martedì, Settembre 27, 2022
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A Torino medici salvano una bambina ucraina con un’operazione rivoluzionaria

L’ospedale Molinette di Torino ha recentemente assistito ad una performance medica eccezionale che ha permesso ad una bambina ucraina di vivere grazie ad un trapianto di fegato impiantato sul rene.

Ha solo 11 anni la bambina ucraina di 11 anni che, dopo essere giunta a Torino grazie ad una missione umanitaria, ha subito un delicatissimo intervento di trapianto di fegato sul rene. L’operazione è stata eseguita in extremis dall’equipe medica torinese che ha collegato l’organo la vena porta dell’organo epatico donato con la vena reale sinistra della piccola. La giovanissima ricevente, affetta da una rara malformazione, aveva già subito due interventi invasivi, da neonata e a 6 anni che non hanno mai portato riscontri reali. Il suo fegato era in cirrosi epatica, complicata da un’ipertensione portale severa. Il trapianto, insomma, era necessario da diverso tempo.

La missione umanitaria della Regione Piemonte

Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, la Regione Piemonte ha partecipato ad una missione medico umanitaria in concomitanza col meccanismo europeo di protezione civile. Nel mese di maggio, quindi, sono partiti degli esperti che hanno individuato i pazienti, soprattutto pediatrici, che potessero giovare dei trattamenti dei centri medici dell’Unione Europea, vista la situazione critica in cui verte, a tutt’oggi, il Paese. Proprio nell’ambito di quest’operazione, la bambina avrebbe avuto modo di ritrovare la speranza, insieme alla sua famiglia, per un futuro migliore.

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Sono, così, partite in maniera tempestiva le valutazioni e le consulenze a distanza del professor Renato Romagnoli e del dottor Pierluigi Calvo, rispettivamente Direttore del Centro Trapianto Fegato di Molinette e Direttore della Gastroenterologia pediatrica del Regina Margherita. La Guardia di Finanza ha, successivamente, provveduto a recuperare la bambina e portarla in Italia. Dopo due mesi di attesa, poi, è stato trovato un fegato compatibile proveniente dalla donazione degli organi provvidenziale della famiglia di una ragazzina di 16 anni, deceduta a Cesena a causa di un trauma cranico.

I dettagli dell’intervento

Il fegato della giovane è stato, poi, diviso in due parti seguendo la tecnica Split, con la parte sinistra, più piccola, destinata ad un neonato ricoverato al Bambino Gesù di Roma e, quella destra, più grande, per la bambina ucraina. L’intervento eseguito dal professor Romagnoli con la sua équipe è stato estenuante, data la sua complessità tecnica, essendo durato circa 12 ore. Sono state necessarie diverse manovre assolutamente emergenziali che, tuttavia, hanno permesso ai medici di portare a termine e, soprattutto, a buon fine, l’operazione. Oggi, la piccola è sveglia e ha già riabbracciato i genitori. Una storia, questa, in grado di restituire fiducia nell’umanità in un periodo storico decisamente oscuro.

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