Ambiente e benessere: a Torino si studiano i rischi che potrebbero emergere anche dopo anni
Da Isan Hydi
Settembre 22, 2026
Il clima che cambia può incidere sull’organismo attraverso percorsi differenti e con tempi molto variabili. Caldo intenso, incendi, mancanza d’acqua, piogge violente e circolazione di infezioni trasmesse da animali vettori generano rischi che meritano una lettura complessiva.
A Torino prende forma E-CHANGE, iniziativa scientifica pensata per esaminare il legame fra cambiamento climatico e salute, dalle conseguenze osservabili in pochi giorni fino a quelle capaci di affiorare dopo anni. L’attenzione si concentrerà anche sulle fasi più delicate della vita.
Un progetto torinese per collegare ambiente e salute
La ricerca nasce dalla collaborazione tra il gruppo universitario torinese di epidemiologia e il grande polo ospedaliero accademico della città. Il sostegno economico arriva dal fondo FIS 2, promosso dal dicastero competente per università e ricerca. L’obiettivo consiste nel costruire una visione ampia, capace di seguire contemporaneamente differenti pericoli ambientali, numerosi indicatori sanitari e intervalli temporali estesi.
Molte indagini disponibili osservano un unico problema di salute entro un periodo circoscritto. E-CHANGE adotterà invece una prospettiva integrata, facendo dialogare epidemiologia, statistica applicata alla medicina, discipline biologico-molecolari e studio del clima. L’Italia rappresenterà il campo principale dell’analisi, vista la sua particolare esposizione alle trasformazioni climatiche. Metodi e conoscenze ottenuti potranno poi essere impiegati pure altrove.
Il valore del progetto risiede proprio nella capacità di mettere insieme dimensioni che spesso vengono affrontate separatamente. Uno stesso fenomeno ambientale, infatti, può produrre conseguenze differenti e lasciare tracce entro un orizzonte temporale molto ampio. Per comprendere davvero il rischio servirà dunque osservare che cosa accade subito, che cosa emerge in seguito e quali gruppi richiedono maggiore tutela.
Dagli eventi estremi alle infezioni trasmesse dai vettori
Una parte del lavoro riguarderà le ripercussioni ravvicinate degli episodi climatici più severi. Gli studiosi esamineranno il rapporto tra temperature eccezionalmente elevate, roghi, inondazioni e decessi registrati giorno per giorno sul territorio italiano. Questo approccio permetterà di misurare con maggiore precisione la risposta della popolazione durante e subito dopo una situazione estrema.
Lo sguardo comprenderà anche le patologie diffuse attraverso vettori. Le condizioni meteorologiche possono infatti favorire o limitare la presenza degli organismi che trasportano determinati agenti infettivi.
Il progetto analizzerà casi come West Nile, dengue e Lyme, collegando i dati della sorveglianza sanitaria alle informazioni ambientali. Il risultato atteso è una ricostruzione più accurata delle condizioni nelle quali il rischio cresce e della velocità con cui può riflettersi sulla salute collettiva.
Gravidanza e infanzia, gli effetti osservati nel tempo
Il secondo filone guarderà a un orizzonte più lungo e a due periodi particolarmente sensibili: la gestazione e i primi anni di vita. Il gruppo esaminerà se l’esposizione a eventi climatici molto intensi possa associarsi, nel corso degli anni, a cambiamenti nella crescita oppure nella funzionalità respiratoria. Questa prospettiva consentirà di seguire conseguenze che una rilevazione limitata al momento dell’emergenza lascerebbe sullo sfondo.
Una parte importante dell’indagine sarà dedicata all’epigenetica, cioè allo studio dei segnali biologici che regolano l’attività dei geni senza modificare la sequenza del DNA. Le misurazioni potranno aiutare a individuare eventuali tracce lasciate nell’organismo dalle esposizioni ambientali avvenute precocemente. Per questa analisi verranno utilizzate le informazioni raccolte da NINFEA, insieme a Piccolipiù, due gruppi di osservazione italiani.
Una struttura comune per archivi molto diversi
E-CHANGE farà convergere una grande quantità di elementi raccolti in settori differenti. Dati sul clima e sull’ambiente saranno affiancati alle registrazioni nazionali dei decessi, ai sistemi che seguono la circolazione delle infezioni e alle informazioni delle due coorti familiari. La sfida consiste nel rendere compatibili archivi costruiti con finalità e criteri diversi.
Da questo lavoro nascerà un sistema digitale interoperabile, progettato per collegare le fonti e rendere possibili analisi più profonde. La base informativa resterà utile anche per ricerche successive dedicate alle relazioni fra ambiente, condizioni atmosferiche e benessere umano. Il progetto, quindi, produrrà sia risultati sul tema specifico sia strumenti destinati a sostenere nuovi studi.
Quanto pesa il riscaldamento sul carico delle malattie
L’ultima domanda riguarda la quota di danno sanitario riconducibile alla trasformazione del clima. I modelli atmosferici verranno combinati con le tecniche epidemiologiche per confrontare due scenari: quello realmente osservato e quello ipotetico privo dell’alterazione climatica. La differenza consentirà di stimare quanto il riscaldamento contribuisca al carico complessivo delle patologie.
Una misurazione di questo tipo può offrire indicazioni concrete a chi pianifica gli interventi pubblici. Conoscere i pericoli, i tempi nei quali si manifestano e le persone maggiormente esposte aiuta a orientare le strategie di adattamento. La ricerca torinese mira così a trasformare una relazione complessa in dati utilizzabili, rafforzando la capacità di proteggere la popolazione e, soprattutto, chi attraversa le fasi più vulnerabili della vita.
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Isan Hydi
Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.




