Vacanze, cambiano le preferenze degli italiani: più natura e località lontane dalla folla
Da Pamela Tela
Settembre 28, 2026
Il calendario, la folla attorno a una destinazione e il rapporto con l’ambiente stanno entrando nelle valutazioni di chi organizza una partenza. Un’indagine dedicata alla sostenibilità del turismo, condotta da Human Company insieme a Legambiente e Ipsos Doxa, fotografa un interesse diffuso per soggiorni attenti ai luoghi visitati.
Tra gli intervistati prevale la disponibilità a rivedere i comportamenti in vacanza: questa apertura riguarda i periodi di partenza, gli spostamenti e la scelta dell’alloggio. Si tratta, per ora, soprattutto di intenzioni dichiarate, che mostrano la direzione in cui potrebbe evolvere la domanda.
Le scelte quotidiane diventano parte del viaggio
Settantadue italiani su cento ritengono che le decisioni prese da chi viaggia possano influire sulla sostenibilità della destinazione. Una quota ancora più ampia, pari al 79%, si dice pronta a modificare il proprio comportamento per contenere l’impronta ambientale delle ferie. L’attenzione si concentra innanzitutto su gesti pratici, da compiere una volta arrivati: trattare correttamente i rifiuti e avere cura di animali e piante sono indicazioni espresse, in entrambi i casi, dal 37% del campione.
Un intervistato su tre circa guarda anche ai consumi e all’uso delle risorse del luogo. Sul fronte dei trasporti, il 28% prenderebbe in considerazione mezzi collettivi o soluzioni giudicate più rispettose dell’ambiente. Il 26% manifesta interesse per ritmi lenti e destinazioni con minore afflusso. È una sensibilità che si accompagna, per alcuni, a una preoccupazione personale: quasi tre viaggiatori su dieci riferiscono ecoansia pensando alle proprie partenze.
La disponibilità generale a cambiare convive con un coinvolgimento più limitato nelle iniziative organizzate nel corso della vacanza. Appena l’8% indica attività di volontariato o pulizia; una percentuale identica parteciperebbe a progetti dedicati al viaggio responsabile. Per molti, il primo passo sembra quindi passare dalle abitudini ordinarie della vacanza.
Alloggi e attività all’aperto, cosa interessa di più
L’attenzione ambientale entra anche nella ricerca di un posto in cui dormire. L’impiego di fonti energetiche rinnovabili conta per il 44% del campione; il 39% guarda al contenimento dell’uso dell’acqua e il 38% alla separazione dei rifiuti. C’è poi chi valuta il legame con l’area circostante: il 34% attribuisce valore ai prodotti gastronomici di provenienza vicina e il 26% al ricorso a imprese e fornitori locali. Quest’ultima quota è salita di tre punti rispetto alla rilevazione del 2025.
Nell’immaginario degli italiani, alcuni tipi di soggiorno risultano particolarmente vicini all’idea di sostenibilità. Gli agriturismi vengono associati a questa qualità dal 90% del campione, i rifugi montani dall’86% e i campeggi o villaggi dall’83%. Si tratta di percezioni degli intervistati, non di una misura dell’impatto effettivo delle singole strutture.
Il contatto con gli spazi aperti occupa un posto importante in questo quadro. Il 71% dichiara di fare turismo outdoor, mentre per circa tre persone su dieci è una consuetudine frequente. Nelle famiglie che hanno bambini piccoli, la quota di chi lo pratica abitualmente raggiunge il 37%. Le attività all’aria aperta possono favorire anche l’incontro con chi abita nei luoghi visitati: il 79% riconosce a queste esperienze la capacità di creare relazioni.
Partire in altri periodi e scegliere luoghi meno frequentati
Una parte delle risposte riguarda le vacanze dei prossimi anni. Tre quarti degli intervistati, il 75%, prenderebbero in considerazione destinazioni meno note; una quota molto vicina, il 74%, sarebbe disposta a partire nei mesi di minore richiesta. La preferenza per luoghi e periodi alternativi può distribuire i flussi in modo diverso, ma i dati descrivono una disponibilità, senza dire quanti viaggiatori abbiano già cambiato prenotazione.
Anche lo spostamento verso la meta potrebbe essere ripensato. Il 62% valuterebbe il ricorso ai mezzi pubblici o ad altre opzioni considerate meno impattanti. Per il 57% sarebbe accettabile impiegare più tempo per raggiungere la destinazione.
Sul versante dell’ospitalità, circa sei persone su dieci sceglierebbero soluzioni più efficienti per rinfrescare gli ambienti, anche accettando una lieve diminuzione del comfort. Sono scelte diverse, accomunate dalla volontà dichiarata di conciliare il piacere della partenza con una maggiore attenzione alle conseguenze del viaggio.
Quali cambiamenti si chiedono al settore turistico
Agli occhi degli intervistati, l’impegno dei singoli ha bisogno di essere accompagnato da interventi più ampi. Il 28% assegna la maggiore responsabilità alle istituzioni; il 25% chiama in causa, rispettivamente, aziende dell’ospitalità, amministrazioni locali e Unione Europea. Il 22% indica invece i viaggiatori stessi. Quando si parla di alleggerire la pressione sulle destinazioni più visitate, la proposta più scelta riguarda gli incentivi per partire fuori dai periodi di punta, segnalati dal 35%.
Tra le altre misure figurano collegamenti pubblici migliori, indicati dal 28%, e itinerari meno battuti, scelti dal 27%. Guardando al 2030, il 29% segnala il turismo rigenerativo come possibile direzione di sviluppo: un’idea di vacanza che mira a lasciare un beneficio ai luoghi e alle comunità. Le risposte raccontano così un interesse che va oltre il momento della prenotazione e coinvolge l’organizzazione complessiva del viaggio.
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Pamela Tela
Pamela Tela è una professionista del marketing specializzata nello sviluppo e nella crescita di nuovi business. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra strategia, comunicazione e narrazione, con l’obiettivo di trasformare idee, competenze e progetti in storie capaci di generare valore, rafforzare l’autorevolezza dei brand e creare nuove opportunità di crescita. Da oltre dieci anni svolge anche attività editoriale, scrivendo per i diversi blog della Wolf Agency e per le testate giornalistiche Intervista.it e Torinofree.it. Nei suoi articoli racconta tendenze, progetti e protagonisti del mondo della moda, dell’arte, della cultura, dell’architettura, dell’arredamento e dei viaggi.




