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Ultrà della Juve picchiato con spranghe e bastoni

Ultrà della Juve picchiatoLa Juventus, una delle due squadre di calcio di Torino che affrontano ogni domenica (o quasi) il campionato di serie A, si sa, è una di quele società che non lascia spazio al compromesso: o la ami o la odi. Nonostante i sentimenti che la maglia a strisce bianche e nere può suscitare in ognuno di noi, rimane sempre una sensazione di amarezza di fronte a episodi di violenza e stupidità di questi livelli. Uno dei capi degli ultrà della Juve picchiato con spranghe e bastoni, ancora non si sa la motivazione, ma bastano queste poche parole a rovinare per molto tempo i sentimenti di condivisione e fratellanza di cui lo sport dovrebbe farsi veicolo.

Il fatto: ultrà della Juve picchiato 

L'episodio intriso di rabbia e violenza è avvenuto tra la notte di lunedì e martedì, in barba allo spirito di bontà del Natale. Umberto Toia, di 48 anni, stava chiudendo il suo bar "Black&White", che si trova a Grugliasco, quando una o più persone lo hanno colpito con spranghe e bastoni. Toia è stato portato all'Ospedale Martini di Torino e ha riportato fratture multiple al viso, alla mascella e alle gambe.

La Digos indaga

I dettagli sono ancora tutti da definire. Si è trattato di una rapina? Oppure ci sono in mezzo conti in sospeso derivanti dal mondo delle curve? Non si sa ancora nulla, la Digos sta comunque indagando sull'accaduto.

Umberto Toia, ultrà della Juve

Umberto Toia è uno dei capi degli ultrà della Juventus. In particolare, Toia fa parte di quel settore una volta chiamato Fighters, che oggi ha preso il nome di settore Tradizione. Sembra incredibile, ma la tifoseria juventina è divisa in diversi gruppi interni, spesso in conflitto tra loro. I tre principali filoni sono quelli dei Drughi, dei Bravi Ragazzi e dei Tradizione. Sono passate solamente tre settimane da quando una rissa fuori dallo stadio ha coinvolto due di questi gruppi di tifosi estremisti, i Bravi Ragazzi contro i Tradizione. Appartenendo Toia a quest'ultimo settore, una delle ipotesi è quella che l'aggressione di martedì notte sia stata provocata proprio da liti relative al mondo del calcio. Sconcertante. Il mondo della tifoseria bianco-nera sta attraversando un momento di crisi che passerà alla storia. Dai cori raziali a quelli di discriminazione territoriale, dalla chiusura della curva al tifo da parte di bambini scorretto quanto quello degli adulti e ora, atti di violenza che oltrepassano qualsiasi confine ragionevole. Speriamo che, per lo meno, la vicenda del capo ultrà faccia riflettere in maniera costruttiva tutti gli appertenenti a questo mondo.

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