Ivrea fa parte dei siti Unesco

ivrea unesco panorama 1“Ivrea, la città ideale della rivoluzione industriale del Novecento, è il 54esimo sito Unesco italiano. Un riconoscimento che va a una concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti” E con queste parole che il Ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli ha dato la notizia dell’entrata di Ivrea Città Industriale del XX Secolo come parte integrante della Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.

La decisione è stata presa nel contesto del 42° Comitato del Patrimonio Mondiale, che si è tenuto a Manama in Bahrein dal 24 giugno al 4 luglio.

Ivrea è il simbolo delle grandi idee sociali e architettoniche sui processi industriali, e un'esperienza unica di produzione industriale di livello mondiale che ha un forte legame con il benessere delle comunità locali.

La storia di Ivrea ha inizio quando fu fondata dai romani, con il nome di Eporedia, che deriva da epo (cavallo) e reda (carro), poiché i suoi abitanti erano abili domatori di cavalli, poi varie  alterazioni e contrazioni del nome hanno portato a Ivrea.

Il nucleo antico della città è su un colle dominante la Dora Baltea, ricco di testimonianze e resti archeologici dell’epoca romana, come l’anfiteatro.

Nell’Alto Medioevo Ivrea ebbe un ruolo molto importante, infatti era la sede di un ducato longobardo, poi fu la contea di un regno franco che dominava, oltre al Canavese, gran parte del Piemonte e nel IX secolo divenne capitale della marca omonima.

Intorno all’anno Mille la storia di Ivrea fu legata a due grandi personalità,  Warmondo, nominato vescovo di Ivrea nel 969 dall’Imperatore Ottone, che contribuì alla crescita culturale, religiosa e artistica della città, e Arduino, che divenne marchese di Ivrea nel 989 e fu un simbolo di libertà e indipendenza dall’imperatore straniero, tanto che nel 1002 fu nominato primo re d’Italia.

Sotto i marchesi, la città era cinta da mura ed era divisa in tre zone che si chiamavano terzieri, il primo comprendeva la parte alta, dove vi era il palazzo del vescovo, la cattedrale, il chiostro, il palazzo del comune e dal 1358 il castello, quello di san Maurizio comprendeva la zona occidentale, dove era stato costruito il castello dei Marchesi di Monferrato o Castellazzo e quello di Borgo comprendeva tutta la parte bassa verso est.

Dall’altra parte del fiume, oltre il Ponte Vecchio, fuori dalle mura c’era il Borghetto di ponte.

Nel XIII secolo Ivrea divenne un libero Comune e nel 1313 passò sotto il dominio dei Savoia.

Tra il XVI e il XVIII secolo, la città seguì la storia dell’Italia settentrionale, con la dominazione spagnola e francese, che videro il grande ruolo strategico della città.

Nell’Ottocento, dopo l’occupazione francese, Ivrea visse l’abbattimento delle fortificazioni e la definizione di alcune zone urbane, come il centro religioso, il centro civico, i luoghi delle attività artigianali e commerciali e le aree residenziali.

Agli inizi del Novecento, grazie alle intuizioni di Camillo e Adriano Olivetti, nacque la grande città industriale di Ivrea, che ancora oggi è uno dei più grandi progetti industriali e socio-culturali del XX secolo, simbolo di un capitalismo dal volto umano.

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