Gam Dalle bombe al museo

gam bombe 1Tra il 1940 e il 1945 Torino fu al centro di una lunga serie d’incursioni aeree e molte zone della città furono danneggiate dalle bombe, come l’edificio del 1880 che ospitava le collezioni della Galleria Civica d’Arte Moderna.

Alla fine della guerra, una Torino liberata era aperta verso il futuro, come racconta la mostra Dalle bombe al museo, al Gam dal 14 dicembre al 14 maggio, dedicata all’itinerario di rinascita dell’arte moderna in Italia, dopo il ventennio di autoritarismo e isolamento che il regime fascista aveva imposto.

La storia della ricostruzione della Galleria d’Arte Moderna di Torino, progettata da Carlo Bassi (1923) Goffredo Boschetti (1923-2013), durante la direzione di Vittorio Viale (1891-1977), è un simbolo della Ricostruzione italiana che incomincia nel 1945 e si realizza lungo i decenni successivi.

La nuova Galleria, aperta nel 1959, nasce dai ruderi del Padiglione Calderini, colpito da uno spezzone incendiario durante i bombardamenti della notte del 20 novembre 1942, che dal 1895 ospitava le Collezioni d’arte moderna dei Musei Civici di Torino.

Nelle prime sale ci sono alcune opere emblematiche del museo bombardato, e nella prosecuzione della visita si capisce che nella Galleria dell’epoca si stava lavorando a una collezione di respiro internazionale, anche prima che il cantiere fosse aperto, come dimostra l’acquisto, alla Biennale di Venezia del 1948, di un’opera di Chagall, seguita poi dalle importanti acquisizioni di Hartung, Manessier e Tal Coat.

Le oltre 60 opere esposte sono alternate a 90 fotografie d’epoca e a un’ampia selezione di tavole e disegni d’architettura, lettere e documenti originali.

Dipinti, sculture e carte sono delle Collezioni della GAM e dei suoi Archivi storici, oltre a poltroncine, tavoli, sedie e lampade che ricostruiscono alcuni degli arredi originali della Galleria, documentando la ricerca del design di quegli anni.

Dalle bombe al museo è una mostra che intreccia storia, arte, architettura, design, attraverso il progetto di Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, le opere di artisti come Marc Chagall (Dans mon pays, 1943), Hans Jean Arp (Scultura di silenzio “Corneille”,1942), Giacomo Manzù (Ragazza seduta, 1948), Hans Hartung (Composition T. 50-5, 1950), Emilio Vedova (Dal ciclo della natura n. 9 (spaziale = invasione), 1953), Pinot Gallizio (La cicogna, 1957) e i mobili dei BBPR (Belgiojoso, Peressutti e Rogers), Luigi Caccia Dominioni, Gio Ponti, Ico Parisi, per ricordare la storia di un’utopia diventata realtà, mettendo in luce la straordinaria capacità di un’intera città di trasformare la deformità della guerra in un’idea propositiva verso il futuro.

Il biglietto d’ingresso intero costa 10 euro, ridotto 8.

Pin It

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.