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Il Museo Nazionale del Cinema omaggia Mario Bava, maestro dell'horror

la maschera del demonio 149998Verrà inaugurata il 30 agosto 2013 al cinema Massimo in via Verdi la rassegna intitolata "Occhi che uccidono. L'horror di Mario Bava", dedicata al maestro dell'horror tanto apprezzato da mostri sacri hollywoodiani quali Martin Scorsese, Tim Burton, John Landis e Quentin Tarantino; nella sala Tre alle ore 16.30 avrà luogo la proiezione del film I vampiri, pellicola pilota alla quale seguiranno numerosi altri capolavori del cineautore. Si tratta di una sorta di excursus analitico nello stile e nella metodologia del grande regista del brivido made in Italy, un progetto organizzato dal Museo Nazionale del Cinema che culminerà l'8 settembre, ultimo giorno utile. Le proiezioni, accessibili non solo alla stampa ma soprattutto al pubblico previo costo del biglietto a 3, 4 o 6 euro (a seconda del tipo di riduzione o abbonamento), riguarderanno le seguenti opere:

I vampiri (1957), La maschera del demonio (1960), I tre volti della paura (1963), La frusta e il corpo (1963), Sei donne per l'assassino (1964), 5 bambole per la luna d'agosto (1970), Reazione a catena (1971), Gli orrori del castello di Norimberga (1972), Lisa e il diavolo (1972), Shock (1977), La venere d'Ille (1978). Il fitto calendario delle proiezioni è consultabile on line sul sito ufficiale del cinema Massimo o in formato cartaceo, disponibile in loco.

Figlio di Eugenio Bava, direttore della fotografia, scenografo e scultore, e padre di Lamberto (che seguì in parte le orme del genitore), Mario Bava è sempre stato considerato dalla critica nostrana un autore di B-Movie, specialmente in relazione alla sua più recente filmografia - quella degli anni '70 - entrata in "collisione stilistica" con il più apprezzato Dario Argento, istrione ex machina del genere giallo/thriller nella sua accezione più classica. Rivalutato solo a partire dai primi anni '90, compresa la sua abilità da mestierante artigiano di effetti speciali e trucchi cinematografici, è ora protagonista di una rassegna che mira a svelarne non soltanto l'indubbio talento, ma persino una filosofia soggiacente al suo intendere l'horror quale forma di espressionismo permeato da suspence, mistero e accentuata ispirazione gotica.
Non è un caso che ancora oggi le macabre storie da lui ideate e dirette siano fonte di notevole inquietudine presso i fruitori dei suoi lavori, alcuni dei quali reperibili nella grande distribuzione Dvd, al contrario di altri titoli, quasi introvabili.

"Occhi che uccidono. L'horror di Mario Bava", dal 30 agosto all'8 settembre 2013, Cinema Massimo, Torino.

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