Siccità in Piemonte, risorse idriche in calo del 62%: il Po è ai minimi
Da Gianluca Rini
Agosto 05, 2026
Il Piemonte ha concluso luglio 2026 con un quadro idrico particolarmente difficile. Le piogge scarse, le temperature elevate e il rapido esaurimento della neve in montagna hanno ridotto la quantità d’acqua disponibile. Fiumi, laghi, invasi e terreni mostrano segnali evidenti di sofferenza, mentre gli indicatori segnalano una condizione di siccità severa in quasi tutta la regione.
Luglio 2026 è stato il secondo più caldo dal 1958
Il caldo ha rappresentato uno degli elementi centrali di questa crisi. Nel corso del mese, 28 giorni su 31 hanno visto temperature più alte rispetto alla media del periodo tra 1991 e 2020. La temperatura media regionale si è fermata a 22,30 °C, circa tre gradi sopra i valori abituali.
Luglio 2026 è diventato così il secondo luglio più caldo mai rilevato in Piemonte dal 1958. Soltanto luglio 2015, con una media di 22,55 °C, aveva fatto registrare un valore superiore. Ancora più significativo è il dato relativo all’intero bimestre: giugno e luglio 2026, con una temperatura media di 21,4 °C, sono stati i più caldi della serie storica regionale.
Tra la fine di maggio e quella di luglio ci sono state quattro ondate di calore. L’8 e il 30 luglio sono state raggiunte temperature medie giornaliere rispettivamente di 30,5 e 30,9 °C, i valori più elevati nella distribuzione storica del mese. Numerose stazioni meteorologiche hanno stabilito nuovi primati sia nelle massime sia nelle minime.
Il caldo è proseguito anche durante la notte. In diverse località sono aumentate le cosiddette notti tropicali, durante le quali la temperatura minima non scende sotto i 20 °C. A Pallanza ne sono state registrate oltre 18 in più rispetto alla media, mentre anomalie rilevanti hanno interessato anche Cuneo, Novara e Biella.
Piogge dimezzate e terreni sempre più asciutti
Alle temperature eccezionali si è aggiunta una prolungata carenza di precipitazioni. Nel bacino del Po, fino alla confluenza con il Ticino, a luglio sono circa 33 i millimetri di pioggia caduti. Il dato corrisponde a un deficit del 54% rispetto alla media climatica.
La scarsità d’acqua non riguarda soltanto l’ultimo mese. Ad aprile le precipitazioni erano state inferiori alla norma del 56%, a maggio del 44% e a giugno del 40%. Dall’inizio del 2026 il deficit complessivo è arrivato a circa il 20%, mentre considerando l’intero anno idrologico lo scarto raggiunge il 27%.
La distribuzione delle piogge ha aggravato il problema. Gran parte delle precipitazioni è infatti caduta nei primi tre mesi dell’anno, mentre primavera ed estate sono state molto più asciutte. Le alte temperature hanno contemporaneamente accelerato la fusione della neve e aumentato l’evapotraspirazione di terreni, vegetazione e colture.
Gli indicatori utilizzati per misurare l’anomalia delle precipitazioni e gli effetti delle temperature mostrano una siccità diffusa. La situazione più difficile riguarda gli ultimi tre mesi, con aree in condizioni severe o estreme. La principale eccezione è rappresentata dal bacino della Dora Baltea.
Lago Maggiore e riserve di superficie in forte calo
Alla fine di luglio, il volume complessivo delle risorse idriche di superficie piemontesi era stimato in circa 229 milioni di metri cubi. Il calcolo comprende gli invasi regolati e il Lago Maggiore e mostra una disponibilità inferiore del 62% rispetto alla media del periodo. Nel Piemonte settentrionale il deficit raggiunge addirittura l’80%.
Il livello del Lago Maggiore è diminuito di circa 50 centimetri in un solo mese. La quantità d’acqua disponibile per l’irrigazione è stata stimata in appena il 5%. Il lago rappresenta una riserva importante per il territorio e per l’agricoltura, motivo per cui la sua rapida discesa costituisce uno dei segnali più evidenti della crisi.
Anche le falde sotterranee iniziano a mostrare livelli inferiori rispetto a quelli normalmente osservati in questo periodo. I dati disponibili provengono ancora da un numero limitato di stazioni, ma indicano che la scarsità d’acqua non interessa più soltanto fiumi, laghi e invasi.
Il Po perde il 79% della sua portata
La situazione dei corsi d’acqua è particolarmente delicata. A luglio molte sezioni monitorate hanno registrato portate inferiori di oltre il 30% rispetto alla media storica. Alla fine del mese, il 51% delle stazioni idrometriche piemontesi si trovava in condizioni di magra severa.
Il dato più preoccupante arriva dal Po a Isola Sant’Antonio, nel tratto conclusivo del bacino piemontese. La portata media mensile è scesa a soli 47 metri cubi al secondo, con un deficit del 79%. Già a giugno il fiume aveva registrato una portata media di 138 metri cubi al secondo, inferiore del 76% alla norma.
Il quadro ricorda quello dell’estate 2022, ma il percorso che ha condotto alla crisi è differente. Quattro anni fa la siccità era iniziata nella seconda metà del 2021 e si era rafforzata durante l’inverno. Nel 2026 il peggioramento è stato invece molto più rapido e si è concentrato tra primavera ed estate.
Il caldo ha avuto conseguenze anche sul benessere delle persone. A Torino sono stati rilevati 17 giorni di seguito di disagio bioclimatico. Per la prima parte di agosto non è prevista una soluzione rapida: le temperature dovrebbero restare sopra la media e le eventuali piogge saranno legate soprattutto a temporali. Un possibile ritorno verso condizioni più vicine alla normalità potrebbe verificarsi nella seconda metà del mese.
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Gianluca Rini
Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.




