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Parco della Tesoriera: relax e cultura nel cuore di Torino

Miti e leggende che narrano di cavalieri, tesori, castelli e fantasmi convergono nel Parco della Tesoriera di Torino, conosciuto dai torinesi anche come Giardin del Diav, per la storia che racconta.

All’interno del Parco della Tesoriera sorge Villa tesoriera, costruita tra il 1713 e il 1715 per diventare la residenza del Consigliere di Stato e Tesoriere Generale dello Stato Sabaudo. Il progetto della Villa Tesoriera porta la firma barocca dell’architetto Jacopo Maggi, lo stile sfarzoso tipicamente barocco si riflette negli stucchi e negli affreschi che corredano l’intero edificio.

Il primo proprietario della Villa Tesoriera fu Aymo Ferrero di Cocconato, e per lui la residenza barocca venne edificata sui terreni di sua proprietà. In seguito alla sua tragica morte, intorno alla quale ruota la leggenda del Parco della Tesoriera, la villa ha avuto diversi altri proprietari fino a quando il Piemonte non è stato occupato dai francesi, in quegli anni l’edificio visse un periodo di decadenza.

Parco della Tesoriera: cultura musicale alla Biblioteca Civica Musicale “Andrea della Corte”

Nei decenni a seguire Villa Tesoriera fu più volte trasformata e deputata a svariati scopi, diventando anche la sede dell’Istituto Sociale della Compagnia di Gesù, che offriva un’educazione dal livello elementare a quello liceale. Durante l’Ottocento e il Novecento l’edificio fu ampliato, prima con l’aggiunta di una nuova ala ad est e di una cappella, e in seguito con una nuova ala dalla parte opposta, lo scalone e la biblioteca.

Era il 1975 quando Villa Tesoriera venne lasciata definitamente al Comune di Torino.

Oggi il regale edificio è la sede della Biblioteca Civica Musicale “Andrea della Corte”. La Biblioteca propone svariate raccolte di musica classica e jazz, e anche di numerosi altri generi che si sono aggiunti negli anni ad arricchire l’area multimediale dell’edificio. Dagli archivi di quest’ultima ognuno ha la possibilità di prendere in prestito CD, DVD, videocassette, periodici, libretti d’opera e volumi.

All’interno della Biblioteca Civica Musicale è allestita anche una sala musica, all’interno della quale si trovano diversi strumenti musicali digitali – pianoforte, tastiera, chitarra elettrica – che si collegano a due computer DAW e trasformano la sala in uno studio virtuale in cui ideare, eseguire e anche registrare nuova musica.

La leggenda della Villa Tesoriera

Il Parco della Tesoriera di Torino è un luogo estremamente affascinante per la leggenda che lo riguarda. Il protagonista dell’antica storia è il primo proprietario della Villa Tesoriera, colui per il quale l’elegante residenza fu realizzata.

Aymo Ferrero di Cocconato era il Tesoriere del Re, ma venne da lui accusato di furto e per questo condannato a perdere tutti i suoi averi, compresa la maestosa villa. Il tesoriere giudicò che il trattamento che il sovrano voleva riservargli fosse insopportabile, e preferì togliersi la vita piuttosto che perdere la sua residenza: Aymo Ferrero di Cocconato morì arso vivo per sua stessa mano.

A distanza di secoli, si dice che quando il sole tramonta e i cancelli del Parco si chiudono per la notte, un cavaliere nero – forse il fantasma del Tesoriere – appaia accanto ad un’altra figura, una donna dai capelli lunghi e dagli abiti bianchi: l’amata del Tesoriere che dopo la morte del compagno non fu più trovata.

Questa è la storia che ha dato al Parco della Tesoriera anche il nome di Giardin del Diav, com’è conosciuto dai torinesi.

Il “nonno di Torino”: l’albero più grande e antico della città

Il Parco della Tesoriera è un luogo affascinante e immerso nel mito, con la sua villa barocca e le sue storie di fantasmi. Ma è anche un luogo di cultura, poiché oggi la villa è la sede della Biblioteca Civica Musicale. Eppure, il valore del Parco non si esaurisce qui, e va oltre: verso il botanico.

Sono innumerevoli le specie botanichesia italiane che esotiche – che compongono gli immensi Giardini che circondano la Villa Tesoriera. Si consideri che la superficie del parco è pasi a circa 76 mila metri quadri, la gran parte ricoperti dal patrimonio vegetativo del parco. Tra le specie che si possono ammirare troviamo: la robinia, il faggio, la quercia rossa, l’olmo, l’acero, il frassino, il noce nero, il tiglio, la magnolia, il tasso.

La punta di diamante del Giardino della Tesoriera è l’imponente e antico platano cheaccoglie i visitatori all’ingresso del Parco. Alto oltre 25 metri e con circonferenza del tronco di oltre 6 metri e mezzo, il platano del Parco della Tesoriera è l’albero più grande di Torino.

Non soltanto è il più imponente della città, ma è anche l’albero più antico: proprio per questo viene indicato affettuosamente come il “nonno di Torino”. Piantato nel corso de Settecento, il “nonno di Torino” è un Platanus Acerifolia: una pianta derivante dall’incrocio di un platano originario del Nord America e un platano originario della Spagna. Trattasi quindi di una pianta ibrida, che nel corso dei secoli ha dimostrato di resistere con resilienza alle potature e più di tutto all’inquinamento.

Nel Parco della Tesoriera di Torino convergono quindi mito, storia, cultura e natura: una tappa imperdibile per chiunque arrivi in città.

Isan Hydi
Isan Hydi
Direttore responsabile di Torinofree.it, giornalista e fondatore di Rankister.com e Wolf.agency , esperto in Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.
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