Mobilità urbana: i numeri delle quattro ruote a Torino
Da Isan Hydi
Settembre 23, 2026
L’automobile continua a occupare un posto centrale nella vita quotidiana del capoluogo piemontese. Il quadro della mobilità a Torino racconta che il 47 per cento dei tragitti urbani ricorre alla macchina; bus, tram e metropolitana si fermano invece all’11,4 per cento delle scelte. La distanza tra queste due quote rende evidente quanto la città sia ancora legata al veicolo privato e quanto sia impegnativo il percorso indicato per i prossimi anni.
La macchina resta al centro delle abitudini torinesi
Quasi un viaggio cittadino su due passa dunque dall’automobile. È un dato che descrive una consuetudine molto radicata e che, allo stesso tempo, mette in risalto il ruolo ancora limitato dei servizi collettivi. La quota riservata al trasporto pubblico rimane molto più bassa rispetto a quella registrata dalle vetture, con una differenza che caratterizza in modo netto il modo in cui Torino si sposta.
I numeri aprono anche una domanda importante. Una parte del fenomeno riguarda le preferenze quotidiane dei cittadini, mentre un’altra coinvolge l’organizzazione complessiva del sistema. Il potenziale di autobus, tram e metropolitana appare ancora utilizzato soltanto in misura parziale.
Per questo il confronto tra il 47 per cento legato alla macchina e la quota dell’11,4 per cento assegnata ai mezzi collettivi va oltre una semplice fotografia statistica: mostra la distanza che separa la situazione attuale da un modello urbano fondato su un maggiore equilibrio tra le diverse possibilità di movimento.
Il numero di vetture continua a crescere
La centralità dell’auto emerge anche osservando quante macchine risultano presenti in rapporto alla popolazione. Nel 2024 Torino ha raggiunto 69 vetture per cento residenti, il livello più elevato nel panorama nazionale. Due anni prima il valore si fermava a 62. Nel giro di un periodo piuttosto breve, quindi, il parco circolante è diventato ancora più consistente invece di avvicinarsi alla traiettoria prevista per il futuro.
Questo passaggio da 62 a 69 rende più chiara la dimensione della sfida. La questione riguarda sia la quantità complessiva dei veicoli sia il tipo di alimentazione ancora diffuso sulle strade. Un’automobile su quattro monta infatti un motore diesel, tecnologia collocata tra quelle con il maggiore impatto inquinante. La cifra completa ulteriormente il quadro torinese: al peso numerico molto alto delle macchine si affianca una presenza ancora rilevante di motorizzazioni considerate più gravose sul piano ambientale.
Sei percorsi su dieci rimangono entro cinque chilometri
Accanto alle percentuali sull’uso dell’auto compare un’informazione capace di offrire una prospettiva diversa. Il 60 per cento dei tragitti effettuati in città copre una lunghezza inferiore a cinque chilometri. In altre parole, la maggioranza dei movimenti quotidiani si concentra su distanze contenute, un elemento che rende concretamente immaginabile un ricorso più ampio ad altre modalità.
Una parte di questi percorsi potrebbe essere affrontata camminando, pedalando oppure scegliendo i collegamenti collettivi. La brevità della distanza diventa così uno dei punti centrali del ragionamento sulla mobilità. Se gran parte degli spostamenti resta dentro un raggio ristretto, le alternative alla macchina possiedono uno spazio potenziale significativo. Proprio qui si incontra il contrasto principale: Torino registra molti tragitti brevi, eppure l’automobile continua a raccogliere quasi metà delle preferenze.
Il dato dei cinque chilometri consente anche di leggere il tema attraverso le decisioni di ogni giorno. Non si parla soltanto dei viaggi più lunghi o degli attraversamenti completi della città, bensì di una grande quantità di percorsi ravvicinati. A incidere sul quadro complessivo sono quindi anche i piccoli movimenti ripetuti durante la settimana, quelli che, sommati, definiscono il rapporto tra Torino e i suoi mezzi di trasporto.
L’obiettivo del 2030 richiede un cambiamento profondo
Il traguardo con orizzonte 2030 prevede di scendere al di sotto di 35 automobili per cento abitanti. Il confronto con le 69 rilevate nel 2024 restituisce subito la portata dell’impegno: la densità delle vetture dovrebbe arrivare a meno della metà del livello indicato dall’ultima rilevazione citata. Si tratta di una trasformazione molto ampia, soprattutto perché il dato recente mostra un andamento in crescita nel confronto con il 2022.
Per raggiungere quella soglia servirebbe un forte ridimensionamento delle macchine presenti e, insieme, una scelta più frequente delle modalità alternative. Camminare, usare la bicicletta e affidarsi ai servizi pubblici rappresentano le possibilità richiamate dai numeri sui tragitti brevi. Il passaggio decisivo riguarda il rapporto tra automobile e vita urbana: ridurre il peso della prima significa modificare la distribuzione degli spostamenti.
A Torino, la macchina assorbe il 47 per cento dei viaggi, i mezzi collettivi si fermano all’11,4 per cento e il numero di vetture in rapporto ai residenti ha raggiunto il massimo nazionale. I dati sui percorsi entro cinque chilometri indicano, allo stesso tempo, il margine disponibile per costruire abitudini più varie e una città meno dipendente dalle quattro ruote.
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Isan Hydi
Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.




