiana.
Tra gli appuntamenti in calendario, spicca l’incontro con Walter Veltroni, chiamato a ricordare Berlinguer attraverso una riflessione sulla “bellezza della politica”, soffermandosi sugli elementi di discontinuità e innovazione che segnarono la sua leadership all’interno della tradizione del PCI. Un richiamo che sposta l’attenzione dal mito alla pratica politica, dal personaggio alla qualità delle scelte.
Un’affluenza che racconta il presente
Le lunghe code registrate nei primi giorni di apertura restituiscono l’immagine di un pubblico eterogeneo, composto da generazioni diverse, attratte da un’esposizione che non chiede adesione, ma propone strumenti di lettura. In questo senso, il successo iniziale non appare come un episodio isolato, ma come l’indizio di una domanda più ampia: comprendere come certe parole e certe idee continuino a risuonare, anche quando il contesto storico è profondamente cambiato.
La mostra è a ingresso gratuito e resta aperta dal mercoledì alla domenica, dalle 11 alle 19, offrendo uno spazio accessibile in cui la memoria politica diventa occasione di confronto. Ed è forse proprio qui che si gioca la partita più interessante: capire se questa partecipazione intensa saprà tradursi, nei prossimi giorni, in un dialogo capace di andare oltre le sale del museo.
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Silvia Faenza
Copywriter con la passione per il giornalismo, scrive articoli per eventi e guide sulle città.
