OGR Torino, le due corti cambiano volto: verde, arte e nuovi spazi per la città
Da Gianluca Rini
Settembre 30, 2026
Le OGR Torino si preparano a trasformare le loro due corti esterne. Il progetto prevede piante, superfici d’acqua e luoghi in cui fermarsi, lavorare o partecipare ad attività culturali. I lavori dovrebbero iniziare a novembre 2026 e concludersi nella primavera del 2027, quando gli spazi saranno aperti ai cittadini nella nuova veste.
L’intervento aggiunge un nuovo capitolo alla storia delle ex officine ferroviarie, recuperate nel 2017 e diventate un centro dedicato alla cultura e all’innovazione. Questa volta l’attenzione si sposta all’aperto: le corti saranno organizzate per offrire occasioni di incontro e ambienti più piacevoli anche durante i mesi caldi.
Come cambieranno gli spazi esterni delle OGR
Il progetto è stato sviluppato dallo studio torinese lamatilde. Nelle due corti compariranno strutture di forme e altezze differenti, affiancate da vegetazione, acqua e sedute accessibili al pubblico. La disposizione richiama alcuni elementi della precedente vita ferroviaria del complesso, tra cui il disegno dei binari e i carrelli usati per movimentare i materiali.
Il verde avrà un ruolo centrale. Alberi, arbusti e fiori, insieme alle aree ombreggiate e alle superfici d’acqua, contribuiranno a rendere le corti più confortevoli nelle giornate estive. Il progetto considera anche la presenza di uccelli e insetti impollinatori: gli spazi sono pensati come un piccolo ambiente urbano capace di accogliere forme di vita diverse.
La trasformazione riguarda dunque sia l’aspetto delle corti sia il modo in cui potranno essere usate. Chi attraversa le OGR troverà posti in cui sostare, mentre le nuove attività daranno motivi per tornare e trascorrere più tempo all’interno del complesso.
Una corte per la sosta, l’altra per le attività
Le due aree avranno caratteri distinti. La Corte Est, sul lato di corso Castelfidardo, sarà dedicata soprattutto alla pausa e alla permanenza. Il progetto comprende luci LED e un sistema di nebulizzazione pensato per dare sollievo nelle ore più calde. Sono previsti anche dispositivi utilizzabili per proposte sonore e artistiche.
La Corte Ovest ospiterà invece attività condivise ed educative. Tra i moduli progettati troveranno posto orti e soluzioni agroforestali. Ci saranno aree per laboratori destinati ai giovani, tavoli a disposizione di studenti, lavoratori e visitatori, oltre a uno spazio per l’intrattenimento.
Queste funzioni permetteranno di vivere le corti in modi diversi nel corso della giornata: una pausa all’ombra, un’attività didattica o un incontro intorno a un tavolo. Il progetto punta inoltre a creare una relazione tra corso Castelfidardo e via Borsellino attraverso i nuovi spazi del complesso.
Anche l’arte entrerà nelle nuove corti
Alla componente naturale si affiancheranno opere d’arte, grazie alla collaborazione con Fondazione Arte CRT. Il programma comprende interventi temporanei e permanenti. La prima opera è attesa per l’apertura della primavera 2027; una seconda sarà presentata nell’autunno dello stesso anno, durante la Torino Art Week.
Le installazioni offriranno un ulteriore motivo per frequentare gli spazi esterni delle OGR. Il percorso artistico prenderà forma insieme alla trasformazione architettonica, mettendo le opere in relazione con le piante e con le persone che useranno le corti.
L’inaugurazione primaverile segnerà quindi l’avvio di una nuova fase per il complesso. I dettagli sulle opere arriveranno con le rispettive presentazioni, mentre il progetto degli spazi è già delineato: due corti aperte alla città, ciascuna con una propria funzione e con il verde come elemento comune.
Quando inizieranno i lavori
Secondo il calendario annunciato, il cantiere partirà all’inizio di novembre 2026 e terminerà nella primavera successiva. È in quel periodo che le corti dovrebbero accogliere il pubblico nel loro nuovo assetto.
Per le OGR si tratta di un intervento sugli ambienti esterni che accompagna la trasformazione iniziata con il recupero delle officine. Dopo gli spazi dedicati agli eventi e alle attività culturali, anche le corti avranno un uso più ampio: saranno luoghi in cui incontrarsi, partecipare a iniziative o semplicemente trovare una sosta tra la vegetazione.
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Gianluca Rini
Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.




