Stratos Kalafatis I colori della fede

colori fede 1A Palazzo Saluzzo Paesana, nel centro storico di Torino, dal 20 Settembre al 25 Ottobre, arriverà la mostra Athos, i colori della fede, in cui il fotografo greco Stratos Kalafatis presenterà il lavoro di 25 visite e 200 giorni di pellegrinaggi fotografici tra il 2008 e il 2013, con 120 immagini dedicate al Monte Athos, il monastero greco dove le donne non possono accedere per via dell’Avaton, il divieto.

“Sul Monte Athos non nascono vite umane” dice Kalafatis, parlando del suo lavoro, dove con una gamma cromatica ricchissima, in contrasto al nero severo del saio monacale, il Monte Athos è visto come se fosse un dipinto in chiaroscuro, legato alla pittura del Caravaggio o di Rembrandt.

Ma lo sguardo più spirituale che estetico di Kalafatis non racconta solo la storia e la tradizione millenaria del monastero, è anche legato al mondo interiore dei monaci e ai dettagli della vita quotidiana, alla lentezza del tempo al contrasto tra la ricchezza interiore e la povertà ascetica, in un racconto nuovo e originale del Monte Santo dell'Ortodossia.

Il primo fotografo del Monte Athos fu Sebastianof che, verso il 1860, realizzò ben 40.000 scatti su lastra di vetro.

Nel Novecento furono Stephane Passet e Fred Boissonnas, senza dimenticare i famosi fotografi greci del secondo dopoguerra Takis Tloupas, Kostas Balafas e Spyros Metletzis, a immortalare il Monte Athos e i suoi monaci.  

Kalafatis, nel tentativo di vedere la vita monastica da una nuova prospettiva, si è accostato ai monaci con rispetto, è stato ospitato nelle loro celle, ha avuto la loro benedizione e i loro doni e ha parlato a lungo con loro.

Dopo aver avuto la loro fiducia, ha ricevuto il permesso di fare con la macchina fotografica una serie di immagini davvero uniche, anche se “non mi è stato consentito di scattare foto all'interno delle chiese, durante le funzioni, né di fotografare i cimeli che sono considerati proprietà spirituale dei monasteri. Questo in fondo è stato per me il vero Avaton del Monte Athos”. 

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