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Il Castello di Rivoli location della mostra fotografica che sorride alla vita

mostrafoto18 giugno 2014. In una cornice storica e romantica allo stesso tempo, il bellissimo Castello di Rivoli che si erge sopra le luci iridescenti sprigionate da una Torino scorta in lontananza all’imbrunire di una giornata calda e baciata dal sole, ha avuto luogo l’inaugurazione di una mostra fotografica tanto commovente e unica da carezzare perfino la lacrima dell’apatico per antonomasia. Una serie di scatti dall’inestimabile valore emozionale, concreta nell’intento, stupenda nel proprio palesarsi al pubblico accorso.

La mostra, dal titolo "Uno scatto in allegria", è il frutto di un progetto psico - sanitario alla base di una brillante tesi universitaria in procinto di essere discussa, quella della dott.ssa Maria Chiara Evangelista, infermiera presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano. Tale progetto, ideato e coordinato proprio dalla Evangelista con il sostegno della WALCE (Women against Lung Cancer in Europe – Donne contro il cancro al polmone in Europa), ha coinvolto attivamente un gruppo di pazienti affette da neoplasia polmonare, fotografie della mostraprestatesi a una serie di scatti che le ha immortalate in una veste tutta nuova: quella di modelle acconciate e truccate secondo colori e combinazioni richiamanti i quattro elementi naturali, vale a dire acqua, aria, fuoco e terra. L’intento della tesista è stato – come lei ha esplicitamente spiegato – quello di studiare le dinamiche emotive e il comportamento di donne sottratte anche solo per un breve periodo a una quotidianità drammatica contraddistinta da massicce cure chemioterapiche, incertezza sul proprio futuro e strenua lotta contro un male terribile quanto duro da sconfiggere. La chiave di volta, la trasfigurazione estetica tramite sedute di trucco, ha fatto sì che si venisse a creare un clima di festa, di solidarietà, dal quale trarre la piacevolezza di un sorriso dato dallo stupore. Fotografi professionisti, posti dietro uno specchio, hanno potuto carpire il naturale e spontaneo attimo in cui le pazienti – o meglio le modelle – si sono viste riflesse e catapultate in una dimensione di piena ilarità, bellezza e gioiosa stravaganza scaturita da vestiti sgargianti, parrucche bizzarre e make up scintillanti. Dimenticando la malattia, le signore hanno potuto sfoggiare tutta la propria ricchezza interiore, il vero tesoro di una persona al di là di ogni fatuo fattore esterno.

la dott.ssa Maria Chiara EvangelistaLa serata è stata introdotta dalla dott.ssa Maria Vittoria Pacchiana, psico – oncologa che ha collaborato al progetto sostenendo le pazienti a livello prettamente psicologico. Quest’ultima si è fatta portavoce della dott.ssa Silvia Novello, presidente della WALCE, assente per improrogabili impegni. La parola è poi passata alla dott.ssa Evangelista che, a conclusione della sua presentazione, ha voluto ringraziare l’intero staff di tecnici, fotografi, truccatori, parrucchieri e stilisti che si sono prodigati  con successo nella riuscita del progetto, attuato nella splendida location del Castello. A seguire è stato proiettato il video – davvero toccante ma anche ironico e divertente – del backstage della mostra. Chiamate una per una a ricevere i diplomi ufficiali con il loro ritratto personale, le “modelle per un giorno” sedute in prima fila hanno fatto incetta di applausi meritandosi l’onore senza onere di accompagnare il rito dello svelamento delle fotografie.

Maria Chiara Evangelista non nasconde tutti i dubbi che inizialmente l’hanno attanagliata prima dell’effettiva realizzazione del progetto: “Quando mi era venuta in mente questa idea non sapevo se sarei stata in grado di metterla in pratica perché ha portato via parecchio tempo, molte energie in parallelo a delle difficoltà tecniche evidenti. In più la mia prima paura riguardava l’incolumità delle utenti, nel senso che non volevo che il tutto risultasse troppo invadente per loro” - e prosegue - “Per fortuna poi siamo riusciti a trovare – o almeno spero – il giusto equilibrio”. Traspare dalle sue parole una grande stima nei confronti delle pazienti-modelle: “Loro sono state semplicemente favolose, non hanno mai avuto ripensamenti e non si sono dunque tirate indietro, si sono fatte letteralmente trasportare dagli eventi producendo questo risultato.” Parlando delle fotografie, la Evangelista si palesa ella stessa particolarmente curiosa e coinvolta: “La fotografia sa immortalare anche le emozioni e spesso tirar fuori l’interiorità di una persona. Le signore hanno reso possibile questo grazie alla loro incredibile sensibilità.” Lecita la domanda sul reale obiettivo della mostra, alla quale la dottoressa risponde: “Per la WALCE, la Onlus che ci ha supportato, l’obiettivo era quello di regalare alle pazienti alcuni attimi senza malattia, attimi in cui pensare ad altro e farsi coccolare, perché così è stato. Per quanto mi riguarda penso che la cura dell’immagine possa essere una forza utile nell’affrontare i momenti critici della vita. In fondo quando ci sentiamo belli e ci mettiamo un bel vestito, siamo più forti nell’affrontare la quotidianità e, perché no, anche nei momenti di fragilità”.

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