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Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino a La Cloche 1967

la cloche 1967 luca iaccarino 1Venerdì 10 novembre alle 21 il ristorante La Cloche 1967 presenterà lo scrittore Luca Iaccarino con il suo nuovo libro Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino, dove tutte le portate del menù ideato dallo chef del ristorante Walter Eynard, saranno un indizio per la risoluzione del caso e giunti al dolce la verità verrà a galla.

Il libro all’inizio era parte di una collana di guide turistiche ma poi è diventato in un vero proprio giallo, con omicidi, intrecci e indizi tutti legati all’ambiente culinario torinese.

La serata si colloca nel contesto di La Cloche 1967, con un’ospitalità impeccabile e una lunga ricerca di nuovi modi per rendere unico il momento della cena, in questo locale storico sulla collina di Torino, adesso diretto da Pinuccia Bello e suo figlio Riccardo, discendenti di Nino e Rosa Bello, fondatori del locale.

Tutto cominciò nel 1967, quando Nino Bello e sua moglie Rosa inaugurarono un locale con una ventina di coperti, sulle pendici della collina di Torino, dove tutti potessero sentirsi in famiglia. 

La Cloche, il cui nome fu suggerito dall’amico Armando Testa, fu subito un grande successo, con i sapori del Monferrato da assaporare a pochi chilometri dal centro del capoluogo piemontese. 

A Casa Bello si mangiano salumi artigianali, il lardo più gustoso, conigli ancora allevati a erbette, carne piemontese di fassone, luvertin (germogli di luppolo), sparsin-a (asparagina), barbaboch (il cui nome significa barba di caprone), beiôm (fiori da mangiare in insalata), il crescione che cresce ai margini dei ruscelli e i trifolau con i migliori tartufi bianchi del territorio.

Nel gennaio 2006, con Pinuccia e il figlio Riccardo, c’è stato un nuovo inizio per il ristorante, con un respiro professionale molto più approfondito che ancora oggi prosegue con una continua soddisfazione. 

Oggi La Cloche, con la sua Pinuccia, signora della cucina del locale, nel suo staff ospita anche il noto chef Walter Eynard, altro grande simbolo della piemontesità a tavola, che ha ideato una serie di menù davvero originali, ispirati ai sapori della cucina piemontese di una volta, con la fonduta e la bagna cauda.

Il costo della serata sarà di 50 euro, vini inclusi.

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