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peperone di carmagnola

Cucina piemontese

TorinoFree dedica uno spazio alle prelibatezze piemontesi attraverso la rubrica CucinaFree, perchè "non c'è amore più sincero di quello per il cibo". Ricette culinarie, vini e piatti tipici piemontesi alla scoperta di una Torino tutta appetitosa.

La storia della cucina piemontese

La cucina piemontese ha subìto nel corso degli ultimi secoli l'influenza francese ma la sua vera origine gastronomica va cercata nell'umile civiltà contadina, sottomessa storicamente ai principi e ai duchi che hanno dominato il territorio, contendendosi appezzamenti fino all'arrivo dei Savoia.

vino rosso piemontese

Le fattorie, tipiche del paesaggio piemontese fino a poco più di cento anni fa, si autosostentavano allevando animali e coltivando la terra. La cucina Piemontese è una cucina di ispirazione popolare, una cucina povera legata al territorio ed ai prodotti dell'agricoltura perché il Piemonte, chiuso tra Alpi ed Appennini, non è mai stato, nei tempi passati, al centro di grandi commerci internazionali. Una cucina semplice dunque ma non per questo priva di eleganza e raffinatezza. La varietà degli scenari geografici regionali (risaie, laghi, colline, monti) fornisce ai cuochi locali una grande scelta di alimenti base: da essi, attraverso metodi di preparazione anche complessi, si ottengono piatti dal gusto delicato e coinvolgente.

Il ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la regione Piemonte, ha riconosciuto più di 371 "prodotti piemontesi tradizionali". La regione è seconda per numero solo alla Toscana.

Pesche ripiene al forno

1pesche ripiene fornoLe pesche si trovano sul mercato da maggio fino a settembre circa ma le più buone sono sicuramente quelle d'agosto. Succose e dolci, sono perfette per darci una carica di vitamine e sali minerali, oltre che di acqua e fibre.

Il piatto che TorinoFree propone questa settimana è da mangiare al cucchiaio sia caldo che freddo: un dessert tipico Piemontese a base di amaretti e cioccolato. ''La scoperta di un piatto nuovo e' piu' preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella'' (Anthelme Brillat-Savarin)

 

Difficoltà

Livello 1

 

Tempo

45 minuti


Ingredienti per 6 persone
  • Pesche
  • 70 g. di cioccolato
  • 80 g. di amaretti
  • 10 g. di cacao in polvere
  • 60 g. di zucchero
  • 30 g. di burro
  • 2 tuorli d'uovo
  • Rum q.b (facoltativo)
Varianti o note

Se si desidera, accompagnate le pesche ripiene con una pallina di gelato alla crema o della panna semimontata.

Abbinamento

Vi consigliamo l’abbinamento con un buon Moscato d’Asti o un Brachetto.


Preparazione

Per questa ricetta è preferibile utilizzare delle pesche gialle, mature ma ancora sode da dividere a metà e avendo cura di eliminare il nocciolo. Per prima cosa lavare le pesche sotto un getto di acqua fredda, asciugarle e poi dividerle a metà e quindi estrarre il nocciolo. Con l’aiuto di un cucchiaino, scavare leggermente le pesche tutto intorno all'incavo del nocciolo, ponendo la polpa ricavata in una ciotolina.

Spappolare la polpa delle pesche pestandola con i rebbi di una forchetta o utilizzando un mixer. A parte, sbriciolare gli amaretti. Montare i tuorli d'uovo con lo zucchero; versate il composto ottenuto in una ciotola e mescolando, aggiungere la polvere di amaretti, il cacao amaro, il cioccolato tritato, la polpa di pesca schiacciata e il rum (facoltativo). Con il composto ottenuto riempire l’incavo delle mezze pesche e adagiarle, una vicina all'altra, in una pirofila imburrata, possibilmente senza lasciare spazi tra una e l'altra. Cospargere le pesche con fiocchetti di burro e infornare il tutto in forno già caldo a 180° per circa 40-45 minuti. Servirle ancora calde ma se si preferisce, anche fredde!

Il Bonèt

bonetLa nostra lettrice Rosa ci consiglia una ricetta da aggiungere alla rubrica Cuisine du Piemont: il Bonèt, un dolce cremoso tipico delle Langhe. Il termine bonèt, dal dialetto piemontese, significa berretto, e secondo la tradizione, il dolce ne ha preso il nome poiché si usava servirlo a fine pasto, come cappello a tutto ciò che si è mangiato. "Si dice che l’appetito vien mangiando, in realtà viene a star digiuni!" (Totò)

 
 

Difficoltà

Livello 1

 

Tempo

45/50 minuti

Carpaccio all'Albese

Carpaccio all'albeseVeloce, fresco ed estivo, il Carpaccio all’Albese è un piatto freddo raffinato e versatile che unisce ingredienti dalla qualità e dal sapore unici come il Tartufo Piemontese, stimato e consumato nelle cucine dei nobili europei e definito il "Mozart dei funghi". Il più pregiato è sicuramente quello che si raccoglie fra le colline di Alba e Asti. "Il Tartufo è un portento per chi manca di caldo dentro" (antico proverbio).

 

Difficoltà

Livello 1

 

Tempo

15 minuti


Ingredienti per 4 Persone:
  • 350g. di girello a fette sottili
  • il succo di mezzo limone
  • funghi champignon
  • parmigiano quanto basta
  • olio d'oliva
  • scaglie di tartufo bianco
  • sale
  • pepe
  • rucola
  • aglio e prezzemolo
Varianti o note

Per rendere il piatto più saporito potete aggiungere all’emulsione un po’ di prezzemolo e aglio tritati e guarnire con della rucola fresca le fettine di carne.

Abbinamento

Si consiglia un vino molto profumato come un Dolcetto delle Langhe o un Nebbiolo del Piemonte.


Preparazione

In una ciotola unite l’olio di oliva (4-5 cucchiai), il succo di limone, il sale e il pepe, quindi, aiutandovi con una forchetta, sbattete a fondo gli ingredienti fino a ottenere un’emulsione omogenea. Usate una parte del composto per spennellare il fondo del piatto da portata che utilizzerete, quindi disponete le fettine di girello sul piatto, adagiatele fino a coprirne con un solo strato tutta la superficie e conditele con il resto dell’emulsione.
Pulite, lavate e asciugate bene i funghi champignon e tagliateli a fette sottilissime. Fate lo stesso con il tartufo bianco; prendete il parmigiano e tagliatelo a scaglie grossolane. Cospargete le fettine di girello con i tre ingredienti e servite subito senza mettere il piatto in frigorifero.

Trota alla piemontese

trote alla piemonteseIl consumo di pesce risale a più di 10.000 anni fa quando alcune popolazioni iniziarono a fabbricare i primi strumenti per la pesca.

A livello nutritivo i pesci erano ritenuti dalla medicina antica un cibo poco nutriente ma dalle alte proprietà afrodisiache. Questa convinzione, già diffusa ai tempi dell’antica Grecia, affonda probabilmente le sue origini in una leggenda secondo la quale alcuni pesci avrebbero salvato la dea dell’amore, Afrodite, dall'attacco di Tifone, il più pericoloso tra i titani.

Difficoltà

Livello 1

 

Tempo

35 minuti

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