Industria piemontese in crescita: produzione a +2,8% tra aprile e giugno 2026
Da Isan Hydi
Settembre 25, 2026
Il Piemonte chiude i mesi da aprile a giugno 2026 con un aumento del 2,8% della produzione industriale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È un risultato superiore al +2,3% registrato all’inizio del 2026 e riguarda una parte ampia della manifattura regionale. Le cifre mostrano progressi anche nel fatturato e negli ordini: tre indicatori che, letti insieme, danno una misura dell’attività delle imprese nel trimestre.
Crescono anche i ricavi e le nuove commesse
La fotografia arriva dalla 219ª rilevazione congiunturale di Unioncamere Piemonte, realizzata con le Camere di commercio del territorio e due istituti bancari. Sono state coinvolte 1.711 aziende, che occupano nel complesso 88.908 persone e sviluppano un giro d’affari vicino a 51 miliardi di euro. Il campione comprende realtà diverse per dimensioni e attività, permettendo di osservare come il dato generale si distribuisca tra settori e province.
Il fatturato sale del 2,3%. A contribuire sono sia le vendite sul mercato italiano, in aumento del 2,5%, sia quelle rivolte all’estero, cresciute del 2%. Per gli ordinativi complessivi la variazione è del +2,2%: le richieste provenienti dall’Italia avanzano del 2,4%, mentre quelle internazionali segnano +1,8%. Produzione, ricavi e commesse hanno quindi tutti il segno più, pur con percentuali differenti.
Un’altra cifra riguarda gli stabilimenti: nel trimestre il livello di utilizzo degli impianti è pari al 62,8%. Il lavoro coperto dalla produzione già assicurata equivale invece a 9,6 settimane. Questi valori completano la lettura del periodo aprile-giugno, perché affiancano al volume dei beni realizzati informazioni sull’impiego delle strutture produttive e sull’attività già programmata.
Tessile e alimentare spiccano tra le attività industriali
Nel confronto tra comparti, il risultato più elevato appartiene alle aziende che producono tessuti, abiti e calzature: i loro volumi aumentano del 6,3%, mentre il fatturato cresce del 7,7%. È una differenza utile da tenere presente, perché produzione e ricavi misurano aspetti distinti della stessa attività e possono muoversi a ritmi diversi.
Per legno e arredamento l’incremento produttivo raggiunge il 5,7%. In questo ambito risalta anche il dato relativo ai mercati esteri, pari a +9,4%. Le industrie alimentari fanno segnare un aumento della produzione del 4,4%. Il quadro comprende poi elettricità ed elettronica al +3,9%, lavorazioni dei metalli al +3,6%, chimica e plastica al +2,2% e meccanica al +1%. La crescita regionale nasce dunque dall’insieme di risultati ottenuti in attività molto differenti, con alcune variazioni particolarmente marcate.
Uno dei numeri che attira di più l’attenzione riguarda le automobili: la produzione di autoveicoli sale del 16,5%. Il dato dell’intero settore dei mezzi di trasporto è però +0,6%. All’interno dello stesso comparto, infatti, la componentistica registra -0,5% e l’aerospazio -10,9%; quest’ultimo arriva da periodi di forte crescita. Distinguere le singole produzioni dal risultato complessivo consente di leggere correttamente il balzo delle auto senza estenderlo a tutte le attività legate ai trasporti.
Dal Verbano-Cusio-Ossola a Torino, i dati dei territori
La distribuzione geografica conferma che l’aumento produttivo coinvolge molte province piemontesi. Il Verbano-Cusio-Ossola raggiunge +5,7%, seguito da Cuneo con +5,2% e Biella con +4,7%. Sono valori superiori alla media regionale del 2,8% e rappresentano le variazioni più alte emerse nella rilevazione.
Novara registra +2,6%, mentre Torino si attesta a +2,3%. In provincia di Vercelli la variazione è di -0,5%. I numeri provinciali servono a dare un contesto al dato piemontese: dietro una sola percentuale regionale ci sono territori con andamenti differenti. Per questo il +2,8% descrive il risultato dell’insieme delle imprese osservate, mentre le cifre locali permettono di vedere dove la produzione è avanzata maggiormente.
Le piccole aziende registrano la variazione più alta
La rilevazione considera anche la dimensione delle imprese. Quelle con un organico tra 10 e 49 persone segnano un incremento produttivo del 5,2%, il più vivace fra le fasce analizzate. Il loro risultato si aggiunge a quelli dei settori e delle province e mostra che l’accelerazione del trimestre comprende anche una parte importante delle aziende di taglia più contenuta.
Nel complesso, i dati dei primi sei mesi del 2026 delineano una progressione: al +2,3% dei primi tre mesi segue il +2,8% tra aprile e giugno. La crescita degli ordinativi e del fatturato accompagna quella dei beni prodotti; tessile, alimentare e autoveicoli sono tra le attività che rendono più evidente il movimento della manifattura piemontese.
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Isan Hydi
Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.




