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La sezione di TorinoFree.it dedicata alla cronaca torinese

Risparmio energetico nella ristorazione, si può fare

risparmio energetico nella ristorazioneAnche in un settore dove non sembra possibile avere un reale risparmio energetico come quello della ristorazione, acquistando i giusti macchinari si può avere una bella sorpresa al termine dell’anno.

L’acquisto di attrezzature nuove e dotate di funzioni tecnologicamente avanzate, possono ripagarsi nel corso degli anni grazie al risparmio energetico e lavorativo che offrono durante le fasi della preparazione e del servizio vero e proprio. Le impastatrici a spirale, sono sicuramente una delle attrezzature che meglio possono portare un vantaggio nel medio/lungo periodo.

Le impastatrici a spirale per la ristorazione, utilizzate sia nella fase antecedente al servizio, nel momento della preparazione degli impasti e dei composti che in quelle del servizio vero e proprio per la rifinitura degli stessi offre un indubbio vantaggio economico. Le lunghe lavorazioni, che spesso possono durare anche per delle ore, se eseguite con un’impastatrice di ultima generazione può far risparmiare una considerevole quantità di energia elettrica.

Questa loro particolarità, che si può facilmente replicare anche nelle altre attrezzature utilizzate nella cucina, se ben ottimizzata può portare un risparmio energetico in tutto il reparto della cucina.

Le lavastoviglie, sono un’altra delle attrezzature che più facilmente possono portare dei benefici dal punto di vista del risparmio energetico. Le serpentine che riscaldano l’acqua, con l’andare del tempo possono perdere di efficienza e portare il costo di utilizzo a diventare sfavorevole per il proprietario dell’attrezzatura. Come ci dicono i dirigenti del reparto assistenza di Gastrodomus, uno dei negozi online più grandi in Italia per il commercio di materiale professionale per la ristorazione, mantenere in piena efficienza le proprie attrezzature è il sistema migliore per avere una perfetta efficienza energetica.

Durante l’arco dell’anno, è importante eseguire una serie di operazioni di manutenzione per garantire il perfetto funzionamento di questo apparecchiature. In questo modo, si potrà avere un risparmio energetico e un ulteriore risparmio legato al minor numero di riparazioni da eseguire. Infatti, eseguire una manutenzione programmata permette alle attrezzature di mantenere nelle migliori condizioni.


Come abbiamo visto, quando si parla di risparmio energetico non esiste un solo metodo per ottenerlo. Oltre a verificare con attenzione le attrezzature che si vanno ad acquistare, è importante mantenerle nelle migliori condizioni. Il passare del tempo può essere uno dei peggiori nemici per il corretto consumo energetico delle attrezzature professionali presenti nelle cucine o nei laboratori dove si producono degli alimenti.

Bitcoin, una moneta che dimostra una stabile maturità

criptovaluteBitcoin, una moneta che dimostra una stabile maturità

Fin dalla loro creazione, i bitcoin non hanno mai riscontrato la fiducia del magnate americano Warren Buffet, che riteneva questa moneta virtuale un investimento rischioso sotto molti punti di vista. Vediamo insieme, come mai il tempo potrebbe dare torto a queste sue affermazioni.

L’alternarsi del prezzo di questa cripto valuta è sicuramente un dato di fatto che non si può non osservare, ma è anche vero che spesso molte monete come il dollaro americano e lo yen giapponese hanno avuto delle serie svalutazioni a causa di guerre o problemi legati all’economia.
Il 2017 ha visto il Bitcoin raggiungere e poi superare il suo massimo storico di 1.330 dollari, prima di un sostanzioso crollo che ha portato il valore di questa cripto valuta fino a quota $755. I maggiori esperti di criptovalute hanno ipotizzato che il raggiungimento del take profit di molti investitori sia una delle maggiori cause di questo crollo.

 

La posizione di Warren Buffet

Warren Buffet, uno degli investitori più esperti nel mondo delle valute ha sempre avuto una pessima considerazione di questa cripto valuta, definendola un “miraggio” poco attendibile e poco adatta a essere una soluzione di investimento sicura.
Le fluttuazioni di questo 2017, che sicuramente sono riuscite a stroncare i conti di molti investitori sembrano dare conferma a queste affermazioni, ma è analizzando il passato di questa valuta che si riescono ad ottenere una serie di ottime informazioni sul futuro del Bitcoin.

Il futuro del Bitcoin, così come quello di tutte le criptovalute prese in esame da Warren è da sempre molto disfattista. Il criticismo e il verdetto di “imminente fallimento” di queste valute digitali è risuonato in diverse occasioni. Le parole di un investitore valutario di questo calibro, possono sicuramente mettere in allerta i novelli investitori così come le persone che si ritengo esperte nel valutare questa forma d’investimento per i propri risparmi.
Se si analizza con attenzione la situazione dei Bitcoin negli ultimi mesi, si può notare che dopo una caduta che ha visto raggiungere i minimi storici il movimento rialzista della criptovaluta per eccellenza non sembra al momento avere flessioni.
Il canale ascendente che si può notare in un’analisi della situazione degli ultimi 3 anni, sembra essere costante e senza particolari incertezze.

Se è vero che le parole di sfiducia da parte di Buffet sul Bitcoin erano legate ad un suo improvviso rialzo senza nessuna logica, è anche vero che la situazione attuale è totalmente differente a quella che si era presentata nel 2013.
Dal 2015 a oggi, il trend di crescita risulta essere molto stabile e ricco di ritracciamenti e rimbalzi come tutte le altre valute presenti in borsa.

Un mercato sempre più in crescita

Quello che sembrava un fuoco di paglia, in pochi anni si è dimostrato un mercato interessante sia per gli investitori che per le grandi aziende internazionali. IBM e Microsoft, solo per citare due delle più conosciute, hanno scelto di eseguire forti investimenti in questa criptovaluta. Inoltre, nei loro store online è presente anche la possibilità di effettuare pagamenti utilizzando i Bitcoin.

Se da una parte, sono ancora presente una serie di problemi legati alla volatilità di questa moneta così come alla sua sicurezza, dall’altra parte ormai è assodato il suo ruolo come principale criptovaluta a livello internazionale.
Per il momento lo stato di salute di questa valuta è decisamente roseo, sarà solo il tempo a determinare se le parole di sfiducia sancite da Warren Buffet erano un monito reale oppure dettate da una sua personale visione errata.

Arriva a Torino Casa Marchetti

marchetti torino 1Dopo gli ambiti tre coni di Gambero Rosso, Alberto Marchetti, tra i migliori gelatieri d’Italia, aprirà a fine marzo a Torino, in piazza CNL, Casa Marchetti, che sarà non solo una gelateria ma molto di più, un luogo dove i clienti potranno vivere il gelato a 360 gradi tra suoi segreti e gli ingredienti.

Non solo il laboratorio sarà visibile ma anche il magazzino e a Casa Marchetti tutti potranno toccare con mano le materie prime di qualità che rendono il suo gelato Buono, Pulito e Giusto.

Al primo piano ci sarà la gelateria, sotto uno spazio incontri, dove gelatieri, chef, produttori si alterneranno durante l’anno per raccontare al pubblico i loro segreti.

La location è nella piazza dove Dario Argento aveva voluto il Blu Bar di Profondo Rosso e non mancherà, nella nuova location, un rimando al Blu Bar, grazie alla collaborazione con Mg2 Architetture.

Casa Marchetti sarà il cuore pulsante di una piazza che per troppo tempo è stata sottovalutata dai commercianti ma che oggi, grazie alle nuove aperture, tornerà a essere il salotto buono di Torino.

 “Un’ottima notizia “ dice Alberto Sacco, assessore al Commercio del Comune di Torino “Abbiamo bisogno di torinesi che credano in questa città e la aiutino a crescere sempre di più.  Torino è riconosciuta, a livello nazionale e internazionale, come un punto di riferimento per il cibo. Sono tantissimi gli eventi che ci vedono protagonisti, tra questi nel 2018 la finale del Bocuse d’Or. Abbiamo bisogno della professionalità e del prezioso contributo che Maestri del Gusto come Alberto Marchetti possono dare. E’ stato proprio lui, insieme a Slow Food, a regalare alla città la Via del Gelato in occasione dell’ultima edizione di Terra Madre Salone del Gusto e a raccontare come nasce un gelato. Ora il nuovo progetto continua quel percorso e siamo sicuri che le sorprese non mancheranno”.

Uno dei primi documenti storici sul gelato arriva da un poeta greco vissuto nel 500 a.C. ad Atene, poiché i greci amavano preparare le loro bevande rinfrescanti con poco limone, miele e molto succo di melograno con neve o ghiaccio.

La nascita del gelato a base di latte è verso il 1565, alla corte di Caterina de' Medici, a Firenze, per merito dell’architetto Bernardo Buontalenti, detto Mastro Bernardo delle girandole che realizzò un sorbetto quasi gelato utilizzando neve, sale, limoni, zucchero, bianco d’uovo e latte.

Nel 1686, l'intraprendente siciliano Francesco Procopio, trasferitosi a Parigi, inaugurò il Cafè  Procope, dove creò una nuova ricetta per fare il gelato utilizzando frutta, miele, zucchero e ghiaccio.

Un altro passo importante per la produzione e divulgazione del gelato arrivò dagli Stati Uniti, dove Nancy Johnson, del New Jersey, nel 1846 mise a punto la prima gelatiera, un mastello pieno di ghiaccio e sale dove aveva inserito un cilindro metallico con l'impasto da gelare che veniva girato con una manovella.

La vera rivoluzione però avvenne all'inizio del Novecento con l'introduzione della sorbettiera a motore.

Oggi il gelato è uno dei dessert più diffusi e conosciuti al mondo grazie alla sua bontà e alla genuinità degli ingredienti utilizzati, diffondendo la tradizione italiana in tutto il mondo.

Torino: torna a nuova vita lo Stadio Filadelfia

filadelfia 1“Ci siamo” E con questo comunicato stampa che è stato annunciato un evento a lungo atteso: un simbolo della città di Torino e del tifo granata, lo Stadio Filadelfia, tornerà a nuova vita dal 25 maggio, come ha annunciato il CdA della Fondazione Filadelfia.

Durante l’inaugurazione sarà scoperta nel Piazzale della Memoria una targa in memoria di Don Aldo Rabino, lo storico padre spirituale granata, già presidente onorario della Fondazione.  

Lo Stadio Filadelfia sarà il nuovo centro sportivo del Torino Fc, ospitando gli allenamenti della Prima squadra e le partite della Primavera, infatti nelle prossime settimane saranno avviate le trattative tra Fondazione e società granata per definire tutti gli aspetti della nuova gestione da parte del Toro.

La prima pietra del nuovo stadio venne posta il 17 ottobre 2015 e adesso, diciannove mesi dopo, quello che ospitò le partite del Grande Torino e che negli anni successivi divenne culla del vivaio granata tornerà a essere il cuore di una grande squadra.

Lo stadio fu ideato partendo da un progetto del conte Enrico Marone di Cinzano, a quei tempi presidente granata, che aveva fondato la Società Civile Campo Torino allo scopo di acquistare l'area e costruirvi uno stadio con annesso campo di allenamento.

Il 24 marzo 1926 fu fatta la richiesta di concessione edilizia presso il comune e, subito dopo i lavori vennero affidati all'ingegner Miro Gamba, docente del Politecnico di Torino, mentre i lavori di costruzione erano seguiti dal commendator Riccardo Filippa.

L'inaugurazione dell'impianto avvenne il 17 ottobre 1926 e vi si svolse una partita amichevole tra il Torino e la Fortitudo Roma, con il principe ereditario Umberto II, la principessa Maria Adelaide e un pubblico di 15.000 spettatori.

Originariamente lo stadio copriva un'area di 38.000 m² cintati da un muro; era formato da due sole tribune, con una capienza che raggiungeva le 15.000 unità, mentre sotto la tribuna si trovava il parterre, disposto su 13 file.

Lo Stadio Filadelfia aveva delle gradinate in cemento, una tribuna in legno e ghisa costruita in stile Liberty, mentre le poltroncine della tribuna erano in legno, e tutte numerate e il muro che circondava la struttura era alto 2,5 metri.

La facciata era composta di mattoni rossi, con colonne e grandi finestre dotate d’infissi bianchi e le finestre erano collegate tra loro da un ballatoio con la ringhiera in ferro.

Sotto le tribune si trovava l'appartamento del custode, oltre a quattordici camere che servivano oltre ai giocatori e all'arbitro, anche l'infermeria, la direzione, e una sala per rinfreschi.

Nel 1928 venne aggiunta la biglietteria, e nel 1932 la gradinata della tribuna fu ingrandita portando la capacità totale dello stadio a 30000 persone.

Il Filadelfia ospitò le partite del Torino fino alla fine della stagione 1962-1963 e i granata vi vinsero sei dei loro sette Scudetti.

In questa struttura il Torino fu imbattuto per sei anni, per 100 gare consecutive, dal 17 gennaio 1943 alla tragedia di Superga, compreso la leggendaria partita che terminò per 10-0 ai danni dell'Alessandria. 

Il 13 luglio 1943, nel bel mezzo della seconda guerra mondiale, fu bombardato anche il Filadelfia e tra le parti danneggiate si trovava il campo, poi utilizzato dagli alleati per giocare a baseball, oltre alle gradinate di via Giordano Bruno.

Il Filadelfia fu inagibile per molto tempo, e il campionato 1943 venne disputato presso lo Stadio Motovelodromo Umberto I, poi il Torino si spostò presso lo Stadio Mussolini, futuro Stadio Comunale.

Dopo la guerra, i lavori di ristrutturazione vennero eseguiti grazie al sostegno del nuovo presidente dei granata Ferruccio Novo.

Nel dopoguerra l'area del Filadelfia divenne residenziale, e arrivò l'idea di abbattere il complesso per costruire nuovi edifici, ma nel 1959 venne pubblicato il nuovo piano regolatore che definiva l'area parte del verde pubblico.

filadelfia 2Per la stagione 1958-1959 il Torino, denominato Talmone per via di una sponsorizzazione, si trasferì allo Stadio Comunale, ma la stagione si concluse con la retrocessione in Serie B.

L'anno seguente la squadra tornò a giocare al Filadelfia, e lo stadio ridivenne la casa del Torino per qualche anno, fino al 19 maggio 1963, ultima partita ufficiale di campionato, Torino-Napoli terminato per 1-1 con un gol di Bearzot (T) e di Corelli (N).

Dalla stagione seguente i granata si trasferirono definitivamente al Comunale, che avevano iniziato a utilizzare per gli incontri di maggior richiamo.

Nel 1970 si tentò per la prima volta di recuperare il Filadelfia, con Presidente del Torino Orfeo Pianelli; la Società Civile Campo Torino fece eseguire un progetto per la ristrutturazione, ma tutto finì nel 1973 in quanto l'area era ancora destinata al verde pubblico.

Il Torino continuò ad allenarsi presso il Filadelfia fino al 1989, quando si trasferì nella moderna struttura di Orbassano, lasciando il campo di allenamento alle giovanili, mentre lo stadio era ormai in un avanzato stato di degrado, anche a causa del calcestruzzo utilizzato nella costruzione, che condusse a parziali crolli delle strutture.

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