A Torino, in migliaia per il Bike Pride

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Domenica 26 maggio si è celebrato il quarto anno di Bike Pride, grande parata festosa in bicicletta a Torino, a sostegno della mobilità ciclabile e sostenibile. In migliaia, di tutte le età, sono accorsi da ogni parte per ricordare a tutti, amministrazione e cittadini il rispetto dell'ambiente, della sicurezza stradale e della qualità della vita urbana.Con partenza dal Parco del Valentino, le migliaia, forse oltre ventimila, si sono dati appuntamento per quasi otto kilometri per un percorso che ha attraversato le vie principali del centro per confluire poi a Parco Dora, sotto le ex ferriere,punto di arrivo e di riflessione generale.La giornata dell'orgoglio ciclista e' inserita negli Smart City Days di Torino ed e' estesa a decine di movimenti ecologisti e associazioni del territorio. Ha partecipato anche una delegazione di VenTo, il progetto del Politecnico di Milano di creare una pista cicloturistica lunga da Torino a Venezia.

Bike Pride perchè? 

La bicicletta è il mezzo urbano più efficiente in quanto più rapido, comodo nel traffico, economico ed ecologico, che contribuiisce a migliorare la sicurezza stradale e decongestionare il traffico in città. Resta tuttavia il mezzo anche più soggetto a rischi e quindi in quanto tale necessita di maggiori attenzioni da parte delle istituzioni.
Senza contare che favorire la mobilità ciclabile è un ottimo investimento per migliorare la qualità dell'aria, ridurre
il traffico, incrementare la sicurezza stradale e migliorare la qualità di vita dei cittadini, di tutti i cittadini, anche di coloro che la bici la usano poco o per niente, che preferiscono andare a piedi o in auto. 
Bike Pride infatti non è contro auto e automobilisti, ma per un uso più "consapevole" dell'automobile in città.

Come dimostrano le nazioni più ricche ed avanzate europee, la bicicletta in città è sinonimo di civiltà, sostenibilità e benessere. E ancora una volta le migliaia di giovani, meno giovani, bambini che hanno sfilato sotto gli occhi stupiti di cittadini che passeggiavano per le vie del centro, come il Bike Pride vuole essere un vero e proprio corteo d'orgogliodelle due ruote. Dalla classiche due ruote, ai tandem più colorati e variopinti, alle biciclette elettriche e innovative dalle svariate forme ma sempre ecologiche. 
Quest'anno inoltre Bike Pride aderisce alla campagna di mobilità nuova: pedoni, pedali e pendolari per una nuova mobilità intelligente e per favorire politiche che finalmente diano un freno e un limite al triste primato che vede il nostro paese fra le nazioni col più alto tasso di incidentalità (1000 morti fra pedoni e ciclisti ogni anno).

Cosa occorre

Infrastrutture, nuovi spazi ovviamente è quello che è stato richiesto, anche ieri durante l'intervento dell'amministrazione pubblica, nella figura del sindaco di Torino, Fassino e del presidente di Bike Pride, Fabio Zanchetta, si è data voce alla richiesta sempre più urgente di una ciclabilità migliore, a  gran voce durante il post-parata, con la parte più festosa, musicale, in cui si sono susseguiti interventi di vari esponenti del mondo politico e non.Richieste concrete al di là di promesse e possibilità è stata avanzata nuovamente la richiesta di devolvere il 30% dei proventi delle multe a favore del piano della mobilità ciclabile (bici plan) nel corso dei prossimi 10 anni.

Viaggiare in bici nel mondo


Tra i numerosi interventi ricordiamo quello dell'Associazione culturale Mela che ha portato avanti durante la
manifestazione la campagna Iononcomprolatua bici, con cartelli e interviste durante la preparazione della partenza del Bike Pride e la Tulime onlus, che, insieme alla associazione sportiva dilettantistica Happy Trail Mtb e Muovi Equilibri, vuole proporre il progetto di raccolta fondi per l'uso della bicicletta tra i villaggi dell'altopiano di Iringa per un migliore impatto sull'ambientein Tanzania.
Un altro importante contributo è quello della partecipazione di Sara Rubatto, fondatrice dell'Associazione Nel mio cuore tu, che è salita sul palco a testimoniare il suo modo di vivere la bici in giro per il mondo, da alcuni anni,con oltre 6600 km raccolti nelle sue riflessioni, da Torino a Gerusalemme, e il prossimo viaggio in cui spera di trovare sponsor e donazioni per finanziare una casa di accoglienza diurna e notturna, la Casa della Gioia per i senzatetto dei più bisognosi, poveri ma anche solo di spirito.

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