Torino, recuperati oltre 1,28 milioni di pasti: cresce la rete antispreco
Da Gianluca Rini
Settembre 26, 2026
A Torino gli alimenti disponibili dopo la vendita hanno trovato acquirenti anziché finire tra i rifiuti in oltre 1,28 milioni di occasioni dal 2019. Il dato riguarda i pasti recuperati tramite Too Good To Go e racconta una collaborazione ormai estesa a centinaia di attività cittadine. Il bilancio è stato diffuso per la giornata internazionale dedicata alla riduzione delle perdite alimentari e offre anche uno spunto per osservare quanto pesi lo spreco nel resto del Paese.
Oltre 650 attività nella rete torinese
Nel capoluogo piemontese partecipano attualmente alla piattaforma oltre 650 esercizi commerciali. La rete comprende negozi di quartiere, ristoranti e imprese della distribuzione organizzata. Per queste attività il servizio rappresenta un modo per offrire a chi compra alimenti ancora disponibili al termine della vendita. Per i consumatori significa intercettare prodotti adatti al consumo mediante uno strumento che mette in contatto domanda ed eccedenze.
Il dato complessivo copre il periodo iniziato nel 2019: più di 1,28 milioni di pasti recuperati in città con la piattaforma. La cifra misura un risultato costruito nel tempo, mentre il dato più recente mostra che il recupero continua a crescere. Negli ultimi dodici mesi, infatti, il numero di pasti sottratti allo spreco a Torino è aumentato dell’11% in confronto al periodo precedente. È una variazione riferita ai recuperi annuali, distinta dal totale accumulato dal 2019.
Per rendere più immediata la dimensione del risultato, l’azienda ha proposto un paragone sportivo: i pasti recuperati dal 2019 basterebbero a riempire lo stadio del Torino per poco meno di 45 volte. È un’immagine illustrativa riferita al numero dei pasti.
Il recupero del cibo parte dalla vendita quotidiana
Il funzionamento della rete si basa su una situazione familiare a molte attività: al termine della vendita possono rimanere prodotti ancora adatti al consumo. Tramite l’app, negozi, supermercati e ristoranti li offrono a chi è interessato ad acquistarli. Il risultato torinese deriva quindi dall’incontro tra le disponibilità delle attività aderenti e le scelte dei cittadini che utilizzano il servizio.
L’aumento dell’11% mostra che, nel periodo considerato, nella città si è evitato di scartare un numero maggiore di pasti rispetto ai dodici mesi precedenti. Questa variazione fotografa l’attività della piattaforma, mentre il fenomeno complessivo dello spreco cittadino richiederebbe dati più ampi.
In Italia lo spreco si conta in milioni di tonnellate
I numeri diffusi insieme al bilancio cittadino allargano lo sguardo al territorio nazionale. Su scala italiana, la quantità di cibo sprecata annualmente ammonterebbe a 8.127.009 tonnellate. Tradotto in una quantità riferita al tempo, il valore indicato equivale a più di 257 chilogrammi al secondo, cioè intorno a 15,4 tonnellate ogni minuto. Sono cifre che riguardano il fenomeno generale degli sprechi nel Paese, mentre il bilancio torinese rappresenta il risultato di una specifica piattaforma.
Lo spreco coinvolge anche l’impatto ambientale legato al cibo. La produzione degli alimenti richiede risorse e, quando questi vengono scartati, entra in gioco anche la dimensione climatica. Una stima del WWF associa allo spreco di alimenti, su scala globale, circa un decimo dei gas serra di origine umana. Un documento dell’agenzia ambientale dell’Onu considera la riduzione delle perdite di cibo una delle cinque priorità per accelerare gli interventi sul clima.
Tra gli strumenti menzionati figurano modelli alimentari ispirati alla circolarità e soluzioni tecnologiche capaci di collegare le eccedenze dei negozi alle persone interessate. La rete attiva a Torino è un esempio concreto di questo collegamento: parte da alimenti disponibili presso le attività e li rimette in circolazione tramite gli acquisti dei consumatori.
Una campagna nelle stazioni italiane
L’iniziativa di sensibilizzazione legata alla giornata internazionale si estende anche alle grandi stazioni ferroviarie. La campagna promossa dalla piattaforma con Grandi Stazioni Retail interessa 14 stazioni e si rivolge alle persone che attraversano ogni giorno questi spazi. L’attenzione è rivolta agli alimenti ancora adatti al consumo che gli esercenti mettono a disposizione, affinché possano essere acquistati prima di venire scartati.
Negli ultimi dodici mesi, gli esercizi che partecipano al servizio all’interno di questa rete ferroviaria hanno consentito di recuperare oltre 45.000 pasti. La stima comunicata dall’azienda associa a questo risultato emissioni evitate per più di 120.000 chilogrammi di CO2 equivalente. Si tratta di un dato relativo al circuito delle stazioni italiane, separato dal bilancio cittadino di Torino.
Il quadro mette insieme luoghi diversi della giornata: il negozio vicino a casa, il supermercato, il ristorante e le attività frequentate durante un viaggio. A Torino il totale accumulato dal 2019 supera 1,28 milioni di pasti recuperati; l’iniziativa diffusa nelle stazioni porta il problema degli sprechi anche tra chi si sposta ogni giorno.
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Gianluca Rini
Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.




