La grande fotografia al Forte di Bard

bard foto 1Anche quest’anno il Forte di Bard, alle porte della Valle d’Aosta, offre ai suoi visitatori, oltre alla bellezza della montagna e all’atmosfera natalizia, due grandi mostre fotografiche.

Con oltre 140 foto e una consolle con i 12 video vincitori del multimedia contest, nuova categoria del concorso, dal 7 dicembre all’8 gennaio 2017 ci sarà la 59esima edizione del World Press Photo, immagini straordinarie del più famoso riconoscimento internazionale di fotogiornalismo che, ha documentato e illustrato gli avvenimenti di un anno sui giornali di tutto il mondo.

Sarà una grande occasione per rivivere il 2015 attraverso gli occhi dei più grandi fotoreporter di oggi attraverso scatti che raccontano e denunciano una parte della storia di oggi, inoltre un’installazione video permetterà di vedere le 56 foto vincitrici delle precedenti edizioni del premio.

Per questa edizione la giuria del prestigioso concorso ha esaminato 82.851 immagini pubblicate sui giornali, proposte da 5.775 fotografi di 128 diversi paesi, premiando 41 fotografi provenienti da 21 nazionalità, tra cui gli italiani Francesco Zizola (attualità, secondo premio) e Dario Mitidieri (ritratti, terzo premio).

Nella mostra ci sarà anche la Foto del 2015 Hope for a new life (Speranza di una nuova vita), dell’australiano Warren Richardson, scattata tra il 28 e 29 agosto, che mostra un uomo mentre fa passare un bambino attraverso il filo spinato sul confine serbo-ungherese a Röszke.

Dal 17 dicembre  al 1 maggio 2017 sarà aperta la seconda mostra sulla grande fotografia, quella su uno dei più grandi fotografi del Novecento, Robert Doisneau.

bard foto 2Robert Doisneau. Icônes, a cura dell’Atelier Robert Doisneau di Parigi e dell'Associazione Forte di Bard, sarà una nuova selezione di fotografie realizzate dal grande artista francese nel corso della sua straordinaria carriera, con il filo rosso dell’iconicità delle immagini, come il celebre bacio del 1950, Le baiser de l’Hôtel de ville.

Robert Doisneau nacque a Gentilly, un sobborgo di Parigi, nel 1912 e da giovane studiò litografia presso l’Ecole Etienne.

Nel 1929 iniziò a occuparsi di fotografia lavorando per il fotografo pubblicitario Andrè Vigneau per poi passare, agli inizi degli anni Trenta, a lavorare come fotografo industriale per la Renault, mentre cominciava a fotografare nelle periferie parigine con lo scopo di vendere gli scatti alle riviste di fotografia, che proprio in quegli anni iniziavano ad avere successo.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Doisneau fece parte della Resistenza, mettendo a disposizione le sue capacità di litografo per falsificare documenti.

Finito il conflitto, il fotografo tornò a scattare a scopo pubblicitario, e realizzò anche alcuni reportage per Vogue.  

Nel 1949 pubblicò il suo primo libro di fotografie La Banlieu de Paris, primo di una lunga serie con immagini di Parigi e dei parigini e negli anni Cinquanta divenne membro di Group XV, un’associazione di fotografi dediti alla ricerca tecnica e artistica in campo fotografico. 

Da quel momento la sua carriera proseguì senza interruzioni, regalando un vasto repertorio d’immagini con elementi tradizionali e anticonformisti, caratterizzate da uno spiccato senso dell’umorismo e soprattutto da un profondo e sentito umanismo.

Doisneau morì il 1 aprile 1994 a Montrouge, alla periferia di Parigi, dove viveva da anni, ed è sepolto a Raizeux, accanto alla tomba della moglie.

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