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Grandine gigante a Carmagnola, chicchi da record fino a 9 centimetri

Da Gianluca Rini

Luglio 16, 2026

Grandine gigante a Carmagnola, chicchi da record fino a 9 centimetri
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Un temporale violento e molto localizzato ha colpito la frazione Oselle di Carmagnola, a sud di Torino, nel pomeriggio di mercoledì 15 luglio. La perturbazione ha prodotto una grandinata eccezionale, caratterizzata da chicchi dalle dimensioni fuori dal comune. Quello più grande, raccolto dagli abitanti e successivamente misurato, ha raggiunto un diametro di 9 centimetri. Il dato rappresenta un record per il Piemonte negli ultimi due anni.

Violento temporale nella frazione Oselle di Carmagnola

Il fenomeno si è verificato intorno alle ore 16, quando una cella temporalesca ha interessato la frazione Oselle. L’evento è stato circoscritto, ma particolarmente intenso. In pochi minuti sono caduti chicchi di grandine molto grandi, alcuni dei quali sono stati raccolti e fotografati dai residenti.

Alla base dell’episodio ci sarebbe stata la forte instabilità atmosferica collegata al rientro dell’anticiclone. Le condizioni presenti nell’area hanno favorito la formazione di una cella temporalesca capace di generare una grandinata fuori misura. L’attenzione si è concentrata soprattutto sul chicco più grande rinvenuto dopo il passaggio del temporale.

Le immagini e le misurazioni hanno permesso di documentare con precisione le dimensioni raggiunte dalla grandine. Non si è trattato, quindi, soltanto di una valutazione visiva: il diametro del chicco più grande è stato sottoposto all’esame degli esperti.

Il chicco più grande ha raggiunto i 9 centimetri

Le verifiche sono state effettuate dagli esperti di Pretemp – Previsioni Temporali, associazione scientifica che si occupa dell’analisi dei fenomeni temporaleschi. In base alle misurazioni compiute, il chicco più grande raccolto a Oselle aveva un diametro di 9 centimetri.

Si tratta di una misura eccezionale, che ha trasformato la grandinata di Carmagnola in uno degli episodi meteorologici più rilevanti registrati nella regione negli ultimi anni. Nella giornata del 15 luglio, quello rinvenuto nel territorio piemontese è risultato anche il chicco di grandine più grande segnalato in Italia.

Il dato consente di comprendere la particolarità del temporale. La cella è stata localizzata e ha interessato un’area precisa, ma ha sviluppato condizioni sufficienti a produrre grandine di dimensioni notevoli. Proprio il valore di 9 centimetri rende l’episodio diverso dalle grandinate ordinarie e permette di inserirlo nella cronologia degli eventi più estremi osservati recentemente in Piemonte.

È il record piemontese degli ultimi due anni

La grandinata di Carmagnola stabilisce un primato regionale relativo agli ultimi due anni. Secondo quanto ricordato dal meteorologo Andrea Vuolo, in Piemonte non veniva segnalato un chicco di queste dimensioni dal 29 giugno 2024.

Il confronto con quella data aiuta a inquadrare la portata dell’evento. Due anni prima, una violentissima supercella aveva attraversato la fascia pedemontana del Canavese, facendo cadere chicchi ancora più grandi. In quell’occasione erano state misurate dimensioni comprese tra gli 11 e i 12 centimetri di diametro.

Il precedente del 2024 rimane dunque superiore per grandezza, ma il chicco raccolto a Oselle rappresenta comunque il valore massimo osservato sul territorio piemontese da allora. Il record riguarda un periodo di due anni e conferma il carattere eccezionale della grandinata che ha interessato Carmagnola.

L’episodio del 29 giugno 2024 non era stato caratterizzato soltanto dalla grandine. La stessa perturbazione aveva provocato anche violente alluvioni lampo, conosciute come flash flood, che avevano colpito diverse località alpine. Tra i centri interessati figuravano Chialamberto, Macugnaga, Locana e Cogne.

Un fenomeno intenso e fortemente localizzato

Quanto avvenuto a Oselle mostra come un temporale concentrato su un territorio limitato possa produrre un fenomeno meteorologico di particolare intensità. La cella ha colpito la frazione nel corso del pomeriggio e ha lasciato sul terreno chicchi dalle dimensioni sorprendenti.

L’elemento centrale dell’evento resta la misurazione di 9 centimetri, certificata attraverso le analisi degli esperti. È questo dato a collocare la grandinata di Carmagnola al primo posto tra quelle segnalate in Italia durante la giornata del 15 luglio e a farne il nuovo riferimento piemontese degli ultimi due anni.

La differenza rispetto al primato del giugno 2024 rimane evidente: allora i chicchi avevano raggiunto persino gli 11-12 centimetri. Tuttavia, dopo due anni senza segnalazioni di grandezza analoga, il fenomeno osservato nella frazione Oselle torna a richiamare l’attenzione sulle manifestazioni più violente dell’instabilità atmosferica in Piemonte.

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Gianluca Rini

Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.

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