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Pietro Accorsi, il mercante di meraviglie

accorsi mercante 1La Fondazione Accorsi-Ometto, per la prima edizione di Fo.To. Fotografi a Torino che si terrà dal 3 maggio al 29 luglio, proporrà una mostra fotografica incentrata su una selezione d’immagini di alcune tappe fondamentali della vita privata e professionale di Pietro Accorsi, uno dei capitoli più affascinanti della storia dell’antiquariato europeo del XX secolo.

Nato a Torino nel 1891 da una famiglia modestissima, Accorsi rivelò doti d’intuito artistico che lo resero famoso e stimato in tutto il mondo, fino a trasformarlo nel re degli antiquari.

Appassionato di arredi del Settecento, il suo secolo preferito, a partire dal Dopoguerra, si dedicò all’arredamento delle abitazioni di facoltosi uomini d’affari, politici, principi e re.

La mostra partirà con i ritratti di famiglia, poi continuerà con le immagini dei Savoia, come Umberto II, che diede inizio al felice sodalizio che spalancò ad Accorsi le porte delle case più prestigiose d’Italia, dove comprò, vendette mobili, ma diede anche consigli su come arredarle.

Una sezione sarà dedicata alle personalità del Novecento con cui l’antiquario instaurò rapporti, tra gli industriali, i finanzieri e alcune delle famiglie più in vista d’Europa come gli Agnelli, i Bruni Tedeschi, Werner Abegg, Henry Ford II e Luigi Einaudi che, diventato Presidente della Repubblica, lo incaricò di riarredare il Quirinale con mobili antichi per la solennità del luogo.

Infatti la scrivania settecentesca dalla quale il Capo dello Stato tiene, ancora oggi, il suo discorso di fine anno, fu trovata proprio da Accorsi.

Un altro capitolo fondamentale della vita dell’antiquario milanese è legato alla figura di Vittorio Viale, leggendario direttore dei Musei Civici torinesi, con cui nel 1935 fu tra i protagonisti dell’Affare Trivulzio, dove l’intera collezione milanese del Principe Trivulzio avrebbe dovuto approdare al Museo Civico di Torino.

Ma la transazione non andò a buon fine, per l’intervento di Mussolini che ne bloccò la vendita, ma l’antiquario riuscì a ottenere il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina e Les Très belles Heures del Duca de Berry miniato da Jan van Eyck, oggi esposti nel Museo Civico della città.

Dopo le mostre sul Barocco del 1937 e su Gotico e Rinascimento in Piemonte del 1938, nel 1963 i due collaborarono insieme per una seconda grande mostra sul Barocco piemontese, dove Accorsi espose opere di altissimo livello, come il famoso doppio - corpo di Pietro Piffetti.

Una menzione speciale, in una sala di Palazzo Madama, è un ricordo delle oltre 500 opere donate da Accorsi al Museo Civico.

Un’altra parte della mostra sarà dedicata alla residenza di Moncalieri, Villa Paola, dal nome della sorella più amata, che Accorsi comprò nel 1928, per arredarla, oltre a radunare migliaia di oggetti rari e unici da godere personalmente, ma anche da condividere con un ristretto gruppo di amici.

La villa oggi è ricca di affreschi neogotici sulla facciata, busti e statue lungo il vialetto e all’interno un’infinità di pezzi, per lo più del Settecento.

Da questa raffinata collezione, dopo la morte di Accorsi avvenuta il 25 ottobre 1982, partì la nascita dell’omonima Fondazione, già nel 1956 l’antiquario aveva comprato dall’Ordine Mauriziano il palazzo di via Po che dal 1924 era, in parte, sede della sua galleria.

Il Museo nacque nel dicembre 1999 grazie all’infaticabile operato del Presidente Giulio Ometto, grande amico dell'antiquario.

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