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Università, il Politecnico di Torino guadagna 36 posizioni nella classifica internazionale

Da Gianluca Rini

Ottobre 02, 2026

Università, il Politecnico di Torino guadagna 36 posizioni nella classifica internazionale
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Per misurare la dimensione internazionale di un’università non basta guardare al numero degli studenti o ai corsi disponibili. Pesano la ricerca, i rapporti costruiti con altri Paesi, la considerazione nel mondo del lavoro e la diffusione delle pubblicazioni scientifiche. Sotto diversi di questi aspetti, il Politecnico di Torino sta ampliando la propria presenza fuori dai confini italiani.

A mostrarlo sono i risultati del QS World University Rankings 2027, che collocano l’ateneo piemontese al 206° posto a livello mondiale. Il dato diventa particolarmente significativo osservandolo in prospettiva: nell’arco di dodici mesi sono state recuperate 36 posizioni, mentre il progresso accumulato negli ultimi quattro anni arriva a 120 posti.

Una crescita che porta Torino sempre più vicino alla top 200

La nuova posizione avvicina il Politecnico a una soglia particolarmente visibile nelle graduatorie universitarie internazionali, quella delle prime duecento istituzioni. Nella precedente edizione della classifica QS l’ateneo torinese figurava infatti al 242° posto.

Il miglioramento consente inoltre all’università di collocarsi nel 14% superiore degli atenei mondiali considerati dalla graduatoria, mentre un anno prima rientrava nel 16%. Nel panorama nazionale il Politecnico conserva invece la quinta posizione tra le università italiane.

La dimensione della graduatoria aiuta a comprendere meglio il risultato. Per preparare l’edizione 2027 sono state analizzate più di 8.800 università distribuite in 106 Paesi. Soltanto 1.504 istituzioni sono poi entrate nella classifica pubblicata, comprese 47 realtà italiane.

Il ranking non fotografa quindi un singolo elemento della vita accademica. Il sistema utilizzato da QS mette insieme parametri differenti e permette di osservare la capacità delle università di sviluppare ricerca, creare reti internazionali, formare laureati apprezzati professionalmente e costruire una reputazione riconosciuta anche all’estero.

Nel caso torinese, proprio la combinazione di più indicatori contribuisce a spiegare l’avanzamento registrato nell’ultima edizione.

Ricerca, lavoro e collaborazioni internazionali spingono il risultato

Uno degli aspetti in maggiore evoluzione riguarda il rapporto tra università e mondo professionale. Nell’indicatore dedicato alla Employer Reputation, che raccoglie valutazioni relative alla preparazione dei laureati, il Politecnico di Torino raggiunge il 125° posto mondiale dopo aver recuperato 39 posizioni.

Un movimento ancora diverso interessa la produzione scientifica. Nel parametro che mette in relazione le citazioni delle pubblicazioni con il corpo docente, l’ateneo piemontese arriva alla 185ª posizione. In precedenza occupava il 230° posto: il salto è quindi di 45 posizioni.

Su questi due fronti il Politecnico riesce inoltre a inserirsi tra le prime tre università italiane, aggiungendo un ulteriore elemento al quadro delineato dalla classifica internazionale.

La ricerca contemporanea, però, si sviluppa sempre più attraverso reti che coinvolgono istituzioni appartenenti a Paesi differenti. Anche sotto questo profilo Torino registra un avanzamento. Nell’indicatore dedicato all’International Research Network, utilizzato per osservare l’ampiezza delle collaborazioni scientifiche internazionali, il miglioramento raggiunge 44 posizioni.

Un altro progresso arriva dalla sostenibilità. Nell’indicatore specifico previsto dalla metodologia QS, che considera differenti elementi ambientali e sociali legati all’attività universitaria, l’ateneo torinese recupera 32 posti.

Ne emerge un percorso che non dipende da un unico parametro. La crescita complessiva deriva piuttosto da miglioramenti distribuiti fra ricerca scientifica, relazioni internazionali, reputazione professionale e altri aspetti della presenza accademica.

Ingegneria e architettura rafforzano la presenza internazionale

Accanto alla graduatoria generale esistono classifiche che permettono di osservare più da vicino le singole discipline. Anche questi dati aiutano a capire quali siano le aree nelle quali il Politecnico di Torino dispone della maggiore visibilità internazionale.

Nel QS World University Rankings by Subject 2026, l’area Engineering & Technology è arrivata al 53° posto nel mondo, migliorando rispetto alla posizione numero 55 dell’edizione precedente.

Alcune discipline raggiungono risultati ancora più elevati. Architecture & Built Environment si trova al 18° posto internazionale, mentre Mechanical, Aeronautical & Manufacturing Engineering occupa la 30ª posizione.

Civil & Structural Engineering arriva al 38° posto ed Electrical & Electronic Engineering al 46°. Chemical Engineering compare invece alla posizione numero 65.

La presenza del Politecnico nelle classifiche disciplinari si estende anche ad altri ambiti. Mathematics raggiunge il 104° posto mondiale, mentre Computer Science & Information Systems si colloca alla posizione 124.

Sono numeri che permettono di leggere il 206° posto generale da una prospettiva più ampia. L’avvicinamento alle prime 200 università mondiali arriva infatti insieme a risultati ottenuti in diversi settori nei quali l’ateneo torinese concentra attività didattiche e scientifiche.

Per una città universitaria come Torino, la crescente proiezione internazionale del Politecnico significa anche maggiore visibilità all’interno delle reti accademiche e scientifiche globali. Studenti, ricercatori, collaborazioni tra atenei e rapporti con il mondo professionale contribuiscono a creare un sistema che supera la dimensione strettamente locale.

Il dato più evidente resta comunque quello della progressione nel tempo: dal precedente 242° posto al 206°, con 36 posizioni recuperate in un solo anno e 120 nell’arco di quattro anni. Numeri che portano il Politecnico di Torino a ridosso della top 200 mondiale e segnano una nuova tappa nel suo percorso internazionale.

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Gianluca Rini

Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.

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