NOTARI-AI, il progetto torinese che rivoluziona la ricerca nei documenti storici
Da Pamela Tela
Agosto 30, 2026
Digitalizzare un documento non significa necessariamente renderlo semplice da studiare. Archivi, istituzioni culturali e biblioteche hanno trasformato milioni di manoscritti e fonti storiche in immagini accessibili online. Un risultato importante, che tuttavia non risolve tutte le difficoltà incontrate da chi deve analizzare grandi quantità di materiale.
A colmare questa distanza prova ora NOTARI-AI, un progetto dell’Università di Torino che punta a utilizzare l’intelligenza artificiale per riconoscere e organizzare le informazioni contenute nei documenti storici digitalizzati. Il sistema dovrà individuare persone, luoghi, istituzioni e collegamenti, trasformando le fonti in dati strutturati e più facilmente consultabili.
Un progetto finanziato con 150 mila euro
NOTARI-AI ha ottenuto un finanziamento ERC Proof of Concept da 150 mila euro. Il programma avrà una durata di 18 mesi e sarà sviluppato all’interno del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino.
L’iniziativa rappresenta l’evoluzione di DEMALPS, un precedente progetto di ricerca finanziato nel 2022 attraverso un ERC Starting Grant. Il lavoro condotto sulle fonti archivistiche ha mostrato quanto sia difficile esaminare manualmente quantità molto estese di documentazione, anche quando questa è già stata acquisita in formato digitale.
L’obiettivo è quindi trasformare i risultati della ricerca storica in una tecnologia utilizzabile dagli archivi. Milioni di documenti già digitalizzati potrebbero così diventare realmente interrogabili, superando uno dei principali limiti incontrati dalle istituzioni impegnate nella conservazione del patrimonio culturale.
Le piattaforme attualmente disponibili possono convertire i manoscritti in testi nei quali effettuare una ricerca. Rimane però complesso riconoscere automaticamente i soggetti menzionati, comprendere i rapporti tra loro e mettere in relazione informazioni provenienti da fonti differenti.
Come l’intelligenza artificiale leggerà i manoscritti
Il progetto prevede la realizzazione di un sistema semi-autonomo basato sull’integrazione di diverse tecnologie. Il primo passaggio sarà affidato al riconoscimento automatico della scrittura, indicato con l’espressione Handwritten Text Recognition. Questo strumento permetterà di trasformare le immagini dei manoscritti in testi digitali.
Una volta completata la trascrizione, entrerà in gioco il riconoscimento delle entità. L’intelligenza artificiale dovrà individuare nomi di persone, località, istituzioni e altri elementi rilevanti presenti nelle fonti. Il passaggio successivo consisterà nel collegare le diverse occorrenze, riconoscendo, per esempio, quando due documenti apparentemente separati fanno riferimento alla stessa persona o alla medesima organizzazione.
Il sistema potrà così ricostruire reti di rapporti che, attraverso i metodi tradizionali, richiederebbero anni di analisi. Le informazioni estratte non resteranno isolate all’interno dei singoli testi, ma saranno organizzate in una struttura consultabile e utilizzabile per nuove ricerche.
NOTARI-AI proverà dunque a riprodurre su scala computazionale una parte del lavoro interpretativo svolto dagli archivisti. Lo scopo non è sostituire le competenze degli specialisti, bensì estenderne la capacità di analisi a quantità di documentazione impossibili da esaminare interamente a mano.
La sperimentazione coinvolgerà tre archivi europei
La tecnologia sarà sviluppata e verificata attraverso la collaborazione con tre importanti realtà archivistiche europee. I casi di studio comprenderanno gli Archives du département du Rhône et de la métropole de Lyon, l’Archivio Borromeo Isola Bella e l’Archivio Storico della Città di Torino.
Il confronto con raccolte differenti servirà a valutare l’efficacia del metodo e la possibilità di trasferirlo ad altri contesti. La sperimentazione non riguarderà quindi un unico archivio, ma patrimoni documentari con caratteristiche diverse, sui quali verificare concretamente il funzionamento degli strumenti.
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda proprio la trasferibilità. Numerosi archivi pubblici e privati hanno già investito nella digitalizzazione dei propri fondi, ma non possiedono ancora tecnologie capaci di valorizzare pienamente il materiale disponibile. Le immagini possono essere visualizzate online, ma la loro analisi continua spesso a richiedere un lungo lavoro manuale.
Se il metodo si dimostrerà efficace, la documentazione potrà essere esplorata non soltanto attraverso singole parole, ma anche seguendo persone, luoghi, istituzioni e relazioni che attraversano fonti differenti.
Nuove possibilità per la ricerca e il patrimonio culturale
Le possibili applicazioni di NOTARI-AI non riguardano esclusivamente gli storici. La disponibilità di informazioni organizzate potrebbe risultare utile anche per ricercatori ambientali, economisti, studiosi e professionisti impegnati nella tutela del patrimonio culturale.
I dati ricavati dagli archivi potrebbero inoltre offrire nuovi strumenti a chi opera nelle istituzioni pubbliche. La possibilità di interrogare raccolte documentarie molto estese consentirebbe di individuare collegamenti difficili da riconoscere attraverso una consultazione tradizionale.
Il progetto intende anche mostrare come l’intelligenza artificiale possa essere applicata responsabilmente ai beni culturali. In questo campo, infatti, non è sufficiente ottenere velocemente un risultato: le informazioni devono poter essere controllate, verificate e interpretate dagli esperti.
Trasparenza e collaborazione con gli archivisti diventano quindi elementi essenziali. La tecnologia viene pensata come uno strumento di supporto capace di affiancare il lavoro umano e di portarlo su una scala più ampia. In questo modo, documenti rimasti a lungo difficili da esplorare potrebbero trasformarsi in una risorsa accessibile per numerosi ambiti di studio.
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Pamela Tela
Pamela Tela è una professionista del marketing specializzata nello sviluppo e nella crescita di nuovi business. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra strategia, comunicazione e narrazione, con l’obiettivo di trasformare idee, competenze e progetti in storie capaci di generare valore, rafforzare l’autorevolezza dei brand e creare nuove opportunità di crescita. Da oltre dieci anni svolge anche attività editoriale, scrivendo per i diversi blog della Wolf Agency e per le testate giornalistiche Intervista.it e Torinofree.it. Nei suoi articoli racconta tendenze, progetti e protagonisti del mondo della moda, dell’arte, della cultura, dell’architettura, dell’arredamento e dei viaggi.




