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Le 4 parole chiave dell’attuale turismo torinese

BussolaSecondo Harvey Hartmanle società moderne sono state dominate da valori tecnologici fin dalla metà del secolo XIX e sebbene quasi nessuno si lamenti dei benefici materiali, c’è un desiderio di una connessione più profonda con la natura, la famiglia, gli anziani e la comunità”.

Short and low

Esperti del settore come i delegati esteri ENIT rilevano che le lunghe vacanze estive (soprattutto quelle in agosto) lasceranno sempre più spazio agli short trip a Torino, ovvero vacanze di una o due settimane realizzate in più periodi dell'anno e agli short break, vacanze di pochi giorni effettuate nei mesi primaverili e in autunno. Non è un male che viene per nuocere, perché destagionalizzare i flussi turistici è uno dei principi base del turismo sostenibile, che mira a dare la possibilità a tutti i turisti di visitare i punti di interesse senza tuttavia intaccare il benessere del territorio stesso.
Il turismo di prossimità è un fenomeno già in atto nell’area metropolitana a causa della crescente perdita del potere d'acquisto delle famiglie. Quest'ultime privilegiano le mete più vicine al luogo di partenza, riscoprendo così Torino e individuando le esperienze che il territorio di appartenenza può offrire.
In questo periodo di incertezze una sostanziosa quota di viaggiatori individua nella variabile prezzo la motivazione principale nella scelta del viaggio e i fenomeni dei coupon e dei voli low-cost sono un tipico segnale del nostro tempo: si viaggia al minor costo possibile e la destinazione non ha quasi più importanza a patto di vivere le poche giornate a disposizione in totale armonia con l’ambiente circostante.

Slow and activeMONTAGNA

Secondo l’indagine svolta su alcuni Tour Operator nazionali e internazionali, i torinesi ricercano sempre di più nella vacanza e nei giorni liberi una forma di evasione dalla vita stressante della città e una possibile risposta la trovano in viaggi a corto raggio che offrono un’immersione completa in ambienti integri, autentici, puliti, più conservati e tutelati della regione. C’è quindi in atto una tendenza a vivere la vacanza o i giorni liberi da impegni lavorativi lentamente, assaporando il territorio nella sua profondità, gustando il piacere di mangiare e bere sano e in modo naturale, rilassandosi ma in modo “attivo” alla scoperta di luoghi diversi dal quotidiano anche se vicini a casa. Il turista chiede inoltre di essere l’attore della propria vacanza. Aumentano i clienti che vogliono partecipare al “confezionamento” del prodotto, in contrapposizione alle formule “passive” o di viaggi “all-inclusive” organizzati in modo standard e non personalizzati.
Questo tipo di cambiamento si riscontra anche nei consumi, non solo turistici, degli ultimi anni: slow food, tour enogastronomici, prodotti biologici, agriturismo sono tendenze sociali e di mercato in continua crescita.

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