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Il Politecnico di Torino sviluppa un software che anticipa il colpo di sonno

Da Isan Hydi

Agosto 25, 2026

Il Politecnico di Torino sviluppa un software che anticipa il colpo di sonno
google news

Il colpo di sonno rappresenta uno dei pericoli più difficili da riconoscere mentre si guida. Spesso i segnali evidenti, come la chiusura delle palpebre o l’inclinazione della testa, compaiono quando la capacità di controllare il veicolo è già compromessa. Per intervenire prima, il Politecnico di Torino sta lavorando a un software capace di individuare i cambiamenti fisiologici che accompagnano il passaggio dalla veglia al sonno.

La tecnologia analizza soprattutto battito cardiaco e respirazione, con l’obiettivo di avvertire il conducente prima dell’addormentamento vero e proprio. Il sistema contactless è ancora in fase di sviluppo e validazione, ma potrebbe diventare una nuova forma di assistenza alla guida.

Un allarme che può arrivare fino a 15 minuti prima

Molti dispositivi già presenti sulle automobili intervengono quando rilevano movimenti insoliti del volante, deviazioni dalla corsia o particolari variazioni nella posizione degli occhi e della testa. Si tratta di indicatori importanti, che però possono manifestarsi quando la sonnolenza è ormai avanzata.

Il progetto torinese segue un approccio differente. Il software prova a riconoscere la fase nella quale l’organismo comincia a scivolare dalla veglia verso il sonno, osservando come cambiano alcuni parametri cardio-respiratori. In presenza di una combinazione compatibile con un rischio crescente, il sistema può attivare un segnale acustico.

Secondo le indicazioni diffuse sul progetto, il margine di previsione può variare da circa un minuto a un quarto d’ora. L’anticipo non è quindi identico per tutti, perché dipende dalle condizioni e dal livello di affaticamento della persona. Il tempo guadagnato dovrebbe consentire al conducente di reagire e raggiungere un luogo sicuro nel quale fermarsi.

Battito e respirazione rilevati attraverso il volto

Uno degli elementi più interessanti della ricerca riguarda la possibilità di controllare i parametri fisiologici senza applicare sensori sul corpo. Una piccola telecamera rivolta verso il conducente osserva il volto e registra variazioni cromatiche della pelle praticamente invisibili all’occhio umano.

Questi cambiamenti sono provocati dal passaggio del sangue e permettono all’algoritmo di ricostruire la frequenza cardiaca in tempo reale. La tecnica, chiamata fotopletismografia per immagini, si concentra soprattutto sulle parti scoperte del viso, come fronte e guance. Dall’elaborazione dei dati possono essere ricavate informazioni sull’andamento del battito e della respirazione.

Il software non si limita a contare le pulsazioni. Cerca invece di riconoscere l’evoluzione dei parametri associata all’avvicinarsi del sonno. Questo metodo può offrire informazioni più complete rispetto al semplice controllo delle palpebre, anche perché un breve episodio di microsonno può verificarsi senza che gli occhi risultino completamente chiusi.

I test con dispositivi indossabili e simulatore di guida

Il progetto viene portato avanti dal Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino, in collaborazione con SAT – Sleep Advice Technologies, realtà torinese attiva nel monitoraggio della stanchezza.

Durante le prove vengono utilizzati dispositivi indossabili e un polisonnigrafo, apparecchio impiegato per registrare dati cardio-respiratori ed elettroencefalografici. Il tracciato viene esaminato da un medico, così da individuare il momento effettivo dell’addormentamento e confrontarlo con la previsione elaborata dall’algoritmo.

I wearable hanno dunque una funzione importante nella verifica dei risultati ottenuti dalla telecamera. L’obiettivo finale, tuttavia, è arrivare a un sistema interamente contactless. Il meccanismo di avviso potrebbe inoltre essere graduale: un primo segnale richiamerebbe l’attenzione quando compaiono i sintomi iniziali della stanchezza, mentre un allarme più insistente scatterebbe in presenza di una sonnolenza ormai crescente.

Dallo smartwatch alle automobili di nuova produzione

Accanto alla soluzione studiata dal Politecnico, SAT ha già sviluppato tecnologie che elaborano i dati raccolti dagli smartwatch. Nel 2025 alcuni autisti professionali sono stati coinvolti in una sperimentazione con dispositivi Garmin, utilizzati per registrare la frequenza cardiaca e la sua variabilità durante gli spostamenti.

La ricerca può quindi procedere lungo due direzioni. La prima prevede l’impiego di un dispositivo indossabile, soluzione utilizzabile anche sui veicoli meno recenti. La seconda punta all’integrazione di una telecamera direttamente nell’abitacolo delle automobili di nuova produzione.

In questo scenario, il controllo avverrebbe automaticamente e senza richiedere azioni particolari al conducente. Prima di una possibile diffusione su larga scala, però, sarà necessario verificare il funzionamento in condizioni diverse di illuminazione, movimento, temperatura e posizione del volto.

Un aiuto alla prevenzione che non sostituisce il riposo

Il valore del progetto consiste nella possibilità di passare da un sistema reattivo a uno predittivo. Invece di aspettare i segnali più evidenti dell’addormentamento, la tecnologia proverebbe a riconoscere in anticipo il momento di maggiore rischio.

L’allarme non deve comunque essere interpretato come un’autorizzazione a proseguire il viaggio. Musica ad alto volume, caffè o aria fresca possono fornire soltanto uno stimolo momentaneo. Quando arriva la sonnolenza, la scelta realmente sicura rimane quella di fermarsi e riposare. Il software potrebbe offrire proprio il tempo necessario per farlo prima che sia troppo tardi.

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Isan Hydi

Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.

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