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Una mostra per il Teatro Carignano di Torino

mostra teatro stabile 1Il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale collabora con Agarttha Arte per la mostra Il Teatro Carignano che vede nella sede storica dello Stabile torinese, dal 2 febbraio al 2 aprile, le fotografie di Paolo Mussat Sartor con quelle di Tiziano Rossano Mainieri, vincitore del Concorso Nazionale Agarttha Arte. Giovani Artisti 2016.  

Il Concorso, rivolto ai fotografi italiani fino ai 35 anni, è dedicato a giovani artisti, alla produzione e alla promozione di una loro opera e a un loro percorso formativo.

Il vincitore, oltre a ricevere il premio per la realizzazione di un’opera, avrà anche durante il suo lavoro al suo fianco uno o più fotografi affermati che lo seguiranno in percorsi di ricerca specifici. 

Una selezione delle fotografie di Tiziano Rossano Mainieri verrà presentata alla MEP Maison Européenne de la Photographie di Parigi nel mese di aprile.

Insieme alle nuove immagini saranno esposte al Teatro Carignano le fotografie realizzate nel 2015 da Pino Musi e da Daniele Marzorati, vincitore dell’edizione 2015.

Il Teatro Carignano è uno dei più begli esempi di teatro all’italiana e allo stesso tempo uno dei luoghi simbolo di Torino.

La sua storia inizia con la grande trasformazione ed espansione della Torino tardo cinquecentesca, esigenza sorta dalla necessità, da parte dei Savoia, di trasformarla in una moderna capitale, affrancandola definitivamente del modello medievale.

L’ascesa al trono di Vittorio Amedeo II (1684) e la sua successiva designazione a re di Sicilia portarono all’arrivo in città di Filippo Juvarra che aprì Torino a un respiro urbanistico inedito.

Un suo allievo fu Benedetto Alfieri, zio di Vittorio, che ne proseguì la visione nel riassetto del centro, oltre a coinvolgere anche gli spazi dedicati allo svago del sovrano e dei nobili.

Il Teatro Carignano si inserisce in questo contesto, infatti nel 1710 il principe Vittorio Amedeo di Carignano fece adattare a teatro il salone secentesco del Trincotto Rosso, utilizzato per il gioco della pallacorda, facendo costruire 56 palchetti e convertendolo a sala di spettacolo.

Fu solo dopo la cessione alle Società dei Cavalieri nel 1727 che il palazzo venne aperto a prosa, canto e balletti.

Nella stagione 1752-53, su richiesta del Principe Luigi Vittorio di Carignano, l’architetto Alfieri ricostruì il teatro dalle fondamenta, basandosi su una versione ridotta della pianta del Teatro Regio.

Il teatro fu inaugurato per la Pasqua del 1753 con la Calamita dei cuori di Carlo Goldoni, musicata da Baldassarre Galluppi.

L’incendio del 16 febbraio 1786 portò a una nuova ricostruzione su progetto di Gian Battista Feroggio con quattro ordini di palchi.

Divenuto proprietà del Comune di Torino nel 1870, nel 1885 l’edificio venne rielaborato dall’architetto Carrera, che chiuse il porticato con un ammezzato per la realizzazione di uffici, trasformò il quarto ordine di palchi in una galleria, e creò una sala sotterranea prima destinata a birreria e poi a sala cinematografica, una delle prime della città.

Dopo essere stato nel 1977 ceduto al Teatro Stabile di Torino, dalla primavera 2007 iniziarono gli ultimi e più importanti lavori di ristrutturazione, completati nel 2009, dove sono stati ripristinati gli originari ingressi del teatro, l’antica birreria sotterranea che diventa il foyer della struttura, la risistemazione generale degli arredi e degli impianti di sala e di palco.

Il progetto di Agarttha Arte è stato curato da Adele Re Rebaudengo, con il sostegno di Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Crédit Agricole Cariparma.

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