Le tavole di primavera

tavole primavera 1Con l’arrivo della primavera, il Museo Accorsi-Ometto di Torino dall’11 aprile al 12 maggio proporrà, all’interno di alcune sale, una serie di splendide tavole, allestite in collaborazione con Vivant. Associazione per la valorizzazione delle tradizioni storico-nobiliari e la Fondazione Arte Nova di Romano Canavese.

Il protagonista assoluto sarà lo stile liberty, con alcuni servizi, realizzati tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.

Sulla tavola da pranzo ci sarà un bel servizio in porcellana di Sarreguemines, celebre manifattura del nord della Francia, i cui battenti aprirono nel 1790.

Dopo il 1871, anno dell’occupazione tedesca della Mosella, la produzione venne diretta da Paul de Geiger, ideatore del Giardino d’inverno, un padiglione costruito tra il 1880 e il 1882, decorato da rivestimenti murali in ceramica, opera di artisti dell’art nouveau.

I piatti vedranno una serie di motivi ornamentali cari a Geiger, ispirati al decoro delle stoffe antiche e delle stampe giapponesi, come i fiori di peonie e i sottili rami d’edera.

Liberty saranno anche i calici in cristallo, le compostiere in argento e le eleganti posate, creati su modelli belgi e francesi di primo Novecento.

Per il caffè e per il tè ci saranno i servizi realizzati in argento e in rame che testimoniano come il nuovo gusto estetico fosse usato per le necessità d’immagine della classe dirigente europea della Belle Époque.

Il Liberty nacque in Belgio negli ultimi decenni del XIX secolo, diffondendosi in tutti i paesi europei e in Italia fu noto come stile floreale, dalla forma degli oggetti di arte decorativa ispirata a fiori e piante.

Torino fu uno dei centri europei di maggior ricezione del liberty, infatti nel 1902, la città ospitò un’esposizione di arte applicata, dove le idee architettoniche di Pietro Fenoglio e le soluzioni figurative di Leonardo Bistolfi incontrarono un successo di pubblico e di critica.

Il servizio da tavola che sarà esposto in sala da pranzo venne realizzato dalla manifattura di Ludwigsburg negli anni Settanta-Ottanta del XVIII secolo ed è composto da piatti, vassoi, compostiere e zuppiere, con un decoro pittorico floreale ispirato alla primavera e proviene da una collezione privata torinese.

La manifattura ducale di Ludwigsburg, cittadina tedesca a nord di Stoccarda e, all’epoca, capitale del Ducato di Württemberg, venne aperta nel 1758, ma già nel 1729 il duca Everardo Ludovico aveva finanziato una fabbrica di porcellane, affidandone la gestione a Elias Vater.

Fallito questo primo tentativo, ne seguirono altri, ma fu solo nel 1758 che il duca Carlo Eugenio istituì una manifattura unica per il suo ducato, mettendo a disposizione i vecchi fabbricati di proprietà della Corte.

Entrata in crisi dopo il coinvolgimento dei duchi nella Guerra dei Sette Anni, la manifattura produsse oggetti ispirati a quelli realizzati a Sévres, in Francia, con direttore Joseph Jakob Ringler che, per l’organizzazione interna e la gestione degli stabilimenti, s’ispirò agli esempi di Meissen e di Vienna.

Molto noto è il servizio Giovanelli-Martinelli, decorato dal pittore Gottlieb Friedrich Riedel con fiori, paesaggi e dorature.

Lo sviluppo della produzione fece conoscere Ludwigsburg in tutta Europa, prima del trasferimento del governo a Stoccarda nel 1775 e della chiusura della manifattura, per motivi economici, nel 1824.

L’evento, che cercherà di ricreare la suggestione dei momenti conviviali condivisi durante i pranzi e i momenti da salotto alla fine del XIX secolo, ha lo scopo di far riscoprire il fascino delle arti decorative, da sempre veicolo di conoscenza e d’immagine.

La mostra sarà visitabile da martedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, sabato e domenica alle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, con giorno di chiusura il lunedì.

Il biglietto d’ingresso costerà 3 euro, mentre sarà gratuito con Abbonamento Musei Piemonte.

Presentando il biglietto della mostra, si potrà avere uno sconto di 5 euro presso il ristorante e caffetteria Le Jardin Fleuri di Romano Canavese, una villa del primo Novecento, ristrutturata seguendo i dettami dell'Art Nouveau e arredata con mobili originali, aperto da mercoledì a sabato dalle 19 alle 22,30 e sabato e domenica anche per il pranzo.

Al suo interno, si potrà vivere un'esperienza di arte che va dal gusto liberty e arriva fino ai giorni nostri, una serie di menu dell'epoca rielaborati dallo chef Denis Iaccarini.

Maggiori info si possono avere telefonando al numero 011837688 int.3, oppure scrivendo a info@fondazioneaccorsi-ometto.it

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