Emergenza incendi in Piemonte, situazione critica tra VCO, Vercelli e Torino
Da Gianluca Rini
Luglio 09, 2026
Il Piemonte sta affrontando una delle fasi più difficili degli ultimi anni sul fronte degli incendi boschivi. Le fiamme stanno interessando soprattutto le aree montane del Verbano-Cusio-Ossola, della provincia di Vercelli e del Torinese, mettendo sotto pressione il sistema regionale di Protezione civile e le squadre impegnate nelle operazioni di spegnimento.
La situazione viene considerata eccezionale sia per il numero degli incendi registrati sia per la loro durata. Nel mese di luglio, infatti, non era mai stato segnalato un numero così elevato di roghi boschivi contemporanei sul territorio piemontese. Le temperature molto alte e la prolungata assenza di precipitazioni hanno reso la vegetazione particolarmente secca, favorendo la propagazione delle fiamme anche in zone difficili da raggiungere.
In molti casi la conformazione impervia del territorio impedisce alle squadre di operare direttamente da terra. Per questo motivo una parte significativa degli interventi viene svolta attraverso Canadair ed elicotteri, chiamati a effettuare continui lanci d’acqua sui fronti più estesi.
Incendi nel Torinese, fiamme nel Parco nazionale del Gran Paradiso
Uno dei fronti più preoccupanti della provincia di Torino interessa il territorio del Comune di Valprato Soana, all’interno del Parco nazionale del Gran Paradiso. La presenza di pendii ripidi e di zone difficilmente accessibili rende particolarmente complicato il lavoro degli operatori.
Le alte temperature limitano ulteriormente la possibilità di avvicinarsi alle aree interessate. Le squadre a terra devono valutare costantemente la direzione del vento e l’evoluzione dell’incendio, evitando di esporsi a situazioni troppo pericolose.
L’obiettivo principale è impedire che le fiamme raggiungano nuove aree boschive e si avvicinino ai centri abitati. Il controllo dei confini dell’incendio richiede però tempo, soprattutto quando il fuoco si sviluppa in valloni, pareti rocciose o zone prive di strade.
Il monitoraggio prosegue senza interruzioni, mentre i mezzi aerei vengono impiegati nei punti in cui il fronte appare più attivo.
Valsesia, attivato un posto di comando avanzato a Cravagliana
Anche la Valsesia è interessata da numerosi incendi. Il fronte più importante si trova nel Comune di Cravagliana, dove è stato attivato un Posto di comando avanzato dei Vigili del fuoco.
Questa struttura permette di coordinare direttamente sul territorio le diverse squadre, organizzando gli interventi e stabilendo le priorità operative. Nella zona restano attivi anche altri incendi nei Comuni di Boccioleto, Cervatto, Fobello e Varallo.
La presenza di più roghi contemporanei rende necessario distribuire uomini e mezzi su un territorio molto vasto. Le operazioni devono essere aggiornate continuamente, perché un cambiamento del vento può modificare in breve tempo la direzione delle fiamme.
Particolare attenzione viene riservata alle aree vicine alle abitazioni e alle infrastrutture. La priorità resta la sicurezza delle persone, seguita dalla protezione dei boschi e degli ecosistemi montani, che rischiano di subire danni molto estesi.
Verbano-Cusio-Ossola, incendio verso il Parco nazionale della Val Grande
Nel Verbano-Cusio-Ossola il fronte più ampio interessa Premosello-Chiovenda. Le fiamme si stanno propagando in direzione del Parco nazionale della Val Grande, una delle aree naturali più importanti e selvagge del Piemonte.
Anche in questo caso è stato istituito un Posto di comando avanzato, necessario per coordinare le operazioni in una zona complessa. La Val Grande presenta infatti vaste aree prive di collegamenti stradali, nelle quali l’intervento diretto può diventare impossibile.
Altri incendi risultano attivi nel Comune di Bannio Anzino e in Val Vigezzo, vicino al confine con il Canton Ticino. La vicinanza con il territorio svizzero rende ancora più importante lo scambio di informazioni tra le autorità impegnate nel monitoraggio.
I mezzi aerei rappresentano uno strumento essenziale per rallentare l’avanzata del fuoco. I lanci d’acqua possono ridurre l’intensità delle fiamme e permettere alle squadre a terra di avvicinarsi, anche se lo spegnimento definitivo richiede spesso operazioni lunghe e complesse.
Sette Canadair operativi sul territorio piemontese
Per affrontare l’emergenza è stato rafforzato il dispositivo aereo. Attualmente sette Canadair della flotta dello Stato stanno operando sul territorio piemontese, intervenendo sui fronti considerati più urgenti.
La presenza stabile dei velivoli dislocati nella base di Genova è stata aumentata da uno a quattro Canadair. Questa decisione consente di ridurre i tempi necessari per raggiungere gli incendi del Piemonte e, più in generale, del Nord-Ovest.
Per garantire la continuità delle missioni, le operazioni di rifornimento vengono effettuate negli aeroporti di Malpensa e Torino Caselle. L’organizzazione logistica è fondamentale, perché i mezzi devono essere pronti a ripartire nel minor tempo possibile.
Il coordinamento tra Regione Piemonte, Dipartimento della Protezione civile, Vigili del fuoco, Carabinieri Forestali e volontari antincendi permette di stabilire dove concentrare gli interventi.
In arrivo anche un elicottero Erickson
Il sistema di contrasto agli incendi verrà ulteriormente potenziato con l’impiego di un elicottero Erickson. Il mezzo dovrebbe entrare in azione a partire da giovedì 9 luglio, fornendo un supporto importante nelle aree più difficili da raggiungere.
L’Erickson è un elicottero progettato per trasportare grandi quantità d’acqua e intervenire su incendi estesi. La sua capacità operativa può risultare decisiva nei territori montani, dove i Canadair incontrano maggiori difficoltà a causa della conformazione delle valli.
Nonostante il rafforzamento dei mezzi, la situazione resta delicata. Le temperature elevate e la siccità continuano infatti a mantenere molto alto il rischio di nuovi incendi. Sarà quindi necessario evitare qualsiasi comportamento che possa provocare fiamme, anche accidentalmente.
La collaborazione dei cittadini diventa parte integrante del sistema di prevenzione. Eventuali colonne di fumo devono essere segnalate rapidamente, mentre nelle aree boschive è indispensabile rispettare tutti i divieti previsti durante i periodi di massima pericolosità.

Gianluca Rini
Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.




